31 dic 2014

Venezia di notte

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Come già sapete, nel tentativo di stabilire un contatto piu’ stretto con la città, la visito sempre prima dell’alba. Il buio che precede il sorgere del sole e la mancanza di distrazioni (negozi aperti, turisti o residenti) mi consente di vederla nel momento in cui, a mio avviso, è piu’ vera.
E’ come se avessi l’opportunità di visitare un museo da solo e poter, in tutta tranquillità, soffermarmi ad osservare anche ripetutamente i particolari delle opere esposte fino ad avvertire la forza, l’intelligenza e l’ingegno di chi le ha realizzate. Passeggiando per Calli e Campielli “respiro” la sua storia millenaria e cerco di comprendere tutti gli aspetti che fanno di Venezia una città unica e irripetibile.
La luce dell’alba risveglia la città e segna per me il momento in cui osservare la Venezia dei residenti con i loro comportamenti, le loro abitudini, i modi di dire e di interagire tra loro e con il luogo in cui vivono. Fino ad ora ho effettuato, la maggior parte delle mie visite, in questo modo. Non essendo un residente non l’avevo mai vista di notte se non durante avvenimenti particolari tipo i fuochi del Redentore o la festa di Capodanno. Cosi’ sabato scorso ho deciso di trascorrere la notte li’.
Sabato 27 dicembre 2014:
Ore 17,00: qui a Treviso ha iniziato a nevicare
Ore 21,00: la neve ha gia' raggiunto i 5/10 cm. Sembra di essere in montagna.
Ore 21,30: le strade vengono ripulite dagli spazzaneve
Ore 22,30: vado a letto
Domenica 28 dicembre:
Ore 1,00: mi sveglio
Ore 1,45 : parto da casa
Ore 2,10: arrivo in città. Qui non c'e' traccia di neve. Mi è già capitato altre volte di vedere neve in terraferma e di non trovarne praticamente piu’ a Venezia. Qui piove. Una pioggia leggera, fastidiosa e spira un vento di bora.
Piazzale Roma è deserto. Vedo solo un taxi. L’autista sta dando alcune informazioni ad una turista con gli occhi a mandorla che vorrebbe raggiungere Mestre.
Nei pressi dei Giardini Papadopoli incontro alcune coppie di giovani che stanno rincasando.
Passo per Campo S.Margherita. In Campo non c’è nessuno. Vedo solo una coppia di americani. Parlano a voce alta. Lui è visibilmente ubriaco e chiede a lei dove porti la Calle che sta indicando. Lei gli risponde che non ne ha la minima idea e subito dopo vedo lui che fa la pipi’ sul selciato. Il Campo, per fortuna, non è pieno di immondizie…almeno questa volta.
Mi avvio verso il Ponte dell'Accademia. In Calle Contarini sento musica da discoteca. Il volume non è alto e sembra provenire dall’interno di un locale che sinceramente non conosco. Proseguendo scopro che proprio in questa Calle c’è una pseudo discoteca. Due passi piu' in la' incontro due ragazzi dall’ apparenza normale. Uno dei due mi guarda e con fare minaccioso mi dice di proseguire, di non guardarlo in faccia e di non pensare. Lo guardo per capire se sta scherzando o se si e' drogato. Il suo amico cerca di convincerlo di lasciarmi stare. Gli chiedo: “cosa vuoi?” e lui si arrabbia e sembra volermi aggredire. Per fortuna il suo amico lo trattiene e lo spinge lontano da me. Sinceramente è la prima volta che mi capita un incontro simile, cosi’ minaccioso intendo.
Mi allontano fino a raggiungere il Ponte dell’Accademia. Impossibile non rivolgere lo sguardo su entrambi i lati del Canal Grande. Purtroppo piove e l’attrezzatura fotografica, con il suo peso, e l’ombrello sono degli ulteriori intralci.
Ore 3,30: Sono in Piazza S.Marco.
Non c'e' nessuno. L'acqua fuoriusce dai tombini e sta, piano piano, allagando la Piazza. Mi muovo in 15/20 cm. d’ acqua. Le luci che decorano l’albero di Natale sono, come sempre, spente. A cosa serve e per chi e' stato eretto?? Il vento di bora muove le corde delle campane che battono sordi rintocchi e soffiando tra le guglie della Basilica emette dei sibili sinistri.
Il Campo appare così' vuoto e spettrale da far quasi paura.
E’ davvero incredibile per me trovarmi in questo luogo così' immobile nel quale gli unici suoni udibili sono quelli provocati dal vento.
Mi avvicino alla Torre dell’Orologio. Salgo sopra ad una passerella per tenere i piedi fuori dell’acqua. Arriva un ragazzo. Ha le scarpe da ginnastica e sta camminando nell'acqua alta. Sale anche lui sulla passerella. Gli sorrido e lui inizia a parlarmi in una lingua a me sconosciuta.
“Do you speak English?” Gli chiedo “Yes I do” mi risponde e prosegue chiedendomi dove poter trovare un taxi. “What? A taxi?” gli chiedo. Mi domando se non stia confondendo Venezia con Stoccolma (dall'accento mi sembra Svedese) o Parigi e gli suggerisco di raggiungere la Riva degli Schiavoni. Ci salutiamo
Ore 5,00: Proseguo per Ponti e Calli.
Vedo topi (i soli esseri viventi in giro a quanto pare). La concentrazione maggiore di questi simpatici animaletti la trovo in Campo S.Maria Formosa. Qui girano addirittura in piccoli gruppetti.
Raggiungo il Ponte di Rialto. Ora piove piu' forte. Alle mie spalle c'e' la tettoia di un ristorante. E' transennata e la recinzione e' alta circa un metro e 20. La scavalco agevolmente e, al riparo dalla pioggia, apro il cavalletto e scatto qualche foto. Passano alcuni ragazzi veneziani.
Ne arriva un altro che mi chiede: “where's the entrance?” intendendo “come hai fatto ad entrare?” Gli dico che non c'e' nessun cancello di entrata. Capisce che ho scavalcato e cosi’ anche lui fa lo stesso. Io ho finito e lui si piazza a 10 cm da me cercando di scattare qualche foto con il suo iPad. Io chiudo il treppiede e rimetto la reflex nella mia borsa.
Gli chiedo: “where do you come from?” Lui fa un sorriso e mi risponde: “Russia”. "do you like Venice?" e lui mi risponde di si'. Scambiamo due parole e poi lo saluto.
Mi aggiro ora per il mercato di Rialto. Qui non vedo topi. Piove piu' intensamente. Decido di coprire la borsa con l'apposito telo impermabile.
Ora avrei voglia di un caffe' e per questo mi avvio verso il Ponte delle Guglie. So che il bar della Nini e quello vicino sono già aperti a quest’ora. Di solito vado in quello della Nini ma stavolta decido di entrare nell’altro.
Prendo caffe' e brioche. Chiedo alla barista: “lei è veneziana?” Mi risponde: “no vivo in terraferma” Le chiedo ancora: “ma perche' i veneziani si lamentano che i turisti fanno la pipi' per strada se qui di notte non c'e' nessun orinatoio aperto e i bar sono tutti chiusi?” Mi da' ragione e mi chiede se ho notato quanti cestini della spazzatura ci sono in Strada Nova e aggiunge: "qui è uno schifo, la spazzatura è ovunque".
Ore 7,00: sto camminando ininterrottamente da 5 ore. Sono stanco.
Che dirvi: l’esperienza l’ho fatta ma vi assicuro che vedere Venezia cosi’ vuota, quasi spettrale non mi ha fatto davvero piacere.

7 commenti:

VenetiaMicio ha detto...

C'est vrai j'aime me promener la nuit mais pas après minuit ! Je crois que tu as vécu une expérience hors du commun cette nuit là et rencontré de drôles de gens. Merci pour le partage.
Baci
Danielle

Claudio ha detto...

Oscar,ho vissuto con te,grazie al circostanziato resoconto che ne fai,le atmosfere e le sensazioni di questa nuova esperienza.
E' senz'altro vero che ogni luogo presenta aspetti e favorisce incontri diversi a seconda della fascia oraria in cui si frequenta.
Come hai potuto constatare possono accadere anche episodi che per un nonnulla possono trasformarsi in inconvenienti davvero spiacevoli.
Se è vero,come tu affermi,che l'oscurità permette una migliore e differente fruizione dei luoghi,sino a coglierne l'essenza più recondita,è altrettanto concreto il rischio di imbattersi in qualcuno che non ha il pieno possesso delle proprie facoltà,con tutto quello che ne può conseguire.
Sei stato molto onesto a riconoscere che questa esperienza ha avuto momenti spiacevoli;i racconti debbono rispecchiare la realtà e non essere censurati o edulcorati,per nessuna ragione.
Bravo,anche stavolta.

Lunablu ha detto...

Bello e sincero il tuo racconto Oscar! Anch'io adoro la Venezia notturna e qualche anno fa ho trascorso anch'io la notte in giro per il centro storico, facendo una specie di caccia al tesoro (il Ruyi, non so se lo conosci) con alcuni amici. La città non era così deserta e spettrale, probabilmente perchè era estate, ma ho ancora un ricordo nitidissimo della sporcizia e dei topi, ne ho visti a decine salire e scendere da un pontile del vaporetto...ancora rabbrividisco al ricordo;-)

Oscar ha detto...

VenetiaMicio: Je pensais que, pendant vos vacances à Venise, vous aviez fait un peu de marche dans la nuit. Merci. Baci (excusez mon français)

Claudio: grazie

Lunablu: probabilmente sono stato sfortunato. Sicuramente in estate la città è più' "viva" di notte. Ti assicuro che trovarmi in Piazza completamente da solo e con un silenzio rotto solo dai rumori provocati dal vento di bora, non è stato proprio piacevole.

stephanie dupont ha detto...

e vero che a venezia si fanno dei strani incontri.....bello il tuo raconto...

ytaba36 ha detto...

I hope next time you do this little trip at night, the weather is nicer for you.

"Parto da casa" was translated to "childbirth from home"! I was surprised ...

Oscar ha detto...

stephanie: spero che non li abbia fatti anche tu

ytaba36: I hope so. It is not comfortable to walk in a raining night. Regarding the translator I am not surprised at all. Very often Google translator offers very curious interpretations.Ciao

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