16 gen 2015

Vietato fotografare

Perché all'interno dei musei italiani è vietato fotografare?
Beh…il perché lo sappiamo tutti...Vietato fotografare w

Correva l’anno 1962 e la testata giornalistica Paese Sera intitolava un suo articolo così: “È proprio giusto proibire di fotografare nei musei?”. Nel 2014, dopo oltre cinquant’anni, nel Bel Paese, che detiene un immenso patrimonio culturale e un forte senso artistico, fotografare al museo è ancora vietato!
Eseguire riprese fotografiche professionali e/o amatoriali di beni culturali di proprietà dello Stato, quindi Soprintendenze, Regioni, ed enti pubblici territoriali, è un’operazione che richiede il rilascio di un’autorizzazione (articolo 107 del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42); mentre se il bene di interesse culturale è di proprietà privata l’autorizzazione alla ripresa resta a discrezione del proprietario del bene stesso. Quindi gli scatti a tutti i beni riconosciuti dal codice dei beni culturali e del paesaggio devono essere autorizzati dal Capo d’Istituto a cui il bene è in custodia e non comportano nessun pagamento, ciò significa che in realtà è vietato fotografare quando questa azione ha un fine commerciale e quindi genera materiale fotografico tale da poter essere rivenduto sotto forma di cartoline, immagini per cataloghi e libri andando così a contrastare il mercato dei bookshop. La materia, però, nonostante sia disciplinata dal codice, resta comunque complessa e controversa tanto da essere diventata oggetto di un’interrogazione parlamentare pubblicata il 12 novembre 2007 (seduta n.240 interrogazione n.4 04417).
Questi obsoleti divieti, non solo risultano anacronistici, ma rallentano una società frenetica, in continuo movimento che ormai condivide sui social network e comunica attraverso gli stessi. In questo momento storico, in cui il turista è sempre più social e sempre più propenso a condividere la propria esperienza di visita al museo, fondamentale sarebbe abbattere la gestione conservatrice dei musei. Se con il codice si tutela il diritto d’autore, le opere e le esigenze economiche dei servizi aggiuntivi di un museo, sarebbe forse opportuno tutelare anche la libertà di ogni singolo fruitore, che, trovandosi a vivere un’esperienza emozionale di fronte a un’opera d’arte, avverte il piacere di bloccare quel momento, unico e irripetibile, con una fotografia, magari condividendola via etere. A tal proposito, ricordiamo la protesta del 2010 dei sindacati dei custodi del Louvre, i quali, esausti, sostenevano che l’impellente bisogno dei turisti di fotografare la Gioconda nasceva esclusivamente dalla volontà di portare a casa il ricordo di una delle opere più famose al mondo.
Torniamo in Italia per parlare della più recente protesta dei musei di Firenze che hanno espressamente richiesto al Ministero dei beni Culturali l’abolizione del divieto di fotografare al museo, cercando di andare incontro al fruitore tecnologico e quindi aprirsi a nuovi modi di rendere fruibile l’arte. A dicembre 2013 sono quindi partiti con una sperimentazione alle Gallerie dell’Accademia: per una decina di giorni i visitatori hanno potuto fotografare con tablet e smartphone le opere d’arte presenti all’interno.
Inoltre, non vanno dimenticate le “Invasioni Digitali“, un grande progetto che ormai tutti conoscono, rivolto a diffondere la cultura digitale, che crede nelle nuove forme di divulgazione del patrimonio artistico e in un nuovo rapporto tra fruitore e museo. Gli “invasori” credono, inoltre, che internet e i social media siano una grande opportunità per la comunicazione culturale: un nuovo modo per coinvolgere più soggetti, abbattere ogni tipo di barriera e favorire la fruizione, la valorizzazione e la condivisione del patrimonio culturale italiano.
Da: instagramersitalia.it - Annarita Dipace (16 aprile 2014)


E all'estero?? Louvre w 01 w02 w

La classifica dei musei mondiali più visitati:
primo il Louvre, mentre in Italia gli Uffizi conquistano il turismo. I francesi hanno il Louvre, noi italiani ci "accontentiamo” degli Uffizi. Entrambi i celebri siti compaiono nella classifica dei musei più visitati al mondo stilata dal Giornale dell’Arte e The Art Newspaper, indagine che mette nero su bianco le preferenze dei turisti appassionati di arte e cultura. Secondo la graduatoria, con i quattrocentomila visitatori del 2013 il Louvre occupa il primo posto della classifica dei musei più visitati, sebbene la cifra mostri un sensibile calo rispetto all’anno precedente. Il Italia è invece la Galleria degli Uffizi di Firenze a conquistare il maggior numero di presenze, occupando il ventiseiesimo posto della classifica. Un primato che, tuttavia, non dovrebbe essere messo a confronto con il polo parigino, come sottolinea il Ministro della Cultura Dario Franceschini: «La Galleria degli Uffizi è un sistema museale che si è rinnovato, che funziona: è assurdo paragonarla al Louvre per semplici ragionamenti di spazio, non si può fare un confronto tra i due musei per numeri visitatori quando il Louvre è grande dodici volte gli Uffizi.»
Dietro gli Uffizi si collocano il Palazzo Ducale di Venezia e le Gallerie dell'Accademia di Firenze, Castel Sant'Angelo e Palazzo Pitti. Guadagnano posizioni la Venaria Reale, il Museo Egizio di Torino, la romana Galleria Borghese e il milanese Castello Sforzesco. Per quanto riguarda la classifica mondiale, invece, il British Museum si colloca dopo il Louvre seguito dal Metropolitan Museum di New York. Se il National Palace Museum di Taipei guadagna l’ottava posizione, il Prado di Madrid perde terreno, mentre conquista una buona fetta di turisti il Rijksmuseum di Amsterdam. Da: pubblicaamministrazione.net - Teresa Barone (13 maggio 2014)

4 commenti:

Claudio ha detto...

Oscar,capisco il tuo interesse per l'argomento proposto; per te che ami così tanto esprimerti per immagini,la libertà di fotografare quanto contenuto all'interno di Musei o altri simili "contenitori" sarebbe veramente auspicabile.
Mi trovi d'accordo con te.
La fruizione dell'arte e della cultura non solo non dovrebbe conoscere ostacolo alcuno da parte dello Stato,ma anzi dovrebbe essere promossa come strumento di emancipazione atto a conseguire la consapevolezza soprattutto,ma non solo,da parte dei giovani,del valore dell'inarrivabile patrimonio artistico e culturale del nostro Paese.
Sarebbe addirittura auspicabile l'abolizione del pagamento del biglietto d'ingresso,riconoscendo così che il libero accesso ai beni artistici del patrimonio pubblico costituisce un primario diritto del cittadino sul quale lo Stato non deve imporre balzelli.
Discorso diverso deve farsi per i beni appartenenti ai privati che,ad eccezione di pochi e lodevolissimi mecenati,intendono mettere a reddito le loro proprietà;in questi casi dovrebbe intervenire un finanziamento pubblico onde permettere ugualmente una fruizione non onerosa.
Sto sognando? Temo proprio di si.
Non credo di essere un disfattista se rilevando in che modo viene considerata la cultura dai nostri governanti resto davvero molto scettico sul fatto che gli auspici di cui sopra possano concretizzarsi in tempi ragionevolmente brevi.

Oscar ha detto...

Claudio: non mi trovo d'accordo con te sul pagamento del biglietto. L'entrata al museo si deve pagare. Questo perché tenere aperta una struttura simile costa davvero tanti soldi.
La mia "provocazione" ha un'altro scopo e le immagini assieme agli articoli lo anticipano.
Ritengo che vietare le foto all'interno dei musei sia profondamente sbagliato per svariate ragioni.
Fotografare in modo ottimale un'opera richiede:
-corretta attrezzatura
-luce adeguata
-assenza di visitatori
-tempi dilatati per eseguire gli scatti
Tutto ciò' è impossibile da realizzare all'interno di un qualsiasi museo a meno di non ottenere l'autorizzazione. Il visitatore è quindi limitato a scattare, se ci riesce una foto. Naturalmente senza ausilio di flash. IL FLASH DANNEGGIA il quadro per cui vi invito a NON USARLO MAI. La semplice foto (senza flash) NON rovina nessun tipo di opera ed anzi fa circolare la sua immagine in rete permettendo la sua diffusione a livello mondiale richiamando, di conseguenza, più' visitatori desiderosi di vedere l'originale.
Tutti andiamo a vedere i musei SOLO per vedere gli originali.
NESSUNO si accontenterebbe delle foto viste nel web.
Come fare poi, nel prossimo futuro, a impedire che vengano fatte foto alle opere esposte quando l'avvento delle cosiddette "tecnologie indossabili" ci' permetterà di eseguire uno scatto senza che nessuno lo noti??
Ritengo pertanto che offrire la possibilità di fare foto sia, alla luce delle tecnologie presenti e di quelle future, un passo obbligato, intelligente e che offre un sicuro ritorno in termini economici.
Chiunque abbia studiato un po' di marketing lo capirebbe

Claudio ha detto...

Oscar,capisco il tuo punto di vista e voglio puntualizzare il mio.
Sono d'accordo che bisogna mettere mano al portafogli quando si usufruisce di una struttura che ha un costo.
Questo è lapalissiano,e ritengo sia corretto nei confronti di godimento di beni e/o servizi forniti da privati,che naturalmente intendono mettere a rendita le loro proprietà.
Ma,a mio avviso,lo stesso concetto non dovrebbe applicarsi per quanto riguarda la fruizione culturale di un bene pubblico,ovvero di proprietà di tutti i cittadini.
Tu mi dirai:"E i costi di gestione?"
Trovo che in un Paese come il nostro,dove lo spreco ed il ladrocinio imperano indisturbati e fior di miliardi di euro scompaiono ogni anno per malversazione, sia ingiusto ed immorale che al cittadino si chieda di pagare per fruire di un bene culturale che,pensiamoci,è un patrimonio universale.
Ed allora per coprire le spese relative alla conservazione dei beni artistici si provveda al recupero degli ingenti fondi distratti indebitamente.
Così si opera in un Paese civile e progredito.
Per il resto completamente d'accordo con te.
Ciao.

Oscar ha detto...

Claudio: comprendo lo sfogo. In questa sede preferisco, a modo mio, celebrare la bellezza e lasciare da parte per quanto mi è possibile i tanti aspetti meno piacevoli che questo Paese ci regala

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