13 lug 2016

Lo Squero Tramontin

Tramontin 13 07 2016 N 1

La ditta è stata fondata il 2 Febbraio 1884 da Domenico Tramontin che, appresa l'arte di costruire gondole nel cantiere dei Casal ai Servi, apportò importanti cambiamenti al modello di scafo fino a quel momento costruito, modifiche che incontrarono un così ampio favore da essere accolte definitivamente anche dagli altri costruttori. A poppa venne allargato il fondo per sostenere e compensare il notevole peso dei gondolieri dell'epoca, e inoltre innalzata con una più ampia curva l'opera morta donando alla barca una linea più elegante.
Il cantiere è stato fornitore dei Reali Savoia, della Prefettura, del Comune di Venezia, della Questura e del Comando dei Carabinieri; esporta in Europa, Australia e gli Stati Uniti, ed è stato il soggetto di numerosi pubblicazioni e documentari.
Una gondola costruita presso lo squero Tramontin si distingue per le seguenti qualità:
Facilità di voga - la gondola Tramontin è perfettamente equilibrata, questo facilita la voga e le manovre nei canali stretti di Venezia;
Resistenza - la longevità delle gondole Tramontin, che durano mediamente 25 anni e fino a 40 anni, è assicurata dall'utilizzo di essenze attentamente selezionate insieme all'abilità degli artigiani;
Design - per la perfetta e armoniosa forma delle loro gondole, gli artigiani Tramontin sono stati paragonati ad Enzo Ferrari.Tramontin 13 07 2016 N 4

Allo squero Tramontin nessun tipo di laminato o compensato artificiale viene impiegato, solo essenze naturali accuratamente scelte. Ognuno delle essenze ha delle qualità particolari e viene usato per realizzare componenti specifici della barca:
Rovere - solidità, usato per i fianchi;
Abete - leggerezza, usato per il fondo;
Ciliegio - dutilità, usato per i trasti;
Larice - leggerezza/solidità, resiste bene all'acqua;
Tiglio - stabilità, (suchetto);
Noce - facile da sagomare con il fuoco per le cornici;
Mogano - omogeneità;
Olmo - elasticità, usato per le costole.
I legni vengono ancora lavorati per la gran parte a mano e utilizzando gli attrezzi di base dell'antica arte: ascia, pialla, sega e martello. Le curvature delle tavole sono ottenute esclusivamente bagnando e scaldando il legno con il fuoco, che è ancora oggi il metodo più efficace e rispettoso delle sue fibre. La linea poppiera di ogni barca è progettata tenendo conto del peso del gondoliere, che ne diventerà il proprietario. In luogo del metro decimale viene utilizzato il piede veneto, in uso a Venezia fin dal 1400, perché rimane l'unità di misura più adatta alle dimensioni e alle proporzioni di una gondola.Tramontin 13 07 2016 N 3Tramontin 13 07 2016 N 5

Della dinastia Tramontin si ricorda in particolare Nedis, costruttore apprezzatissimo dai gondolieri veneziani che parlando della loro gondola dicevano “ho una Tramontin”. Intransigente conservatore della plurisecolare tradizione nei materiali e nell’arte di costruire gondole tramandatagli dalla famiglia, Nedis esercitò per tutta la vita senza mai nemmeno usare il metro, ma ancora il “passetto” veneto con i “pie” e le “once”, Nedis inoltre non utilizzava progetti o disegni, ma solo i “sesti”, e per dar forma alle sue gondole usava ancora il “cantier” sagomato nel 1884 dal nonno Domenico. Da questi nulla fu tramandato in forma scritta, ma l’antico sapere dell’arte degli squeraroli venne ceduto a voce ai figli ed ai nipoti, ultimo dei quali Roberto tuttora titolare dell’attività nello squero agli Ognissanti.
Nedis muore il 27 febbraio 2005 all’età di 83 anni tutti vissuti nel “suo” squero a dar vita a gondole apprezzate in tutto il mondo.
Viene ricordato con la frase di un intervista rilasciata ad una quotidiano locale poco prima di morire:
“signori torniamo all’antico e sarà progresso!
I testi sono stati ricavati dal sito ufficiale tramontingondole.it e arzana.org Cartina

3 commenti:

Claudio ha detto...

Onore ai Tramontin per quello che rappresentano.
In un'epoca di globalizzazione che tende a sottrarci tutte le eccellenze italiane fa enorme piacere apprendere che esiste chi ancora è profondamente attaccato alle tradizioni ed al lavoro manuale,quando questi elementi,insieme alla passione,determinano la realizzazione di manufatti unici nella loro qualità.
Nedis,a 83 anni,aveva sviluppato una saggezza che gli aveva suggerito di puntualizzare che,almeno in certi settori,la nostra ricchezza consiste nel tornare all'antico.
Per quello che può contare,lo credo anch'io.

Emanuela Nascimben ha detto...

BRAVO CLAUDIO.Parole SAGGE.
Lo penso anch'io che ancora c'è qualcuno attaccatto alle VERE TRADIZIONI di cui nulla e nessuno può cambiare.

Blu Oscar ha detto...

Claudio ed Emanuela: purtroppo, come è facilmente immaginabile, l'attività dello squero non è più' quella dei bei tempi andati. Sono d'accordo con voi nel dire che questo provoca amarezza in chi vorrebbe rivedere questa città cosi' come era ed ora non è più'.
Nel mio peregrinare per le sue Calli ho cercato di reperire informazioni che riguardassero la Gondola.
Se vi ricordate ho fatto visita alla Fonderia Valese:
http://bluoscar.blogspot.it/2012/10/fonderia-valese.html
Poi a Saverio Pastor:
http://bluoscar.blogspot.it/2012/02/le-forcole-di-saverio.html
La mia ricerca riprenderà dopo le vacanze estive....Stay tuned!
Blu

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