12 set 2014

Rolle di Cison di Valmarino (Treviso)

Rolle 01

Raggiungo questa piccola località percorrendo la strata del Molinetto (quella per intenderci che da Refrontolo passa proprio a fianco del celebre Mulinetto della Croda e arriva fino a qui). Lungo la strada noto parecchi curiosi che sono arrivati a constatare di persona i danni che la bomba d'acqua ha provocato ai primi di agosto. Il letto nel quale scorre il torrente sembra essere stato raschiato dalle ruspe. Non mi fermo ad osservare. Non ci riesco proprio. Sono passato di qui solo perché il navigatore mi segnalava questa strada per arrivare a Rolle. Mi dispiace per quanto è accaduto ma non mi voglio fermareRolle 02

Mi fermo solo poco prima di arrivare in paese per scattare alcune delle foto che qui vi propongo. L'uva è matura e pronta per essere raccolta. Queste sono le terre del Prosecco. Il paesino di Rolle è stato infatti edificato proprio lungo la strada del Prosecco che unisce Conegliano a Valdobbiadene. Vedo evidenti i segni di cedimenti sui pendii di molte vigne. Qui continua a piovere, a intervalli, sin dalla primavera e l'estate ha regalato davvero poco sole a queste uveRolle 04a

Entro in un vigneto ed incontro il proprietario della tenuta. Gli faccio parecchie domande e lui gentilmente mi risponde. Parliamo del maltempo, dell'imminente vendemmia, del paesino di Rolle e dei suoi abitanti. Lui è anziano e mi racconta del tempo trascorso e di quando a Rolle abitavano ottocento persone e a scuola c'erano 65 alunniRolle 04b

Oggi stavo facendo in rete una ricerca su questa località ed ho trovato, sul sito MarcaDoc, un articolo scritto da Alessio Antonini sul Corriere del Veneto nell'agosto del 2011. Vi assicuro che mentre lo leggevo strabuzzavo gli occhi in quanto lo scritto riporta fedelmente molte delle cose che il contadino mi aveva raccontato. Per questo ho deciso di proporlo anche a voi (vedi sotto)Rolle 05 1

Dal Corriere del Veneto. Agosto 2011. "Esistono luoghi nascosti nella luce dove la vigna si arrampica sulle colline perdendosi oltre l’orizzonte, dove gli olivi si stagliano sui declivi creando una barriera immaginaria che divide la terra dal cielo e dove la natura si apre all’occhio dell’uomo in file ordinate, ma mai monotone. In questi luoghi lontani dalla realtà dei capannoni industriali che affollano la nostra regione la vita scorre ancora alla stessa velocità di un tempo, regolata dalle leggi immutabili della natura che ogni settembre chiede l’intervento della mano umana. Rolle: borgo italiano nominato punto Fai (Fondo dell’Ambiente Italiano), situato a 40 chilometri da Treviso è rimasto identico a se stesso per centinaia d’anni al punto da meritarsi l’appellativo di «cartolina degli dei», come amava dire il poeta Andrea Zanzotto. (vedi, alla fine del post, la targa in legno che è stata fissata proprio sopra la fontana del paese). «Nulla. Qui non succede mai nulla. Ma è il più bel posto che c’è», dice sorridendo con dolcezza nonna Ambrosina. Lei vive proprio di fronte alla chiesa del paese da 82 anni esatti e ha visto il paese svuotarsi negli anni passando da ottocento abitanti a poco più di centocinquanta. «Siamo rimasti in quatro paesani e quatro albergatori», continua Ambrosina mentre spilla da una botte un bicchiere di vino nero che offre abitualmente a chi fa visita in casa sua. Giusto qualche coppietta alla ricerca di pace, qualche ciclista tedesco che si ferma incantato per un paio di giorni durante la traversata dei 47 chilometri della ciclabile della strada del Prosecco o qualche motociclista stregato dalle curve che collegano Conegliano a Valdobbiadene. «Una volta c’era una scuola con 65 bambini - racconta Vincenzo Gallon, assessore di quaranta anni fa e oggi contadino ottantenne e orgoglioso dei suoi venti ettari di vigneti - oggi di bambine c'è n’è solo una che sale sul pulmino ogni mattina per andare a scuola a Tarzo, a 15 chilometri di distanza dove ricompaiono i capannoni e il traffico è di nuovo quello dell’entroterra veneto. L’incredibile panorama di Rolle, spezzato solamente dal filo di ferro sospeso da terra che ogni primavera si carica d’uva, nasconde però preziosi segreti. «Vengo qui un paio di volte all’anno per riposarmi a casa di mia nonna con alcuni amici - spiega Marco Rebuffi, che ha appena concluso il terzo anno di giurisprudenza - E’ un posto tranquillo, ci facciamo qualche passeggiata e ci riposiamo». Passeggiando per il paesino che si affaccia su un unica strada collinare, non è difficile parlare con le persone. Un po’ per il caldo e un po’ per abitudine, le porte delle case restano aperte e tutti escono dalle cucine per fare volentieri due chiacchiere con i visitatori e con i ciclisti che si fermano all’unica fontana del borgo. «Rolle è il penultimo paese creato da Dio», puntualizza Gallon indicando il profilo della Bella che dorme, la montagna che domina Rolle e che forma il profilo di una ragazza distesa. Ma Perché? «Perché Dio lo ha fatto per penultimo!», conclude Gallon senza aggiungere altro. D’altra parte la bellezza non ha alcun bisogno di spiegazioni, al massimo di qualche indicazione stradale. In pochi chilometri infatti si raggiungono San Pietro di Feletto, Refrontolo, Arfanta, Corbanese, Conegliano e Sarano o luoghi di interesse come il molinetto della Croda, l’Abbazia di Follina, il castello di Conegliano, il castello di Cison di Valmarino, le Grotte del Caglieron di Vittorio Veneto e i vigneti e le cantine di Valdobbiadene.
Mi scuso con l'autore dell'articolo se mi sono permesso di tradurre le frasi che erano state riportate in dialetto e se ho apportato allo stesso dei piccoli aggiustamenti così' da renderlo più' comprensibile a chi mi legge.
P.S. Dopo aver letto l'articolo mi rendo conto che devo aver chiacchierato proprio con lo stesso contadino intervistato dal giornalista Rolle 11Rolle 12Rolle 13Rolle 14Rolle 15Rolle 16Rolle 18Rolle 19Rolle 20Rolle 08Rolle 04cCartina 1Cartina 2

Osservate le linee parallele formate dai filari delle vitiCartina 3

3 commenti:

Claudio ha detto...

Oscar,quando seppi la tragica notizia degli avvenimenti accaduti al Molinetto della Croda,la cui pace e bellezza avevo ancora piacevolmente davanti agli occhi grazie al post con il quale me lo avevi fatto apprezzare,rimasi davvero sconcertato.
Per questo capisco la tua rinuncia a soffermarti ad osservare quel luogo volendolo anche tu ricordare,sereno ed intatto,come le belle immagini che avevi condiviso con noi lettori lo avevano mostrato.

Debbo ora dirti che man mano che proponi questo tipo di post scopro sempre più una regione meravigliosa più di quanto potessi immaginare.
Grazie.

stephanie dupont ha detto...

le strade del prosecco,bellissime..fatte l anno scorso...da rifare !!! bellissimo il tuo post...ciaoooo

Oscar ha detto...

Claudio: e non hai ancora visto tutto…

stephanie: queste zone mi piacciono troppo. Infondono un senso di pace e serenità

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