14 gen 2019

Ponte de la Fava

Ponte de la Fava 14 01 2019

"Per quanto appare da un autentico documento, che abbiamo scoperto nelle carte della famiglia Correr al civico Museo, esisteva in parrocchia di S. Leone, valgo S.Lio, nel secolo XV, appesa al muro di cà Dolce (e non di cà Amadi come scrisse il Corner) un'immagine di Maria Vergine considerata miracolosa. Nel 1496 (e non 1480) a merito di alcuni parrocchiani, si comperarono dai Dolce due casette per erigere sopra quel fondo una piccola Chiesa ove poter collocare la sacra immagine. Questa Chiesa chiamassi di S. Maria della Consolazione, o della Fava, per essere prossima al Ponte delle Fave, o della Fava. Raccontano gli scrittori ecclesiastici che cosi' si disse tal Ponte, perché un uomo, colà domiciliato, avendo nascosto certo contrabbando di sale sotto alcuni sacchi di fava, del quale legume era negoziante, ed essendo avvisato della venuta dei birri, gettossi per soccorso ai piedi della suddetta immagine miracolosa, ed ottenne in grazia che la giustizia, ad onta delle fatte ricerche, non ritrovasse in di lui casa che pura fava. Alcuni invece vogliono che presso questo Ponte vi fosse una bottega ove si vendevano quelle pastiglie che si preparano nel giorno dei Morti, e che appellansi fave. L'uso di preparare in detto giorno tali pastiglie ebbe l'origine seguente. Immaginandosi i gentili di leggere nel petalo del fiore della fava alcune lettere funebri, e credendo eziandio che l'anime dei morti trasmigrassero nelle fave, se ne cibavano nei funebri banchetti, e le offrivano ai Mani nelle feste Lemurie, gettandosele per rito dietro le spalle. I nostri padri ritennero questa superstizione. Anch'essi ai 2 di novembre mangiavano fava, e gran quantità ne dispensavano i conventi ai poveri, ed ai gondolieri dei traghetti in premio del servigio, che, durante l'anno, prestavano ai religiosi, passandoli gratuitamente dall'una all'altra riva della città. Siccome poi tale cibo non riusciva molto gradito al palato dei ricchi, col progresso del tempo se ne cangiò la natura, e lo si converti nelle anzidette ghiotte pastiglie, ma gli si conservò il nome primitivo.
Altri finalmente (fra cui il Codice 2929 della raccolta Cicogna, dicono che il Ponte della Fava, e per esso le strade vicine, derivano il nome dalla famiglia Fava e un Francesco Fava, spezier di Ferrara, domiciliato in parrocchia di S. Salvatore, ottenne nel 1306 la cittadinanza veneziana. Ed un Nicolò Fava da S. Salvatore era nel 1345 confratello della Scuola della Carità"
Tratto da: "Curiosità Veneziane" di Giuseppe Tassini


9 gen 2019

I Murales di Cibiana (Belluno) - Introduzione

I murales di Cibiana 09 01 2019 N1

Vi porto con me a visitare Cibiana di Cadore, un paese della Provincia di Belluno, posta nella piccola vallata del torrente Rite, nel cuore delle Dolomiti, a 20 km dalla celebre Cortina d'Ampezzo e famoso in tutto il mondo per i suoi "Murales". A partire dal 1980 infatti ne sono stati realizzati oltre 50. Preziose opere di artisti di fama mondiale, italiani e stranieri, i quali si sono impegnati per affetto e simpatia nei confronti di Cibiana. Un'autentica e pregevole iniziativa artistica, che va al di là degli aspetti folcloristici e turistici, realizzata con cura e espressione della stretta simbiosi fra arte, assetto urbanistico e architettonico.
Dipinti sulle pareti delle antiche e caratteristiche case a sasso, i Murales raccontano la storia delle abitazioni dove sono stati realizzati: la casa del fabbro, del casaro, del mugnaio, ma anche la storia stessa di Cibiana, "Corpus Domini", "la Vecia e l'Alviano" ed ora anche "al scarper" che celebra il passato di Cibiana, resa famosa dai suoi saltatori dal trampolino, mentre "egli lavorando, li osserva allenarsi". I Murales hanno dato a Cibiana vasta risonanza e, insieme al riscontro per la sua intraprendenza, hanno rafforzato la convinzione che il destino bussi alla porta degli audaci. Il "Museo delle nuvole", concepito e fatto nascere in vetta al monte Rite, sta raccontando un altro avvincente percorso che il piccolo paese ha voluto affrontare insieme a Reinhold Messner, uomo straordinario che di coraggio e di sfide se ne intende davvero.

8 gen 2019

Campo Santa Margherita

Campo Santa Margherita 08 01 2019Sono tanti anni che passo di qui e, con rammarico, devo constatare che i maleducati esistono ancora...

4 gen 2019

Ponte San Maurizio

Ponte San Maurizio 04 01 2019

Molto spesso mi rattristo quando inserisco in un post una foto che mi ha colpito in modo particolare e che meriterebbe di essere vista a tutto schermo. Purtroppo, al momento attuale, nel mio blog posso postare solo foto che hanno una dimensione massima di 800 pixel di larghezza.
Se desiderate utilizzare questa foto per personalizzare il vostro desktop allora inviatemi il vostro indirizzo mail personale a: bluoscar@gmail.com indicando la risoluzione richiesta
La foto è disponibile a 5120x2880 pixel a 300 ppi. Ciao a tutti

1 gen 2019

Buon 2019

Stavolta vi faccio gli auguri senza aggiungere foto. Ritengo infatti che, in questo momento, siano più' importanti le parole delle immagini.
Come avrete certamente sentito infatti è stato annunciato che, nella legge di bilancio approvata solo ieri, è stata inserita la cosiddetta "tassa di sbarco". Una tassa che dovrà essere pagata da chiunque arrivi in città per turismo e che non pernotti in hotel. In pratica un ticket che colpirà il turismo "mordi e fuggi" di chi arriva a Venezia in nave, grandi barche da turismo, treno e forse anche in auto ma non i lavoratori, i professionisti o gli studenti.
Ricordo che chi prenota una camera in un hotel, albergo o B&B veneziano paga già da anni un contributo. La "tassa di sbarco" varierà dai 2,50 euro fino ad arrivare ai 10 euro al giorno (nei giorni in cui è prevista una maggiore affluenza di turisti). Il ricavato di questi contributi verrà utilizzato per la tutela della città e la lotta al degrado.
Sperando quindi di trovarvi d'accordo con me nell'affermare che "era ora!" e nel dire che Venezia non è e non è mai stata solamente una città unica al mondo ma un autentico museo a cielo aperto che va tutelato e difeso auguro a tutti voi e a questa meravigliosa città un Buon 2019!!

27 dic 2018

Canal Grande

Canal Grande 27 12 2018

I palazzi fotografati si trovano sulla sponda del Canal Grande che rientra nel Sestiere di Dorsoduro. Per meglio intenderci verso sinistra troviamo la Basilica di S. Maria della Salute e verso destra il Museo Peggy Guggenheim. Lo stazio illuminato che vedete a sinistra della foto è quello di S.Maria del Giglio e a destra intravediamo il Palazzo Salviati