19 set 2016

Tomba Brionvega (Treviso) - 2a parte

Tomba Brionvega 19 09 2016 N1La prima parte del post la trovate qui

Se vi ricordate, nella prima parte del post vi avevo anticipato che questo non è un cimitero nel senso convenzionale del termine, questo è un luogo molto, molto diverso dai cimiteri ai quali siamo abituati. Perché?
Proviamo a capirlo insieme: Questo è il complesso funebre monumentale dedicato alla famiglia Brionvega che è stato progettato e realizzato dall'Architetto veneziano Carlo Scarpa.

La storia:
Nel 1945 Giuseppe Brion fonda, insieme ad un suo socio di nome Pajetta e a due passi dal Politecnico di Milano, un’azienda. Questa si chiamerà B.P.M. (acronimo di Brion-Pajetta-Milano) e produce componenti elettronici. Nel 1950 la società cambia ragione sociale e si trasforma in Vega B.P. Radio e si specializza nella produzione di apparecchi radiofonici.
Alla fine degli anni Cinquanta, con l’inizio delle trasmissioni televisive della Rai Radio Televisione Italiana, l’azienda cambia nuovamente la propria denominazione e diventa Radio Vega Television.
Nel 1963 Pajetta esce dalla società e il nome dell’azienda cambia ancora assumendo la denominazione di “Brionvega”.
Sono gli anni in cui tutto il mondo guarda ed apprezza il design italiano e la Brionvega, nel tentativo di contrastare il mercato allora praticamente condiviso dai soli marchi tedesco e americano, si avvale di designer di fama mondiale. Hannes Wettstein, Sergio Asti, Mario Bellini, Richard Sapper, Marco Zanuso, i fratelli Castiglioni, Ettore Sottsass e Rodolfo Bonetto rimodellano il design di apparecchi radio e televisivi che resteranno per sempre delle icone del design italiano, riceveranno premi internazionali e verranno esposti in molti musei di tutto il mondo.
Chi di noi non ricorda la radio “TS502 nota anche con il nome di cubo” o il televisore “Algol” (il guscio in plastica ABS era disponibile nei colori bianco, nero, giallo e arancione. Non vi ricorda il successo degli iMac colorati commercializzati fra il 1999 e il 2000?) Per ultimo, il radiofonografo RR126, ideato dai fratelli Achillee Pier Giacomo Castiglioni (Non vi ricorda cose già viste a posteriori? Vedi Bang & Olufsen e similari)

Giuseppe Brion muore e la moglie Onorina Tomasin dà l’incarico all’Architetto-designer Carlo Scarpa di realizzare il complesso funebre monumentale in memoria del marito nato nel piccolo paese trevigiano di San Vito di Altivole.
La tomba monumentale viene commissionata a Scarpa nel 1969. L’Architetto segue i lavori di realizzazione fino al 1978 anno in cui, a causa di una caduta accidentale in Giappone muore anche lui. Tomba Brionvega 19 09 2016 N2Tomba Brionvega 19 09 2016 N3Tomba Brionvega 19 09 2016 N4Tomba Brionvega 19 09 2016 N5Tomba Brionvega 19 09 2016 N6Tomba Brionvega 19 09 2016 N7Tomba Brionvega 19 09 2016 N8Tomba Brionvega 19 09 2016 N9Tomba Brionvega 19 09 2016 N10Tomba Brionvega 19 09 2016 N11Tomba Brionvega 19 09 2016 N12Tomba Brionvega 19 09 2016 N13Tomba Brionvega 19 09 2016 N14Tomba Brionvega 19 09 2016 N15Tomba Brionvega 19 09 2016 N16Tomba Brionvega 19 09 2016 N17Tomba Brionvega 19 09 2016 N18Tomba Brionvega 19 09 2016 N19Tomba Brionvega 19 09 2016 N20

9 commenti:

Claudio ha detto...

Argomenti di questo genere mi lasciano interdetto.
E non certo per questioni di scaramanzia,che ritengo ridicole,in quanto prima o poi...
Il fatto è che prendendo in esame questi due post mi sovvengono considerazioni di natura etico-sociale,ovvero riguardanti l'auspicabile eguaglianza tra le persone,ad ogni latitudine,all'inizio della vita ed alla sua fine (e peraltro anche nella fase intermedia),e che mi sembra indelicato trattare in questa sede.
Posso solo spingermi ad affermare che desidero una più equa distribuzione della ricchezza,pur senza che quest'ultima venga demonizzata.
Ho infatti il massimo rispetto per chi fa impresa e crea quindi posti di lavoro.
Vorrei però che certe tappe fondamentali della vita non esaltassero così tanto le pur inevitabili differenze tra le possibilità economiche delle famiglie.
Da qui la mia titubanza nel trattare più a fondo questioni di questo genere ed un qual certo disagio nel formulare un parere sulla tomba (o cenotafio?) Brion.

Blu Oscar ha detto...

Claudio: ciò che scrivi è inappuntabile, ma si sa che l'uomo è da sempre così' e chi ne ha la possibilità celebra se stesso nei modi più' disparati. Sono altresì' certo che l'eguaglianza che giudichi come auspicabile ridurrebbe noi umani ad essere quasi copie di noi stessi. Accetto quindi, di buon grado, il tuo pensiero anche se sto cercando in questi posts (ne seguiranno probabilmente 1 o 2) di parlare si' del Brion, genio d'impresa che ha portato lustro all'azienda italiana, ma soprattutto dell'uomo Carlo Scarpa. Della sua interpretazione di un luogo dedicato al riposo eterno e del suo genio poetico.
Avrai certamente notato che questo luogo è davvero inusuale e se riusciamo ad interpretarlo nel giusto senso allora capiremo chi è l'Architetto che lo ha progettato e realizzato.

Claudio ha detto...

@Oscar:Prendo atto di quanto sostieni,comprendendone appieno il senso.
Ripensando a quanto avevo scritto avevo appunto il timore che il termine eguaglianza potesse essere compreso con l'accezione di "piatto egualitarismo"; con esso intendo invece una sostanziale parità di diritti e di opportunità per ogni persona,a prescindere dal ceto e dal censo.
Resto in attesa con interesse del prosieguo che mi preannunci,nella speranza che altri lettori intervengano in merito.
Ciao.

Blu Oscar ha detto...

Claudio: penso che la parità di diritti e di opportunità nel momento finale non venga stabilita dall'uomo ma dalla morte stessa. Mi spiace comunque constatare che l'argomento non interessi a nessuno...se non a noi due

luci ha detto...

Io non so esprimermi bene come voi due ma sono specializzata nella sintesi. Riassumo quindi tutto il mio pensiero nel famoso proverbio veneto . Cari miei, "schei fa schei e peoci fa peoci"!!!!!!!

Claudio ha detto...

@luci:si dice "dono della sintesi",ed allora goditi tranquilla il tuo dono.
Purchè la sintesi non sia troppo...sintetica.
Il proverbio che citi,ovviamente sotto forme diverse,è comune in tutto il territorio nazionale.
E non crederti di spiazzare i "non veneti" con il termine "peoci".
Alcuni li chiamano "cozze",altri "mitili",altri ancora "muscoli" e così via.
Dalle mie parti (Ancona) alligna un mollusco di questo tipo di qualità specifica denominato "mosciolo selvatico di Portonovo",che si dice sia il "non plus ultra" della categoria.
Ma mi accorgo che partendo dall'argomento piuttosto serio del post sono scivolato in amenità fuori luogo.
Ed allora mi fermo qui,non prima però di averti ringraziato per il tuo gradito contributo.

Blu Oscar ha detto...

luci: non farti problemi e grazie per il contributo. Stiamo parlando pur sempre di una tomba e Claudio ha sollevato una riflessione degna di riguardo. In ogni caso non fatevi fuorviare dalla discussione che abbiamo aperto in seguito a questa, anche se legittima ed attinente al tema, e concentriamoci su Scarpa e su come sia riuscito ad "interpretare" un luogo come questo.
Se, insieme a me, arrivate al post che concluderà questa sezione capirete perché. Ciao

luci ha detto...

@Claudio: Questi peoci no i xe quei che se mete in tecia ma quei che fa spissa.!!! :-) :-) :-)

Claudio ha detto...

@luci:
Ostrega,alora quei veri!

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