1 gen 2020

Buon 2020

L'albero di Natale risplende nel buio della notte. L'acqua fuoriesce lentamente dai tombini e tra qualche ora allagherà, ancora una volta, la celebre Piazza. Venezia riuscirà comunque ad emergere e a risplendere dei suoi mille tesori d'arte...per me, per tutti voi, per l'umanità intera.
Auguri a tutti voi.
Buon anno!
Happy new year
Bonne Année
Frohes neues jahr
c новым годом
新年快乐

25 dic 2019

Buon Natale

Martedi 24 dicembre ore 3:00
La mia passeggiata inizia molto presto stamattina. Per le ore 9:00 è prevista ancora un’ acqua alta di 140 cm. e sinceramente vorrei tentare di evitarla. Non fa particolarmente freddo. Mi muovo lentamente in una città poco illuminata e praticamente deserta. Quasi tutti i negozianti hanno alzato le paratie antiallagamento e sono pronti a fronteggiare l’ennesima emergenza. Si nota chiaramente che hanno posizionato le loro merci, in vetrina e all’interno, il piu’ in alto possibile. I veneziani sono abituati a convivere con questo fenomeno, ma quest’anno le acque alte sembrano non finire mai e si sa che anche la pazienza ha un limite.
E il Mose? 
Nella notte tra il 2 ed il 3 di dicembre scorso è stata effettuata la prova di funzionamento alla barriera di Malamocco (da quanto mi risulta l’unica non ancora testata fino ad ora) . Il risultato?  La stampa ha parlato di successo. Le paratoie si sono finalmente alzate.
Per oggi era stato deciso di mettere in funzione le paratoie. Non tutte ma almeno quelle della bocca di Treporti e quelle della bocca del Lido che insieme avrebbero potuto contrastare l’espansione di marea, ma le paratoie non si sono mosse e sul caso vige uno strano “segreto”.
Ore 4:15 le sirene d’allarme che annunciano l’arrivo dell’acqua alta risuonano in città. Il suono è forte e fastidioso e preannunciato da una sirena che ricorda molto l’allarme di un bombardamento aereo.
Raggiungo Piazza San Marco e purtroppo noto che l’acqua fuoriesce già dai tombini posti all’entrata della Basilica. Il tempo per effettuare qualche scatto e il tempo passa velocemente.
Decido, a questo punto, di lasciare la Piazza e visitare altre zone. Il livello dell’acqua si sta alzando abbastanza velocemente. Alle 7:00 alcune parti della città sono già inondate da almeno 30 cm. di acqua e altre piu’ alte sono, come al solito, perfettamente asciutte.
Ore 8:00 scatto l’ultima foto. E’ ora di rientrare all’asciutto.

Buon Natale a tutti voi ed in particolar modo a tutti i veneziani con l’augurio che tutti i soldi spesi per questa opera faraonica chiamata “Mose” possa effettivamente preservare Venezia dalle acque alte e ridare un po’ di fiducia ai suoi cittadini.

22 nov 2019

Rifugio Chiggiato (2a parte)

Ho effettuato questa escursione all'inizio di novembre. Per arrivare al rifugio è necessario raggiungere Calalzo di Cadore e, da qui, proseguire in direzione della Val d'Oten/Praciadelan per circa 2 km fino a raggiungere la Chiesa della Beata Vergine del Caravaggio. Dopo il ponte c'è un bivio dove si può scegliere se salire per il sentiero CAI n.261 oppure per il sentiero CAI n.260
Io ho deciso di arrivare in auto fino al parcheggio della località Praciadelan (circa 3 km da Calalzo). Qui ho parcheggiato di fronte alla Pizzeria "La Pineta" ed ho iniziato il cammino seguendo il sentiero n.260. Dal torrente Diassa (vedi foto sopra). Il sentiero parte parallelo al torrente e guadagna velocemente quota fra i mughi, si inoltra ripido nel bosco e conduce al rifugio in circa 2 ore e mezza

Arrivare al rifugio è un must in quanto da quassu', altre a godere di una bellissima vista sulle Marmarole, sull'Antelao e sul lago di Pieve di Cadore si ha l'occasione di fermarsi ad apprezzare i piatti che i proprietari propongono a chi è arrivato fino a qui. Tutto davvero ottimo...provare per credere







17 nov 2019

Per Venezia numero solidale

Dipartimento della Protezione civile: grazie al protocollo con gli operatori di telefonia fissa e mobile, ha attivato dal 15 novembre e per la durata di 30 giorni, il numero solidale 45500 a sostegno della città di Venezia. Attraverso i gestori telefonici che hanno aderito all'iniziativa, sarà possibile donare 2 euro inviando un sms solidale od effettuando una chiamata da rete fissa al 45500. I fondi raccolti saranno trasferiti dagli operatori, senza alcun ricarico al Dipartimento della Protezione Civile. La destinazione dei fondi raccolti sarà successivamente valutata dal Comitato dei Garanti appositamente istituito.

Cronaca di una settimana da dimenticare:
Martedì 12 novembre: raggiunti i 187 cm. (quella di oggi è tra le acque alte più elevate di sempre, la seconda dopo l'alluvione del 1966 arrivata a 194 cm.)
Mercoledì 13 novembre: la marea si ferma a 150 cm. (fonte: Centro Previsioni e Segnalazioni Maree) La stampa parla di "situazione apocalittica". Danni incalcolabili e proteste.
Giovedì 14 novembre: picco massimo di 115 cm. (fonte: Centro Previsioni e Segnalazioni Maree)
Venerdì 15 novembre: raggiunti i 154 cm. (fonte: Centro Previsioni e Segnalazioni Maree)
Sabato 16 novembre: raggiunti i 120 cm. (fonte: Centro Previsioni e Segnalazioni Maree)
Domenica 17 novembre: raggiunti i 160 cm. (fonte: Centro Previsioni e Segnalazioni Maree)

Danni stimati: oltre 1 miliardo di euro.
Maltempo in tutta la penisola italiana.
Da domani lunedì 18 il Centro Previsioni e Segnalazioni Maree prevede valori di massime, fino al 20 novembre, attorno ai 100 cm. durante la notte.
Le previsioni metereologiche però non rassicurano affatto: è revista pioggia per quasi tutta la settimana prossima.

Con rammarico vi riporto un commento di un veneziano che,  a mio avviso, ben riassume quello che sta accadendo:
"non è che gli effetti del disastro siano tutti visibili in modo evidente: l'acqua alta (che noi veneziani conosciamo molto bene, soprattutto quelli che come me hanno vissuto anche l'evento del 1966) è un nemico subdolo, non distrugge molto subito, ma produce i suoi effetti nefasti nel tempo, di fatto è come se la città fosse improvvisamente invecchiata di decenni in un solo momento. Se a questo si aggiunge lo stato confusionale dei politici e della nostra classe dirigente allora c'è proprio da scoraggiarsi!"

Con rammarico ancora più forte vi riporto il commento di Nelli Vanzan Marchini (Scrittore-Docente)
Non ho alcuna autorizzazione a farlo. Se mi diranno di rimuoverlo lo farò.
Leggete attentamente:

"A Venezia le alte maree ci sono sempre state e per evitare che l'acqua, defluendo in mare, si portasse via la terra si costruirono  Palazzi e Fondamente lungo gli argini delle Isole. In molti Campi le cisterne dei Pozzi furono sopraelevate con 2 o 3 gradini per impedire che l'acqua salsa le inquinasse. Le alte maree erano compatibili con la vita della città, la pulivano e bonificavano le tane dei ratti.
Nel 1740 il Senato decise di rinforzare il Litorale con la costruzione dei Murazzi che furono un'opera grandiosa di difesa della Laguna. Per tutta la durata della Repubblica si garantirono i fragili equilibri idrogeologici con un'attenta ed umile osservazione e con continui interventi sperimentali, compatibili e reversibili. La complessa burocrazia e la macchina amministrativa erano gestite dai cittadini veneziani originari o residenti in città da almeno 15 anni (ridotti a 5 anni dopo le pestilenze). 
Nel 1530 vennero istituiti i Savi ed Esecutori delle Acque, 3 senatori che duravano in carica 2 anni, non erano rinnovabili e non potevano essere eletti i patrizi che avevano beni o interessi in Laguna o in terreni limitrofi. Essi con l'aiuto di 3 tecnici (proto ai lidi, ai fiumi ed alla laguna) avevano il delicato compito di gestire gli equilibri fra le acque dolci, le terre ed il mare. Da essi dipendeva l'approvazione anche di un solo palo che, se conficcato abusivamente, poteva comportare pene pecuniare e detentive. Come recita il detto "palo fa paluo" ovvero  "palo crea palude" l'infissione di pali abusivi comportava il rallentamento della corrente e l'accumulo di melma con conseguente interramento. Se si dovevano creare nuovi canali, si cominciava lo scavo e poi si osservava se modificava le correnti. Se alterava in maniera pericolosa gli assetti lagunari, si sospendeva l'operazione lasciando che la natura ripristinasse i propri equilibri, di qui il nome di "scomenzere" o canali "scomenzai". Fu grazie a questo buon governo che la laguna di Venezia soppravvisse per oltre un millennio, a differenza delle altre che si trasformarono in mare o in pianura. Per secoli il problema maggiore fu quello dell'interramento provocato dai detriti dei fiumi, l'insidia più temuta era che l'instancabile attività dei corsi d'acqua trasformasse la laguna in terraferma, come era successo a Ravenna, perciò le foci dei fiumi vennero gradualmente estromesse.
Quando dopo la caduta della Serenissima (1797) i Francesi, prima, e gli Asburgo poi, vollero trasformare Venezia nel porto dell'Impero, allora cominciarono i guai per l'habitat lagunare.
Le maree eccezionali iniziarono a manifestarsi con preoccupante frequenza e rilevanza in seguito all'escavo dei canali portuali e alla costruzione dei moli foranei che facilitarono, con l'approfondimento dei fondali, l'ingresso dei piroscafi in laguna, ma anche quello della massa marina.
Dal 1867 al 1951 le maree si intensificarono e i loro livelli si innalzarono. Il 12 novembre del 1951 l'acqua raggiunse 1 metro e 51 cm. Negli anni seguenti le alluvioni si stabilizzarono attorno al metro e 10-20. L'inizio dell'escavo del Canale dei Petroli aprì un varco profondo che portò l'Adriatico più vicino a Venezia.
L'acqua alta del 4 novembre 1966 superò ogni previsione toccando il picco di 1 metro e 94 cm.  E fu il disastro. Dopo la tragedia si discusse fino al 1999, poi i governi D'Alema (1998-1999) Amato (2000-2001) e Berlusconi (2001-2005) con una straordinaria continuità di intenti, decisero la realizzazione del Modello Sperimentale Elettromeccanico (MOSE). Si trattava del progetto più costoso nell'esecuzione e nella manutenzione fra i tanti vagliati per la difesa di Venezia. Consiste nella chiusura contemporanea delle 3 bocche di porto con 78 gigantesche paratoie (poste sul fondo e da sostituire ogni 5 anni) che, al salire della marea, dovrebbero alzarsi ed andare in risonanza, trattenute al fondo da cerniere mai prima sperimentate in alcuna parte del mondo. Per evitare gare, si incaricò dell'esecuzione un Concessionario Unico, il Consorzio Venezia Nuova, che assorbì tutti i finanziamenti stanziati per la salvaguardia di Venezia.
Questa è la storia, seguita da una cronaca poco edificante di corruzione e di sprechi: l'opera è costata oltre 5 miliardi e mezzo, quattro volte il previsto a causa delle tangenti versate e non è ancora completata anche a causa delle indagini in corso. Qualcuno sospetta che lo scandalo sia scoppiato ad arte prima della messa in funzione dello sbarramento che, anzichè salvare Venezia, potrebbe danneggiarla. Si teme anche che le responsabilità dell'esecuzione dell'opera vengano polverizzate nel passaggio di consegna dai vecchi ai nuovi esecutori con ulteriori sprechi.
La sera del 12 novembre 2019 Venezia si è trovata sola davanti ad un Adriatico gonfio spintole addosso da un forte vento che l'ha sommersa con 1 metro e 87 cm. di acqua, la più alta dopo il '66.
La punta massima di marea prevista per le 22,00 era di 140 cm., ma alle 22,30 continuava a salire. Non si ritirava, trattenuta sulla città da raffiche a 100 km. l'ora che staccavano le imbarcazioni dagli ormeggi, le sollevavano come fuscelli, le scagliavano sulle Fondamente, oppure le spingevano nelle Calli trasformate in fiumi. Le onde si infrangevano sui ponti e sulle rive, demolendo ringhiere e parapetti, trascinavano via le edicole, balaustre, superavano le barriere inondando androni, negozi ed edifici di ogni genere. I negozianti alzavano le merci, i frigoriferi, i macchinari, in una gara affannosa con l'acqua che saliva, sollevavano ogni cosa in alto fino a sbattere contro il soffitto e fermarsi nell'impotenza e nella rassegnazione. A quel punto si è dovuto lasciare che l'acqua si prendesse tutto.
I veneziani sono stati colpiti e presi alla sprovvista perchè credevano che tutti i soldi sottratti alla ordinaria manutenzione e profusi per la difesa delle acque fossero serviti a qualcosa. Almeno a guadagnare qualche centimetro in più di tranquillità perchè non si è speso solo per il MOSE che giace arrugginito sul fondo, ma anche per opere complementari diffuse che hanno ridisegnato la laguna. Perciò ci si era muniti di barriere per l'acqua fino a 140, 150, 160, 170 cm. ma per 187 cm. NO. Nessuno era preparato. Basta che l'acqua arrivi anche ad un solo cm. sopra la paratia fissata sulla porta o sulla finestra che quel cm. in più si trasforma in una cascata che non si ferma finchè non ha riempito tutto. La paratia, che avrebbe dovuto proteggere, una volta entrata l'acqua, la trattiene dentro aumentando danni e disperazione. Nemmeno la sirena era tarata per avvisare che stava arrivando un'onda di marea sopra i 140 cm. stabiliti dal Comune come massimo segnalabile. Una parte della città è rimasta senza luce. La rabbia e l'indignazione sono montate più della marea. Alle 23,00 il vento teso continuava a fustigare il Bacino di San Marco e ogni Calle e Canale. Alle 23,30 i Social diffondevano in diretta le immagini di situazioni critiche: motoscafi semiaffondati, muretti abbattuti, pontili devastati, un vaporetto in bilico sulla Riva degli Schiavoni. Fortunatamento dopo le 23,30 il cupo rumore delle raffiche si è interrotto il vento è calato d'improvviso lasciando che la marea si ritirasse nell'Adriatico. Il livello dell'acqua ha cominciato a scendere. Venezia è salva, ma ha subito un'aggressione fisica che pagheranno, come sempre, i suoi abitanti: i più fortunati avranno intonaci, pavimenti e muri da rifare, i danni strutturali si vedranno solo alla lunga, i commercianti hanno trascorso ore drammatiche perdendo tanto o poco, quello che bastava per dover reimpostare l'attività. Alcuni preferiranno chiudere. Altri se ne andranno via. Il patrimonio culturale è ferito al cuore: la Cripta di San Marco è stata sommersa, la Chiesa inondata, la salsedine penetra e risale, scardina le tessere del pavimento, corrode la pietra, minaccia i mosaici. Ma non basta, altre alte maree eccezionali sono previste in settimana. Si dice sia colpa dei cambiamenti climatici, ma sorge il dubbio che qualche colpa ce l'abbia anche chi non ha saputo gestire la tutela e la prevenzione di un Patrimonio dell'Umanità così fragile e prezioso. Ancora una volta l'Italia delle grandi opere, decise a livello centrale, fa ricadere sui cittadini le conseguenze della mancanza di ordinaria manutenzione e di salvaguardia ambientale del territorio.
Sull'onda dell'emozione, il giorno dopo, i rappresentanti delle istituzioni hanno dichiarato di voler completare il MOSE, ormai già vecchio, obsoleto e con le cerniere arrugginite dalla salsedine, che fin'ora nessuno si è preso la responsabilità di collaudare. Per farlo forse si aspetta uno scudo penale? Il Sindaco in conferenza stampa ha ribadito anche la sua intenzione di tutelare la portualità. Va precisato che tale tutela, finalizzata a spostare il passaggio delle Grandi Navi fuori dal Bacino di San Marco, implica l'escavo del piccolo canale Vittorio Emanuele per portarlo da 1 metro e mezzo a 12 metri di profondità,  allargandolo da 20 a 120 metri. Questa grande opera, a forte impatto ambientale, infliggerà una profonda ferita alla laguna distruggendo i canali meandriformi che sul fondo rallentano le maree. E il mare sarà ancora più vicino.
Gli 83 mila veneziani, che conoscono e vivono il loro ambiente lagunare, sono esclusi da queste importanti decisioni perchè dal 1926, per volontà del governo fascista sono aggregati in un Comune unico con Mestre e Marghera che con i loro 180.000 abitanti, esprimono più dei due terzi dei consiglieri.
Venezia per la sua specificità ambientale e culturale esige una rappresentaza politica autonoma che possa assumere, come in passato, le decisioni sul suo habitat, valorizzando le esperienze e competenze cresciute in laguna. Chi meglio dei residenti può amministrare queste terre incerte ed indicare con una visione complessiva, quale laguna potremo consegnare alle future generazioni? Il 1° Dicembre il Referendum per l'autonomia di Venezia potrà restituirle la rappresentanza politica. Votando si, i veneziani affermeranno il loro diritto di esprimere i loro rappresentanti per gestire una specificità che solo chi la condivide può governare. Lo sfruttamento della fragilità ambientale è un punto importante ma è solo un'aspetto della politica che ha depauperato il tessuto socioeconomico di Venezia consegnandolo alla speculazione turistica ed immobiliare. La scelta per l'autonomia sarà il segnale di voler contrastare l'omologazione di Venezia a centro storico o ad area pedonale di una terraferma che, con il suo peso demografico, determina le scelte della millenaria civiltà anfibia che non le appartiene. I veneziani, che condividono, paura e bellezza, costi e benefici di queso habitat unico, hanno l'ultima possibilità di riprendersi il governo della loro città che rischia di sprofondare nell'Adriatico come un relitto trascinato a fondo da sgoverno e speculazione".


12 nov 2019

Acqua alta

Purtroppo nel momento in cui scrivo (12 novembre 2019 ore 22,30) l'applicazione "Hi Tide" che monitora il livello di marea nella città di Venezia mi indica un valore di 164 cm. (max 170 cm) prevista per le ore 23,00 di stasera. Una marea eccezionale.
Mi auguro davvero che il valore sia sopra stimato in quanto le previsioni di marea alle ore 18,30 riportavano un valore massimo di 145/155 cm.
Purtroppo, leggo ora in rete, che se venisse effettivamente raggiunta la soglia dei 170 cm. si tratterebbe della quarta marea eccezionale di sempre.
Il centro di previsione delle maree del Comune di Venezia, leggo ora,  conferma il valore di 170 cm. e prevede valori importanti di marea fino a giovedì prossimo.
Come potete immaginare la zona piu' colpita sarà la Piazza di San Marco dove il livello dell'acqua, per intenderci,  raggiungerebbe l'inguine di una persona di statura normale. (vedi: https://www.comune.venezia.it/it/content/clone-i-grafici-marea-astronomica-venezia-punta-salute)
Per mercoledì' 12 novembre è prevista una punta di 150 cm. alle ore 10.30
Notte da incubo per Venezia e per i suoi abitanti

11 nov 2019

Rifugio Chiggiato (1a parte)

Beh!...Ciao a tutti...So che ci siete ancora...Ci sono anche io! Venite con me a visitare il Rifugio Chiggiato sulle Dolomiti?...Stay tuned

3 giu 2019

Ciao a tutti

State tranquilli. Sto bene. Mi sono solo preso un periodo "Sabatico". A volte è meglio tacere che scrivere cavolate. A volte è preferibile vivere la vita...quella vera. Statemi bene tutti
A proposito avete visto l'incidente della nave da crociera?

21 apr 2019

Buona Pasqua

Auguri di una buona Pasqua a tutti voi nella speranza che vi porti salute e serenità.