15 set 2014

Portobuffolè (Treviso)

Portobuffole 39

Come vi ho detto nel precedente post conosco bene questo piccolo e bellissimo borgo. In questo post vi propongo qualche foto del Mercatino e di alcuni oggetti in vendita che ho notato sui vari banchi che affollavano le vie. Non è mia intenzione, per il momento, mostrarvi le particolarità di Portobuffolè. Seguiranno altri posts dedicati a questo. Prima di partire da casa poi avevo verificato che la posizione del sole rispetto alla porta di entrata non sarebbe stata quella ottimale…e i computer difficilmente sbagliano. Il sole domenica mattina ha iniziato a "brillare" nel vero senso della parola sono quando ho deciso di andarmene via…Portobuffole 44Portobuffole 40Portobuffole 46Portobuffole 47Portobuffole 48Portobuffole 49Portobuffole 58Portobuffole 55Portobuffole 56Portobuffole 53Portobuffole 59Portobuffole 37Portobuffole 38Portobuffole 54Portobuffole 58aPortobuffole 60Portobuffole 50Portobuffole 57Portobuffole 51

3 commenti:

Claudio ha detto...

Oscar,mi sarebbe piaciuto esserci.
Avrei gradito l'evento,la location e la...compagnia.
CiaO.

Claudio ha detto...

Qualcuno sa dire qualcosa circa lo strano leone nimbato dallo sguardo allucinato rappresentato nel bassorilievo lapideo quadrato?

Oscar ha detto...

Claudio: mai dire mai. Per quanto riguarda il "Leon in Moeca": l'ho fotografato in quanto è raro vedere esemplari simili. Mi ricordo che quello che mi ha colpito maggiormente a Venezia l'avevo visto all'Archivio di Stato.
Sul sito del Comune di Portobuffolè ho trovato: "La casa ai piedi della Torre era un tempo il Palazzo del Governo.
 Sopra la porta del Monte di Pietà, fondato nel '500 dai Veneziani, vi è un raro esempio di "Leon in Moeca", quello dall'aspetto terrificante che veniva rappresentato in tempo di guerra".
Sul sito VeneziaMuseo ho trovato: "A Venezia la raffigurazione del leone in moeca si ritrova, dal Rinascimento in poi, inscritto a tondi, soprattutto in rilievi strutturali, come capitelli, colonne, meteope, chiavi di volta, vere da pozzo.
Nell'iconografia tarda esso viene progressivamente spogliato di gran parte del suo carattere ferino, per assumere invece tratti sempre più marcatamente antropomorfi. Ciò avverrà specialmente al di fuori della città, dove la tipologia della belva era rappresentata con difficoltà dalle maestranze locali. Ai veneziani non sfuggirono questi grotteschi leoni, coniando per certe facce deformi e rincagnate il motto: muso da Samarco spegazà. (muso del Leone di San Marco non disegnato correttamente)"
A Portobuffolè tornerò volentieri e non manchero' di chiedere ulteriori informazioni.
Ciao

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