15 giu 2017

Rifugio Dal Piaz (Belluno)

Rifugio Dal Piaz 15 06 2017 N 1

Ultima puntata della saga "ce la farà il nostro blogger ad arrivare in cima?". Potete vedere le "puntate" precedenti in questi link: 1a puntata e 2a puntata. Le foto documentano due tentativi andati a vuoto di raggiungere il Rifugio. La prima volta a causa dei mille fiori che hanno polarizzato l'attenzione di chi vi scrive e conseguentemente fiaccato le sue gambe e la seconda a causa del maltempoRifugio Dal Piaz 15 06 2017 N 2

In questo post trovate le foto che riassumono, stavolta, una camminata più' spedita e mostrano condizioni atmosferiche più' favorevoli. Vi dico subito che per "toccare" il Rifugio con le proprie mani è necessario camminare per più' di 3 ore attraversando dapprima il sottobosco e poi inerpicandosi lungo ripidi sentieriRifugio Dal Piaz 15 06 2017 N 3Rifugio Dal Piaz 15 06 2017 N 4Rifugio Dal Piaz 15 06 2017 N 5Rifugio Dal Piaz 15 06 2017 N 6

Lo so è difficile da credere anche per me ma stavolta ce l'ho fatta. Dietro il Rifugio Dal Piaz si apre la "Busa delle Vette" una conca di origine glaciale che custodisce un campionario di flora eccezionaleRifugio Dal Piaz 15 06 2017 N 7Rifugio Dal Piaz 15 06 2017 N 8

Come potete vedere il tempo sta rapidamente cambiando. Qui in quota c'è un tasso di umidità altissimo e le nubi preannunciano pioggiaRifugio Dal Piaz 15 06 2017 N 9Rifugio Dal Piaz 15 06 2017 N 10Rifugio Dal Piaz 15 06 2017 N 11

Questa è la "Busa delle Vette". In questo periodo non è ricoperta di fiori. E' ancora troppo presto. Per me è invece abbastanza tardi. Devo recuperare la discesa in quanto si sta avvicinando un temporaleRifugio Dal Piaz 15 06 2017 N 12Rifugio Dal Piaz 15 06 2017 N 13

Questa è la mulattiera che sale al Rifugio. E' percorribile in jeep, muontain bike e naturalmente a piedi. E' preferibile comunque seguire i sentieri per non allungare di molto il tempo di salita e discesa. Questa volta ce l'ho fatta. Chi la dura la vince...e infatti per premiarmi, fino in fondo, il programma di discesa prevede acqua a catinelle e tempesta.
Per maggiori informazioni vi suggerisco di consultare questa pagina del fotografo Giulio Ielardi e il sito dolomitipark.it

10 commenti:

Claudio ha detto...

L'inerpicarsi verso il rifugio è da prendersi come metafora della vita.
Certo,non tutti i tentativi vanno a buon fine,per cause dipendenti,o meno,dalla nostra volontà.
Ma quando sfoderiamo tenacia e caparbietà praticamente nessuna impresa ci è preclusa.
Traiamone insegnamento.
Ciao caro amico.

Blu Oscar ha detto...

Claudio: io pubblico le foto. Voi aggiungete i vostri commenti. A volte mi risulta difficile trovare le parole giuste per replicare e a volte, soprattutto dopo una giornata di lavoro, mi manca la forza.
E' davvero difficile però stare zitto quando leggo un commento simile a questo.
Provo a raccogliere le idee sperando di non cadere in una facile retorica. Cosa posso dirti?
Il mio cervello mi suggerisce solo un semplice grazie.

Io mi prodigo di non essere banale. Di proporvi materiale e argomenti che abbiano un 'unico obiettivo: quello di mostrare l'arte e le bellezze naturali delle quali la mia Regione è ricca.
Grazie a te e a tutti voi che vi sforzate di trovare sempre le parole giuste, quelle che talvolta mancano a me.

Geneviève ha detto...

Perô non ti manca il fiato per inerpicarti fin lassù , complimenti ! son trafelata solo leggendoti e faccendo sfilare i post... !Tutto sommato a difetto di verde frescura , preferisco ancora nuotare !!!

Claudio ha detto...

@Oscar:non credere che chi segue col cuore il tuo blog apprezzi solamente il contenuto dei post,mai banali ma anzi sempre belli ed interessanti,senza eccezioni.
Dicevo che chi partecipa col cuore ha la precisa contezza,oltre che della passione che sempre ti muove,anche di qualche fase di stanchezza,o di introspezione,ovvero di quei momenti delicati che invariabilmente ognuno di noi attraversa talvolta nella propria vita.
D'altronde,guai a chi non dubita.
Il tuo lavoro è un libro aperto nel quale possiamo leggere davvero tante cose belle insieme a qualche momentaneo,inevitabile,umanissimo rallentamento.
Per questo vogliamo bene a te ed al tuo blog:per il fatto che insieme siete lo specchio nel quale,tutti,ci vediamo riflessi.
Grazie a te,dunque.
E continua,ti prego.

stephanie dupont ha detto...

waouuuuuu !!!!! bellissima questa vetta !!!!! la tua fatica e stata ricompensata e noi ci gustiamo lo sguardo su questa meravigliosa natura !!!!! grazie Oscar !!!!

Blu Oscar ha detto...

Geneviève: non sapevo fossi una nuotatrice! Nuotare piace anche a me...possibilmente però all'interno di una barriera corallina completamente circondato da pesci multicolori e in capo al mondo. Vedrai che una volta o l'altra...

Claudio: troppo buono. Grazie davvero a te a a tutti i lettori

stephanie: ho proposto questa lunga camminata in quanto parte da un punto abbastanza vicino. La consiglio tutti quelli che non amano fare lunghi viaggi per raggiungere i sentieri di montagna. Sottolineo ancora che la varietà, la qualità e la quantità dei fiori da me osservati lungo il percorso è davvero incredibile (se vi piacciono i fiori naturalmente...). N.B. da vedere assolutamente è la "Busa delle Vette" : "un circo glaciale sospeso tra i più spettacolari, minutamente scolpito dal carsismo. Quel che colpisce di più sono gli spazi dilatati della Busa, che sorprendono in mezzo a questa dorsale di vette aguzze. Due chilometri, due chilometri e mezzo di pascoli che in particolare all’inizio dell’estate (in ogni caso da giugno ad agosto) sono un campionario della eccezionale flora per proteggere la quale è stato istituito il parco. Uno dei più rari è l’alisso dell’Obir (Alyssum ovirense), una specie preglaciale che nel mese di luglio tinge di giallo i ghiaioni" Tratto da da giulioielardi.com

luci ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
luci ha detto...

Quante volte si inizia un sentiero e poi per vari motivi si deve tornare indietro,quante volte ci si trova davanti ad un bivio ,senza indicazioni, e la decisione diventa complicata, quante volte si scivola ma ,nonostante tutto ciò ,soprattutto se in buona compagnia, un sentiero porta sempre a nuove "scoperte".

luci ha detto...

E se.....alla fine di questo sentiero ci mettiamo un bel panino con la sopressa e i sottaceti ed una bella birrozza? Che dite? :-) :-) :-) :-)

Claudio ha detto...

@luci: alla sola condizione che la "birrozza" sia bella fredda.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...