12 gen 2017

Teatro Italia

Teatro Italia 12 01 2016Impossibile passargli davanti e non fermarsi ad ammirarne la bellissima facciata. Ho fotografato in piu' occasioni i tanti particolari che la luce del sole evidenziava e mi sono sempre rammaricato del fatto che rimanesse chiuso ed inutilizzato. Era un Teatro...ora è un supermercato. Come ho già ribadito in altri posts preferisco che i Palazzi veneziani ritrovino una nuova vita piuttosto che vederli marcire, ma francamente per questo speravo qualcosa di meglio. I generi alimentari qui dentro... Che ne pensate?

10 commenti:

Regine Karpel ha detto...

Great

rossella ha detto...

Oscar, la penso proprio come te: meglio utilizzati che abbandonati. Certo l'avrei visto meglio come libreria, galleria d'arte, negozio di tessuti di pregio...insomma qualcosa di più consono. Vuol dire che ci si rifarà gli occhi andandoci a fare la spesa

Claudio ha detto...

Oscar,stimolato dal tuo quesito sono andato a cercare in rete notizie su questo bel(ex)teatro.
Qui di seguito riporto l'articolo apparso sul quotidiano locale "La Nuova di Venezia e Mestre" del 14 Marzo 2015:





"L'EX CINEMA ITALIA NON SARA' UN SUPERMERCATO".

VENEZIA. "L’ex cinema teatro Italia,gioiello del neogotico e del liberty di inizio secolo,non diventerà l’ennesimo supermercato lungo la Strada Nuova,come sembrava ormai certo,con un clamoroso dietro-front.La società Immobiliare Teatro,costituita proprio per la trasformazione a supermarket dell’edificio,di proprietà della famiglia Coin,avrebbe infatti rinunciato a presentare un nuovo progetto sulla base delle significative prescrizioni all’intervento che erano arrivate dalla soprintendente uscente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Venezia Renata Codello".

"L’architetto Alberto Torsello,che seguiva il progetto di riuso dell’edificio,insieme a quello del restauro di alcune sue parti,non avrebbe infatti presentato nei termini previsti il nuovo progetto con le modifiche richieste e così anche Aspiag Service Srl, la concessionaria del marchio Despar nel Nordest (questo il supermercato che si sarebbe dovuto aprire entro l’anno),avrebbe rinunciato all’iniziativa per la quale era stato finora siglato solo un preliminare con la famiglia Coin".

"Né l’Aspiag Service né l’architetto Torsello,interpellati,hanno ritenuto ieri di rilasciare dichiarazioni sull’imprevista svolta nell’operazione, di cui si è avuto notizia proprio nel giorno in cui il neonato Comitato "Salviamo il cinema Italia" ha lanciato in rete la sua raccolta di firme a una petizione indirizzata al ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini e al nuovo soprintendente di Venezia in cui si chiedeva appunto di bloccare la trasformazione del cinema Italia in supermercato, anche sulla base della direttiva sulla tutela delle sale cinematografiche storiche emanata lo scorso anno dallo stesso Franceschini".

"Una petizione che in poche ore ha subito raggiunto le duecento firme, con nomi importanti, di storici dell’arte veneziani. La petizione ricorda come siano già state concesse dal Comune, nello scorso dicembre, le autorizzazioni per il restauro del tetto, della facciata, degli interni e che sia stato concesso anche il cambio d'uso a "commerciale", a seguito del parere favorevole (con prescrizioni) della Soprintendenza. «Un supermercato all'interno dell'ex cinema-teatro lo svilirebbe e contrasterebbe pesantemente con la sua storia e la sua importanza artistica. Rappresenterebbe un ulteriore sfregio alla nostra città, già pesantemente colpita da una ormai insostenibile presenza turistica, dal conseguente esodo dei suoi abitanti e delle sue attività più consone, dai sempre più frequenti cambi d'uso, da un degrado fisico ma anche sociale che
la sta impoverendo sempre più, trasformandola in un palcoscenico ad uso e consumo turistico e affaristico», si legge ancora nel testo. Ma ora il «rischio» sarebbe scongiurato, perché, evidentemente i preziosi affreschi dell’ex cinema Italia non erano proprio compatibili con un supermercato".

Signori,questa è l'Italia,dove qualcuno ebbe a sostenere che "con la cultura non si mangia".
Se questo pattume avrà ancora modo di delirare in questo maniera il destino del nostro Paese sarà definitivamente segnato.

luci ha detto...

Aspettavo proprio un post sull'apertura di questo supermarket. Ora attendo le foto degli interni.:-)

Mercè ha detto...

Io avrebbe preferito vedere una biblioteca, un locale per uso degli abitanti del quartiere ma prima di vedere un edificio chiuso e deteriorato un supermercato mi sembra bene

Blu Oscar ha detto...

A tutti: dai vs. commenti constato che la pensiamo esattamente nello stesso modo. Sicuramente questo sarebbe stato il luogo perfetto per ospitare una libreria, una biblioteca, una galleria d'arte o cose di questo genere. Purtroppo, come giustamente afferma Claudio, la cultura non paga. (A soli 50 metri c'è un supermercato della Coop)

stephanie dupont ha detto...

come te Oscar sono contenta che sia stato lasciato al abbandono,ma si poteva fare altro che un supermercato in un teatro visto gli affreschi..... che di generi alimentari in quella zona c e ne sono gia......

luci ha detto...

Cosa serve un nuovo supermarket se i residenti diminuiscono e i turisti non possono fare pic nic! Mah.....Misteri!!

Emy ha detto...

E pensare che al Cinema Italia frequentavo alcuni corsi dell'Università. Già allora mi piangeva il cuore a vedere questo gioiello sezionato per ricavarne il maggior numero di aule. Le tracce liberty ancora esistenti (ricordo splendidi corrimano sulle scale) avrebbero meritato un miglior destino... ma di certo non un supermercato!!

Blu Oscar ha detto...

Emy: spero che I miei lettori abituali mi scuseranno se rispondo direttamente a te ma è bello sentire, ogni tanto, una voce nuova che ci offre nuovi punti di vista. Che dirti? Benvenuta innanzitutto. Aggiungo poi che, come probabilmente già saprai, non sono un veneziano doc ( una rarità oramai) ma uno che vive vicino a Venezia e che è passato davanti a questo Teatro sicuramente qualche centinaio di volte. Perché? Semplicemente perchè la bellezza delle forme non ha mai stancato nessuno...Leggendo il tuo commento ti immaginavo muoverti all'interno di questo edificio e leggevo nella tua mente tutti i tuoi legittimi dubbi su un uso cosi' diverso da quello per il quale era stato pensato. Ecco... chi ha reso possibile questa ennesima differente destinazione d'uso è giustificato dalla sola logica di un guadagno che non guarda in faccia a nessuno...nemmeno ad una storia cosi' grande che meriterebbe solo un po' piu' di rispetto...

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