6 gen 2016

Il Panevin di Casale sul Sile (Treviso)

Casale sul Sile 05 01 2016 N01

Ho sempre vissuto nella campagna Trevigiana. Qui da noi la sera del 5 gennaio vengono bruciati i "Panevin" ovvero delle cataste di legno realizzate con frasche e legna che gli agricoltori non utilizzano.
Questa tradizione sembra trovare le sue radici nel periodo celtico. Si dice infatti che i Celti accendessero dei fuochi per ringraziare le divinità.
Per noi veneti il falò ha sempre simboleggiato il tentativo di bruciare il vecchio e la speranza nel futuro che gli anziano riuscivano a predire interpretando la direzione in cui il fumo va.
Per i bambini invece il Panevin rappresenta lo scopiettante arrivo della befana che durante la notte porta loro dei doni (generalmente giocattoli e dolciumi)Casale sul Sile 05 01 2016 N02

Stasera sono andato a vedere il Panevin a Casale sul Sile, un comune della Provincia di Treviso, che anche quest'anno è riuscito ad allestirlo nel rispetto delle severe restrizioni imposte a causa dell'inquinamento registrato lo scorso anno dai Panevin accesi in tutta la Provincia.
Allora quella che vedete davanti alla folla è la catasta di legna. Quello che invece non vedete è il fiume Sile che scorre tra la sponda in cui è stato realizzato il Panevin e quella in cui si è radunata tutta questa genteCasale sul Sile 05 01 2016 N03

Se notate, sulla sinistra della foto, stanno arrivando dei sommozzatori che nuotando riescono a portare in mano una torcia accesa che lanceranno al Panevin per provocarne l'accensioneCasale sul Sile 05 01 2016 N04

Il Panevin è stato acceso. Fra un po' la fiamma verrà festeggiata con dei fuochi d'artificioCasale sul Sile 05 01 2016 N05Casale sul Sile 05 01 2016 N06Casale sul Sile 05 01 2016 N07Casale sul Sile 05 01 2016 N08Casale sul Sile 05 01 2016 N09Casale sul Sile 05 01 2016 N10Casale sul Sile 05 01 2016 N11

8 commenti:

luci ha detto...

E faive dove zee ndate? Verso sera o verso matina?

Claudio ha detto...

Oscar,grazie ancora per mostrarci così spesso luoghi ed eventi della tua bella terra.
Come potrai immaginare,manifestazioni simili si svolgono anche in altre parti d'Italia.
Nella mia regione,le Marche,è diffusa l'usanza di celebrare la cosiddetta "Venuta(della Madonna)".

Nel calendario cattolico, il 10 dicembre è la festa della Madonna di Loreto(AN),che celebra la traslazione della Santa Casa. Nella notte della vigilia, tra il 9 e il 10 dicembre, in tutte le Marche è viva la tradizione di accendere grandi falò (i focaracci) per "rischiarare il cammino alla Santa Casa";si tratta dei fuochi della notte della Venuta,intendendo per "venuta" l'arrivo della Santa Casa. I fuochi si accendono alle prime ombre della sera nelle campagne, nei paesi ed anche nel capoluogo, Ancona, dove i vari rioni gareggiano per allestire il fuoco più alto e bello. Quando i focaracci sono ormai bassi i ragazzi lanciano petardi e miccette e si sfidano nell'attraversare le braci saltando, tradizionalmente per nove volte.
La tradizione vuole che i fuochi odierni ricordino quelli che nel 1291 servirono ad illuminare la strada alla Santa Casa che in volo stava giungendo a Loreto, che ancora è il centro ideale di questa festa, ed anche l'unico in cui sono le istituzioni stesse che si fanno interpreti della tradizione, ignorata e a volte ostacolata da altre amministrazioni. Intorno al fuoco a volte si recitano ancora, come voleva la tradizione, le Litanie Lauretane, invocando la protezione della Madonna, "Porta del Cielo" e "Stella del mattino"; in altri casi il focaraccio, o fogaró, ha assunto un carattere più profano.(Da Wikipedia)

Come potrai immaginare,con il tempo questa tradizione si è andata affievolendo,ma a tutt'oggi,fortunatamente,non è del tutto scomparsa.

Line ha detto...

È una magnifica tradizione. Sono lieta che questi costumi non sono tutti persi. Qui, nella provincia del Québec negli anni '60 e '70, la gente ha gettato la religione della loro vita, purtroppo, allo stesso tempo hanno dimenticato le belle tradizioni.
Merci Oscar de partager ces coutumes.

Oscar ha detto...

luci: traduzione di ciò che luci ha scritto in dialetto veneto: " in che direzione è andato il fumo?". Risposta in dialetto: "el fotografo, par modo de dir, el gierà tropo impegnà a far e fotografie. Nol gaveva proprio tempo de vardar dove che el ndava". Traduzione: "il fotografo, per modo di dire, era troppo impegnato a scattare foto. Non aveva tempo di guardare in che direzione andava...."

Claudio: ti ringrazio per aver descritto questa vostra usanza, davvero simile alla nostra, e che ignoravo totalmente

Line: grazie anche a te. Mi dispiace per quello che scrivi relativamente agli abitanti Québec. Immagino che ciò sia dovuto al fatto che molti di essi sono arrivati qui da altri stati stranieri

Line ha detto...

No, perché nel momento (1960) Quebec era ancora chiusa all'immigrazione. Siamo di stirpe francese per la maggior parte, il problema è che la religione era ovunque, aveva diritto di ispezionare e decisione su tutto, le famiglie, la società. E il clero erano in collusione con i politici. Francofoni del Québec avevano subito la sconfitta nel 18 ° secolo e il regime inglesi avevano impoverito molti. Era troppo frustrante. C'era la "Révolution Tranquille" (rivoluzione silenziosa) nelle 1960 per liberarci dell'oppressione. E le donne hanno cominciato a liberarsi, non poteva sopportare di chiedere il permesso dal loro parroco a prendere la pillola anticoncezionale, chiedere tutto e niente. Ma il rifiuto della religione è stato intenso, quasi totale. Poche coppie si sposano ora. Pochi bambini sono battezzati. E le giovani generazioni hanno poco vita religiosa, soprattutto dopo tutti gli scandali abuso fisico dei bambini nelle scuole cattoliche. Ora che il Quebec è diventato un rifugio per molti immigrati, e tutti rendersi conto che siamo in grado di avere un bella spiritualità senza aderire ad una religione, chiese sono state svuotate. E tutto ciò che è stato associato con la chiesa o vecchia tradizione è stata respinta.

Line ha detto...

Ma ... sono riuscito a scrivere quasi più parole di Claudio ;-) (ma non in modo così bello!)

luci ha detto...

In Veneto si dice che "se le falive le va a sera, de polenta pien caliera" se la direzione è ovest e sud la pentola sarà piena di polenta quindi anno prospero e futuro positivo "se le falive le va a mattina ciapa el saco e va a farina" se la direzione e' est o nord prendi il sacco e vai ad elemosinare la farina.

Claudio ha detto...

@Oscar: sempre grazie a te.

@Line: grazie per il tuo generoso complimento;devi considerare però che gran parte del mio commento è stavolta sostanzialmente un "copia-incolla" dalla rete (come indicato in calce),e quindi hai scritto ben più di me in un italiano piacevole e comprensibilissimo.
Brava!

@luci: molto opportuna e gradita per un "non autoctono" la tua spiegazione del detto locale,mi restava però non chiarito quel "falive",che con un pò di immaginazione pensavo potesse essere il termine dialettale per "faville",e quindi per estensione,"fumo".
Ho fatto ricorso alla rete e ne ho avuto conferma.
Grazie anche a te.

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