13 mar 2015

La Divina Marchesa

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Normalmente tutti vi parlano delle mostre in occasione della loro apertura. Altri vi ricordano che una mostra è aperta e vi consigliano di andarla a vedere. E allora perché io dovrei proporvi alcuni scatti di un evento appena concluso?
Le motivazioni sono molteplici ma cercando di andare con ordine posso dirvi che, con questo blog, non mi sono mai prefissato il compito di annunciare i tanti eventi che ogni anno vengono organizzati all'interno dei Palazzi, dei Musei o in città. Ci sono altri blog validissimi che fanno proprio questo. Spinto invece dalla curiosità di approfondire la mia conoscenza di Venezia e di condividerla con voi mi sono sempre limitato a "raccontarvi" ciò che i miei occhi scoprono durante il mio girovagare per Campi e Campielli.
Vi parlo della mostra intitolata "La Divina Marchesa" in quanto, per quanto assurdo vi possa sembrare, non era mia intenzione andarla a vedere. Il mio chiodo fisso era piuttosto quello di visitare, per la prima volta in vita mia, il Palazzo Fortuny. Per questo sabato 8 marzo, ultimo giorno di apertura dell'evento, ho varcato il portone di ingresso intenzionato a scoprire tutto quello che la bella facciata gotica del Palazzo custodisse.
Dopo aver pagato il biglietto sono entrato in una sala, posta al piano terra, che ospitava una gigantografia del viso della Marchesa, un prezioso abito con strascico e un televisore che mostrava, a ciclo continuo, un filmato di una sfilata d’alta moda di Christian Dior del 1998, nella quale lo stilista John Galliano si era lasciato ispirare dalla Marchesa Luisa Casati, dai suoi stessi abiti e dai ritratti che di lei ci restano. Ecco tutto è iniziato con questo video che ho giudicato essere perfetto, magico, bellissimo. Questo, da subito, mi ha catapultato in un'altro mondo fino a prima sconosciuto e terribilmente intrigante. Con la mente già immersa in un'altra epoca ed una grande curiosità ho poi visitato i due piani nei quali era stata allestita l'esposizione di dipinti, sculture, gioielli, abiti, fotografie di grandi artisti del tempo provenienti da musei e collezioni internazionali, riuniti in quella che fu la casa-atelier di Mariano Fortuny, che con le sue ricercate sete e i famosi Delphos vestì, insieme a Paul Poiret, Ertè e Léon Backst, i sogni e le follie di Luisa Casati.
A questo punto non è mia intenzione di tediarvi riportandovi la biografia della Marchesa o di ripetere ciò che già tanti altri hanno scritto. Intendo piuttosto fare i complimenti a chi ha curato l'allestimento dell'evento che ho scoperto essere, anche se ci sono arrivato proprio l'ultimo giorno, davvero curato e molto interessante.
Ero entrato per vedere un Palazzo. Sono uscito con la voglia tornare a visitare altre mostre che qui verranno ospitate.
Complimenti ancora Se volete approfondire vi consiglio di leggere qui oppure di cercare in rete notizie su Luisa Casati. DSC09578DSC09581DSC09513

Gabriele D'annunzio la definì: "la donna che a inizio Novecento, con il trucco esagerato, le trasgressive ed eccentriche performance e una vita sopra le righe, fu capace di trasformare se stessa in opera d’arte, leggenda vivente, conturbante e sorprendente rappresentazione di modernità e avanguardia"DSC09518DSC09591DSC09511

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