29 ott 2015

Campo S. Boldo

Campo S Boldo 29 10 2015 N 1aCampo S Boldo 29 10 2015 N 3aCampo S Boldo 29 10 2015 N 2a

10 commenti:

Anonimo ha detto...

So dramatic

Claudio ha detto...

In queste belle immagini si "sente" il silenzio assoluto.
Che atmosfere!

VenetiaMicio ha detto...

Toujours aussi magnifique ce campo S'Boldo et merci à toi de le partager à cette heure là que je ne connais pas encore !
Baci

Claudio ha detto...

Approfitto dell'occasione per condividere con chi ne fosse interessato(???)alcune mie considerazioni relative a degli elementi ben visibili nella prima immagine propostaci da Oscar,e frequentissimi in ogni angolo di Venezia.
Per onestà debbo precisare che non mi avvalgo di alcuna fonte,e ciò che scriverò è interamente frutto di mie osservazioni e delle conseguenti riflessioni,e quindi passibile di una non trascurabile possibilità di errore.
Si tratta di quelle staffe che tengono ben saldi tra loro i singoli elementi dei coronamenti in pietra d'Istria onnipresenti sui ponti,muretti ed altri manufatti in laterizio o in materiale lapideo.
Ritengo siano costruite in metallo pressochè incorruttibile,ovvero rame di spessore (vedasi l'affioramento verdastro su fondo bruno,tipico di questo metallo e delle sue leghe),con le estremità
piegate ad angolo retto e probabilmente(non possiamo vederle!)più larghe in fondo onde non fuoriuscire dalle rispettive sedi approntate appositamente sulla pietra; a proposito di queste sedi ritengo che siano realizzate a scalpello,e con il fondo più ampio del foro di entrata,per ragioni del tutto analoghe a quella appena sopra descritta.
A questo punto la staffa viene posizionata "a cavaliere" degli elementi da unire,e sulle sedi viene colato piombo fuso,che raffreddandosi realizza l'unione tra il rame e la pietra.
Ma non basta:forse alcuni di voi avranno notato che su queste piccole superfici plumbee sono state poi praticate diverse impronte percuotendo con uno strumento a punta arrotondata; ritengo che questo serva a garantire ulteriormente che il piombo vada ad occupare ogni singolo interstizio della sede,rinsaldando ancor più il fissaggio della staffa.

Basta!Se,come credo,queste mie annotazioni non saranno lette per nulla o,se nel migliore dei casi annoieranno i più,beh,almeno saranno servite a puntualizzare le quattro idee che ho in testa.
Abbiate pazienza.

Claudio ha detto...

Oscar,ebbene si,ancora io.
Il fatto è che le tue immagini suscitano in me tante emozioni e tanti spunti che non riesco a trattenermi.
E stavolta mi riferisco a quel "nizioeto" sul fronte della casa in fondo,nelle prime due foto.
Non riesco a decifrarlo,ma non è questo il punto,potrei farlo avvalendomi di una piantina o di "Venice Connected".
Ciò che mi stuzzica è invece il conoscere se quei tratti scuri che appaiono sulla targa verniciata sono le correzioni apportate alla grafica da mano ignota onde eliminare alcuni fonemi del toponimo per ricondurlo all'originale dialetto veneziano.
Se così fosse voglio affermare che il gesto,al di là di essere considerato vandalico rappresenta,a mio parere,la giusta risposta ad un inopportuno provvedimento di omologazione del dialetto che ritengo improponibile e autolesionista in quanto oltraggioso nei confronti della venezianità più schietta,che tutti dobbiamo invece tutelare.
Ed ora tacerò per un pò.
Forse.

Oscar ha detto...

Anonimo: dramatic and quiet. I stayed there half an hour in order to take the pictures and during this time i heard only some pigeons cooing

VenetiaMicio: merci a vous! Baci

Claudio: sulle staffe non mi esprimo in quanto, non essendo un esperto, rischierei di fare brutta figura. Per quanto riguarda il Nizioeto: quello originale riportava la scritta "Ponte del Parrucchetta" ma un vandalo ha pensato bene di cancellare qualche lettera. Ora si riesce a leggere "Ponte del Parucheta". In pratica qualcuno ha cancellato le doppie che l'assessorato alla Toponomastica aveva ripristinato.

Claudio ha detto...

@Oscar: grazie innanzitutto per la tua risposta.
In merito al "nizioeto",comprendo perfettamente il tuo parere,peraltro doveroso per un blogger del tuo livello.
A titolo esclusivamente personale riaffermo con veemenza che ritengo scellerata l'operazione tesa a italianizzare i toponimi veneziani.
Spero che,un giorno,non dovremo darci appuntamento presso uno sciaguratamente ribattezzato "Sottoportico della signora Elisabetta".
E chi ha orecchie per intendere,intenda!

stephanie dupont ha detto...

grandiose...!!!!!! san boldo e sempre un incanto....

luci ha detto...

Notturne splendide!

Oscar ha detto...

luci: grazie. E' sempre un piacere risentirti. Ciao

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