06 nov 2015

Milies (Treviso)

Milies 01 11 2015 N 01

Se vi ricordate in questo post del 7 febbraio 2014 vi avevo parlato di Stramare una piccola e bella frazione di Segusino in provincia di Treviso. Domenica scorsa sono ritornato li' ed ho continuato a percorrere la strada fino ad arrivare alla frazione di Milies.
Quest'ultima località, che dista solo pochi chilometri da Stramare, si trova a 750 metri sul livello del mare e conta solo pochissimi residenti.
Vi riporto queste brevi note sulla storia recente del Comune di Segusino: "Caduta la Veneta Repubblica, Napoleone staccò Segusino da Quero aggregandolo al distretto di Valdobbiadene, in cui rimarrà sino ai nostri giorni. Per qualche tempo anzi, il comune perse la sua autonomia amministrativa, di antichissima origine (la “regula” di Segusino è anteriore infatti al XIII secolo), per ritornare poi pienamente autonomo solo con l’annessione del Veneto al Regno d’Italia nel 1866.
Gli ultimi anni dell’Ottocento costituiscono un’epoca assai drammatica nella millenaria storia di questa comunità: le avversità atmosferiche, le epidemie, le inondazioni e il flagello della pellagra costringono numerose famiglie di Segusino ad emigrare ed a cercare, anche oltre oceano, la fortuna invano sperata in patria. Nel 1882 un folto gruppo di famiglie segusinesi, dopo una disastrosa alluvione del Piave, decise di partire alla volta del Messico, dove quel governo aveva promesso ampie concessioni di terra da coltivare per le laboriose genti venete. Qui giunti gli emigranti fondarono la cittadina di Chipilo, nello stato di Puebla, che manterrà sempre costanti legami con la madrepatria e con Segusino in particolare, legami rinnovati assai recentemente in occasione delle manifestazioni centenarie. È da sottolineare il fatto che nel Messico, a Chipilo, la popolazione continui a parlare l’antico dialetto segusinese, secondo il noto fenomeno delle isole linguistiche.
Alla piaga dell’emigrazione s’aggiunge, però, ben più grande, quella della guerra. Nel 1917, a seguito della rotta di Caporetto, Segusino (come tutta la sinistra Piave) venne invasa dagli austro-tedeschi: è il 10 novembre e per il paese inizia una tragedia atroce e inenarrabile, che culminerà con la deportazione coatta di tutti gli abitanti. La profuganza dei Segusinesi durerà sino al 30 ottobre 1918 e in quei drammatici undici mesi oltre 600 civili periscono di stenti, d’inedia, di malattia e per le vessazioni nemiche, su di una popolazione che contava poco più di 3000 abitanti, nel censimento del 1911. cessate le ostilità, il paese (situato lungo la linea del fuoco) era pressoché totalmente distrutto, ma la proverbiale laboriosità degli abitanti, unita all’aiuto degli emigrati ed ai soccorsi alleati (soprattutto degli Stati Uniti) consentì in breve tempo la ricostruzione delle case, delle chiese e dei pubblici servizi.
Il periodo fra le due guerre vede il perdurare dell’emigrazione, mentre la popolazione attiva del comune si dedica soprattutto all’agricoltura ed all’allevamento dei bovini. Unico opificio è la filanda, che impiega stagionalmente mano d’opera femminile.
Solo nel secondo dopoguerra Segusino decolla economicamente, grazie all’intuizione di un imprenditore (il capitano Zancanèr), il quale mette a frutto l’attaccamento al lavoro dei Segusinesi installando la prima fabbrica di occhiali, da cui prende le mosse un processo destinato a portare in breve tempo Segusino tra i comuni maggiormente industrializzati di tutta la Marca Trevigiana.
Oggi, infatti, Segusino vanta circa un centinaio fra industrie e laboratori artigianali, con circa 1100 addetti (200 dei quali provenienti da fuori comune). L’industria prevalente è, naturalmente, quella dell’occhialeria, grazie alla quale Segusino è diventata, ormai, una delle capitali dell’occhiale “made in Italy”; ma non debbono essere dimenticate le industrie del lampadario, quella dell’abbigliamento e quella metalmeccanica. Tratto dal sito della Pro Loco di Segusino.
Milies 01 11 2015 N 02

Dal piccolo centro abitato di Milies formato da case di pietra la strada continua ad inerpicarsi fino a trasformarsi in una mulattiera che consente di arrivare fino alla vetta del Monte Doc a quota 1300 metri. Qui la vista spazia a 360 gradi sulle Vette Feltrine, sul Grappa, sul Piave, i Colli Asolani, il Montello, il Cesen, ecc.
Il percorso è intitolato "Ndar e tornar dal Doc" che significa arrivare fino al Doc e poi tornare indietro. Io ho percorso questo sentiero per godermi i colori dell'autunno. Vi segnalo che qui oltre alle passeggiate, alle gare podistiche, al Nordic walking o alle gare di mountain bike ogni anno in maggio maggio si organizza la Festa del Narciso.
Ma ora percorriamo insieme il sentiero e godiamoci i colori dell'autunno.Milies 01 11 2015 N 03Milies 01 11 2015 N 04Milies 01 11 2015 N 05Milies 01 11 2015 N 06Milies 01 11 2015 N 07Milies 01 11 2015 N 08Milies 01 11 2015 N 09Milies 01 11 2015 N 11Milies 01 11 2015 N 12Milies 01 11 2015 N 13Milies 01 11 2015 N 14Milies 01 11 2015 N 14AMilies 01 11 2015 N 15Milies 01 11 2015 N 16Milies 01 11 2015 N 17Milies 01 11 2015 N 20Milies 01 11 2015 N 21Milies 01 11 2015 N 23Milies 01 11 2015 N 22Milies 01 11 2015 N 26Milies 01 11 2015 N 27Milies 01 11 2015 N 28Milies 01 11 2015 N 29

4 commenti:

Claudio ha detto...

Bellissima tavolozza di colori autunnali,resi alla perfezione,in una splendida giornata di sole che un abile fotografo non si è certo lasciato sfuggire.

stephanie dupont ha detto...

spettacolare questo post....i colori di questo autunno sono splendidi....!!!!! ciao oscar...

Line ha detto...

Photos magnifiques, pleines de poésie et de beauté. Merci.

Oscar ha detto...

Claudio, stephanie e Line: grazie.

Non è sempre facile per me proporvi qualcosa di nuovo. Da una parte c'è il blog e quindi voi lettori. Dall'altra c'è la vita di tutti i giorni costituita dagli impegni di lavoro, dalla famiglia e dalla vita stessa. Non è facile ma tento di farlo. Del resto il mio grande maestro di vita mi ha insegnato che nella vita "non si deve smettete mai di essere affamati (ovvero non perdete la voglia di imparare, la curiosità, l'ambizione) e di non smettete mai di essere folli con un'accezione di ribelli (ovvero si essere in grado di fare scelte azzardate, non convenzionali o che altri giudicano sbagliate o assurde)...e io mi sento "affamato e folle" abbastanza.
Ciao a tutti

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...