25 feb 2016

Cappella degli Scrovegni (Padova) -2a parte

Vista 1 padovatravel it

Qui trovi la prima parte del post.
Come vi ho accennato nella prima parte all'interno della Chiesa non si possono utilizzare dispositivi fotografici. Per questo motivo la foto che vedete sopra è una delle poche che sono riuscito a reperire in rete e che riesce a trasmettere l'emozione che si prova quando si entra. (La foto è di proprietà di padovatravel.it). L'immagine non è pero' in grado di farvi percepire le esatte dimensioni interne in quanto allarga di molto il punto di vista e abbassa inevitabilmente l'effettiva altezza interna. Per farvi capire quali siano le esatte proporzioni del locale dovete soffermare il vostro sguardo sulla porta di entrata principale, ora non più' utilizzata, che vedete sulla parete di fondo. Immaginate quindi di entrare da quella porta': appoggiate idealmente le vostre mani sulle balaustre di protezione e alzate lo sguardo. I vostri occhi si troveranno circa a metà altezza delle scene allegoriche monocrome che potete notare nella parte bassa delle pareti. La Chiesa quindi vi apparirà lunga, stretta ma soprattutto alta. Tanto alta che i vostri occhi faranno fatica a mettere a fuoco i dettagli degli affreschi realizzati nella terza "fascia" in alto. Per questo motivo vi propongo le foto che sono riuscito a reperire sul web (Fonte: Wikipedia).
Non mi piace copiare e incollare i testi descrittivi ma, in questo caso, mi trovo costretto a farlo in quanto il sito ufficiale, che dovrebbe doverosamente riportare tutte le informazioni al riguardo, è molto più' concentrato sulla vendita dei biglietti...

(Testo reperito su padovacultura.padovanet.it):
"Per diffondere nell'immaginario collettivo una considerazione assolutamente positiva di se', il ricco banchiere padovano Enrico Scrovegni nel 1300 acquista la zona dell'Arena Romana, per costruire il suo palazzo e una cappella dedicata alla Beata Vergine in suffragio dell'anima sua e di suo padre Reginaldo, l'usuraio ricordato da Dante nel Canto XVII dell'Inferno.
La piccola chiesa di forme semplici e pulite esternamente presenta all'interno un unico ambiente, terminante sul fondo con un presbiterio in cui si trova il sarcofago di Enrico Scrovegni, opera di Andriolo de Santi e sull'altare una Madonna col bimbo, opera dello scultore trecentesco Giovanni Pisano. La cappella è costituita da un unico vano di 20,5 x 8,5 m. e di 18,5 m. in altezza con copertura a botte. L'intera decorazione è considerata uno dei massimi capolavori dell'arte di tutti i tempi.
Dopo aver visto Giotto e la sua scuola all'opera nella Basilica di Sant'Antonio, lo Scrovegni gli commissionò la decorazione murale della cappella (1303 al 1305). Per questa commissione signorile, il noto pittore aveva a disposizione le pareti di una chiesa di piccole proporzioni e asimmetrica, per via delle sei finestre che si aprono soltanto sulla parete destra. Per rendere possibile l'attuazione del vasto programma iconografico, il pittore ha preso come punto di riferimento lo spazio tra le due finestre, calcolando di inserirvi due storie, una sopra all'altra.
Giotto desidera condensare il Nuovo Testamento nelle trentanove scene dipinte: partendo dalle vicende dei genitori di Maria, Gioacchino e Anna, per proseguire con le Storie della Vergine e di Gesù, e chiudere in controfacciata con il Giudizio Universale narrato nell'Apocalisse. Inoltre vengono realizzate quattordici allegorie a monocromo dei Vizi e delle Virtù nell'alto zoccolo perimetrale. Un modo nuovo di dipingere, ma anche il recupero di antiche tecniche romane e, soprattutto, l'uso di sapienti artifici che rendono più fluida la rappresentazione. Così Giotto rinnova e supera radicalmente la tradizione bizantina.
Gli interventi operati sul ciclo giottesco a cura dell'Istituto Centrale per il Restauro hanno consentito non solo di circoscrivere al massimo il progresso di degrado degli affreschi, ma soprattutto di restituire all'insieme l'unità  percettiva degli elementi portanti dell'invenzione del sommo Maestro.
L"intero programma sembra avere l"intenzione di offrire a chi entra nella cappella dei perfetti esempi di condotta, in modo da giungere al giorno del Giudizio senza il timore della dannazione, raffigurata come monito sulla parete di ingresso. Circa due anni in tutto. Una rapidità  straordinaria di esecuzione che si spiega solo se si ipotizza una grande maestria tecnica ed un sistema innovativo di organizzazione del cantiere. Si afferma agli Scrovegni il modello sperimentato ad Assisi.

Iniziamo con i primi 6 affreschi (Primo registro parete Sud): "Cacciata di Gioacchino"; "Ritiro di Gioacchino tra i Pastori"; "Annuncio a Sant'Anna"; Sacrificio di Gioacchino" e "Incontro di Anna e Gioacchino alla Porta d'Oro"01 Cacciata di Gioacchino02 Ritiro di Gioacchino Tra i Pastori03 Annuncio a Sant Anna04 Sacrificio di Gioacchino05 Sogno di Gioacchino06 Incontro di Anna e Gioacchino alla Porta d Oro
(Primo registro parete Nord): "Natività di Maria"; "Presentazione di Maria al Tempio"; "Consegna delle verghe"; "Preghiera per la fioritura delle verghe"; "Sposalizio della Vergine" e "Corteo nuziale di Maria"01 Natività di Maria02 Presentazione di Maria al Tempio03 Consegna delle verghe04 Preghiera per la fioritura delle verghe05 Sposalizio della Vergine06 Corteo nunziale di Maria

3 commenti:

Line ha detto...

Questi pigmenti blu sono magnifici, celesti.

stephanie dupont ha detto...

sembra di esserci dentro solo a vedere le foto....bellissimo post Oscar.....!!!

Claudio ha detto...

Oscar,con una efficace presentazione del "contenitore" ed una esauriente rassegna del "contenuto",hai fatto pienamente la tua parte.
Ora la palla passa a quanti non hanno ancora ammirato questi affreschi di persona(tra i quali lo scrivente),poichè queste opere,oltre che viste direttamente con i propri occhi,vanno "respirate",ovvero fruite in un unicum nel quale convergono componenti visive,olfattive ed emotive,che sempre variano in funzione della sensibilità dell'osservatore.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...