5 set 2017

Isola di S.Erasmo (2a parte)

Isola di S Erasmo 05 09 2017 N1

Se ricordate nel post dello scorso 19 luglio vi avevo accennato che, qualche giorno prima, avevo visitato l'Isola di S. Erasmo. Queste sono le foto che ho fatto durante il mio cammino (ero a piedi infatti). Avevo preso, dalle Fondamenta Nuove, il vaporetto N.13 che ferma a Murano, poi alle Vignole e infine a "Orto di Venezia" posto sull'isola di S.Erasmo. Dovete tener conto che, di solito, qui si ferma chi preferisce raggiungere la vicina spiaggia denominata "del bacan" (provate a indovinare perché è cosi' denominata...Isola di S Erasmo 05 09 2017 N2

Se volete, come ho fatto io, arrivare alla chiesa dell'Isola allora dovete passare immediatamente sull'imbarcazione che si accosterà al vaporetto non appena questo avrà raggiunto la fermata "Capannone". Se non effettuate questo "trasbordo" vi restano due possibilità: scendere a "Capannone" oppure vedere il vaporetto sul quale vi trovate girarsi e lasciare definitivamente l'Isola per ritornare al punto di partenza (Fondamenta Nuove). L'Isola è lunga più' di 4 km. e la chiesa è collocata circa a metà. Da qui mi sono incamminato in direzione della spiaggia del bacanIsola di S Erasmo 05 09 2017 N3

Dalla piazza antistante la Chiesa è visibile l'Isola di S. Francesco del Deserto (vedi i miei posts dedicati a quest'Isola) e l'Isola di BuranoIsola di S Erasmo 05 09 2017 N4Isola di S Erasmo 05 09 2017 N5

Inizio il mio cammino per scovare gli ultimi carciofi rimasti...
Tratto da Fondazione Slowfood.com (presidiata dalla Regione Veneto): "Sant’Erasmo è un’isola della laguna di Venezia, a mezz’ora di vaporetto dalle Fondamenta Nuove. È grande come la metà della città, è attraversata da canali, e dal Cinquecento è un unico grandissimo orto. Sui terreni argillosi, ben drenati e con una salinità molto alta, crescono verdure saporite, specialmente i carciofi, tanto che la varietà coltivata sulla laguna ha preso il nome proprio da questa isola. Tenero, carnoso, spinoso e di forma allungata, il carciofo di Sant’Erasmo ha le brattee color violetto cupo. Un tempo negli orti della laguna lo concimavano con le scoasse (la spazzatura, in veneziano) oppure con conchiglie e gusci dei granchi, che servivano per correggere l’acidità dei terreni. Per proteggere le piantine dal vento di bora invece si tiravano su le motte, cioè piccoli cumuli di terreno, dalla parte rivolta verso il mare. La stagione dei carciofi a Venezia comincia a fine aprile con la raccolta delle castraure, il primo piccolo germoglio apicale di carciofo, tenerissimo, che viene tagliato per permettere la crescita più rigogliosa degli altri germogli (da 18 a 20 per pianta ogni stagione). La raccolta prosegue fino alla seconda metà di giugno: gli ortolani trasportano le verdure con le barche, le caorline, dall’isola fino ai mercati di Rialto e Tronchetto. Gli articiochi, così si chiamano i carciofi a Venezia, sono stati introdotti nella cucina veneziana dalla comunità ebraica. Sono consumati prevalentemente crudi e le castraure sono una vera delizia disponibile solo per pochi giorni: 10, 15, non di più. Le ricette a base di carciofo sono tantissime: fritti in pastella, crudi con un filo di olio d’oliva, oppure col garbo, cioè cotti col soffritto di aglio o cipolla a fuoco molto lento e a tegame coperto, con l’aggiunta finale di aceto o limone. E ancora alla grega, tagliati a spicchi, rosolati e serviti freddi con limone, oppure maritati con le schie (i gamberetti di laguna), gli aliciotti e le sardine. Nelle osterie sono tra i cicheti di ordinanza, lessi e conditi con aglio, prezzemolo, pepe e olio"
Il primo frutto del carciofo è denominato "castraura" poi si arriva alla fase del "botolo" all"articioco" o carciofo vero e proprio. Ogni singola pianta subisce circa quindici tagli all'anno per poi concludere il suo ciclo naturale con i fondi e la tipica fioritura violetta che vedete qui sottoIsola di S Erasmo 05 09 2017 N6Isola di S Erasmo 05 09 2017 N7

9 commenti:

Line ha detto...

Questo fiore è così bello, è un piacere ammirare. È bene lasciar fiorire alcuni carciofi.
Ciao a tutti!

rossella ha detto...

Molto particolare questo reportage da un'isola poco battuta dal turismo di ordinanza. Sono sempre rimasta incuirosita dalle mie letture su s.Erasmo e mi riprometto di visitarla ogni volta che vado a venezia, non spesso purtroppo e sempre con poco tempo a disposizione, ma la prossima volta non mancherò. Grazie Oscar, per le bellissime foto ed anche per la descrizione di questa coltura a me molto gradita! Farò tesoro delle tue indicazioni di viaggio per non rischiare di restare..appiedata sull'isola che in effetti è davvero molto estesa.

Claudio ha detto...

Cammini e ancora cammini.
Ecco svelato perchè non ingrassi.
Che invidia.

luci ha detto...

Claudio mi ha dato un idea.......una "circum camminata" di Venezia. Ci stiamo pensando, ci stiamo pensando.....:-)

luci ha detto...

.....ed ho in mente una canzone che fa .....:-) :-) 😃

Blu Oscar ha detto...

Line: questi carciofi in fiore piacciono molto anche a me. Sono molto grandi (più' o meno come il pugno chiuso di una mano) e il loro colore è, come potete vedere, molto bello

rossella: se vuoi visitare questa isola devi tener conto del fatto che è poco abitata e passeggiando si vedono solo campi coltivati ad ortaggi, vigneti e frutteti. Consiglio di noleggiare una bicicletta presso il B&B Lato azzurro. Io come sapete l'ho visitata a piedi, ma vi assicuro che c'è parecchio da camminare

Claudio: che ridere! Dai mi sono fatto una sana passeggiata di qualche ora sotto il sole di luglio. Questo è davvero niente a confronto della mia camminata che ti descriverò in uno dei prossimi post

luci: spiritosa ed un pò ermetica...spero mi chiarirai le idee

Geneviève ha detto...

E anche buone le verdure bio di Sant'Erasma ! Bello il film di Tachiné "impardonnable " non so il titolo in italiano , la protagonista è Venezia e l'isola di S.Erasma ;è una successione di quadri che fanno dimenticare la storia ...

Claudio ha detto...

Posso aggiungere qualcosa?
Dalle mie parti (Ancona e dintorni)viene consumato un vegetale denominato in dialetto dell'entroterra "pincigarello" (cacofonico,eh?).
Il suddetto si ottiene solo ad inizio estate(e per solo quindici/venti giorni) nettando opportunamente l'infiorescenza del cardo selvatico,molto simile a quella del carciofo;
rimane così una palletta carnosa approssimativamente circolare che,suddivisa in pezzi,viene cotta "in bianco" assieme a delle patate.
Il risultato finale è gradevolissimo e delicato al palato,impossibile a descriversi.
Piccole chicche che,ahimè,presto andranno dimenticate,travolte dalla superba esuberanza del progresso.

stephanie dupont ha detto...

bellissima San Erasmo !!! :-) un bel reportage !!! io l ho fatta a piedi !!!!!

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