5 set 2014

Palazzo Mora

Palazzo Mora 01

Palazzo Mora è un antico palazzo situato nel Sestiere di Cannaregio, tra la Chiesa di San Felice e il Canale di Noal. Dopo il l’undicesimo secolo questa zona ha iniziato ad avere una grande importanza, sia per il passaggio delle barche che quello delle persone. Il primo proprietario conosciuto dell'edificio fu Andrea Contarini, un membro di una delle famiglie più antiche e importanti di Venezia. Vendette Palazzo Mora nel 1714 ed esso fu acquistato dalla famiglia Mora nel 1716. Il ramo della famiglia Mora che viveva in questa zona è stato uno dei più noti di Venezia tra il 1500 e il 1780. Palazzo Mora, come è conosciuto oggi, è il risultato dell'unificazione di due precedenti edifici diversi e fu realizzato da Bartolomeo Mora tra il 1716 e il 1737. A partire dalla seconda metà del 17 ° secolo, questo palazzo ha iniziato a ottenere un maggior ruolo sociale grazie al fatto che le famiglie hanno iniziato a celebrare l'importanza del loro lignaggio. In particolare la famiglia Mora, cui era stato attribuito il titolo Patrizio in quegli anni, pensò di rendere evidente la loro prosperità e potere ingrandendo la casa (da: locationstoriche.it)
Palazzo Mora 02

Fino al 23 novembre in questo Palazzo e presso Palazzo Bembo sito in San Marco è possibile visitare la Mostra "Time Space Existence".
La mostra presenta architetti dai sei continenti, riuniti in una straordinaria combinazione. Vengono presentati gli attuali sviluppi e riflessioni riguardo all’architettura internazionale, proponendo architetti con differenti formazioni culturali e a stadi differenti della loro carriera: architetti affermati sono affiancati da altri meno conosciuti. Ciò che tutti hanno in comune è la loro dedizione all’architettura, nel senso più ampio della professione, e una visione che li porta a focalizzarsi sui concetti di Tempo, Spazio ed Esistenza.
(Evento collaterale alla 14a Mostra Internazionale di Architettura)Palazzo Mora 03Palazzo Mora 06Palazzo Mora 04Palazzo Mora 10Palazzo Mora 05Palazzo Mora 08Palazzo Mora 07Palazzo Mora 09Palazzo Mora 14

In una delle stanze al primo piano di Palazzo Mora vi è un affresco importante. E 'stato fatto intorno a 1720-1770. Si tratta di un’opera d'arte molto suggestiva. La scena è armoniosa e rappresenta una coppia che vola su una nuvola in mezzo al soffitto con intorno gli angeli e altre divinità alate. Probabilmente è una allegoria del matrimonio e la coppia, che è raffigurata vestita con abiti del XVII secolo, è appena sposata. Alcuni particolari dell'affresco, come le ali di una figura a destra, ricordano l'affresco "Trionfo di Zefiro e Flora", che è a Ca 'Pesaro, Venezia. Esso è stato realizzato da un famoso artista veneziano di quel periodo, Tiepolo, tuttavia per l’opera d’arte di Palazzo Mora non vi è certezza sulla paternità (da: locationstoriche.it)Palazzo Mora 12Palazzo Mora 13Palazzo Mora 11Palazzo Mora 15Palazzo Mora 17Palazzo Mora 17b

La bellissima facciata del Palazzo Donà Giovannelli visto dal Palazzo MoraPalazzo Mora 18Palazzo Mora 19Palazzo Mora 20Palazzo Mora 21Cartina 1

5 commenti:

Claudio ha detto...

Voglio esporre una considerazione del tutto personale circa questi tipi di mostre organizzate in antiche residenze,a Venezia in particolare,ma anche altrove.
So che il mio punto di vista non troverà consensi,ma voglio renderlo noto per onestà intellettuale e per il fatto che non cerco il consenso ad ogni costo.
Partiamo dai pregi:tali eventi permettono e forse addirittura inducono molti visitatori ad entrare in queste strutture e ad ammirare,insieme alle opere in mostra,anche le bellezza della location che le ospita.
Debbo però confessare che queste creazioni contemporanee,perlopiù in resina,non suscitano in me emozioni particolari,diversamente da quelle opere che hanno creato con ingegno,capacità e certosino impegno i nostri predecessori.
Per carità,apprezzo pienamente i passi da gigante che la scienza ha fatto sino ai nostri giorni,permettendoci,tutto sommato,una esistenza più lunga e confortevole.
Ma per tutto ciò che riguarda l'arte ritengo che l'uomo abbia dato il meglio di sè nei secoli trascorsi,e a questi guardo sentendomi sempre entusiasta dei nostri trascorsi.
Non avrei un attimo di titubanza su dove soffermarmi,avendo a disposizione una tela tagliata di Fontana e un dipinto del Caravaggio.
Opinione,del resto,assolutamente soggettiva.

Claudio ha detto...

Ps.:stavo ammirando l'architettura del Palazzo Donà Giovannelli riprese da Oscar dal Palazzo Mora.
Chi di voi possiede un certo tipo di sensibilità provi ad immaginare una serata di tre o quattro secoli fa,quando la costruzione doveva essere nel suo pieno splendore:quelle lanterne erano accese e sottolineavano con la loro luce fioca e radente i preziosismi della facciata tardo gotica;quella sera si dava una festa e la porta d'acqua era aperta;gondole col felze accostavano all'approdo e dame gentiluomini erano aiutati a scendere dal personale di palazzo.
Attraverso la grande polifora del piano nobile si intravedevano gli ospiti e provenivano smorzate le note della musica.
Intorno,magica e silenziosa,l'atmosfera surreale di Venezia.
Come vorrei rivivere uno di quei giorni!

Oscar ha detto...

Claudio: per quanto riguarda la prima questione da te evidenziata mi sento di dire che preferisco un Palazzo aperto al pubblico che uno chiuso e magari in rovina.
Le mostre organizzate all'interno dei Palazzi veneziani offrono una location esclusiva agli espositori, un'occasione ai visitatori di vedere (gratis) le mostre e di entrare nei Palazzi e non ultimo garantiscono un introito che spero verrà utilizzato per il restauro del Palazzo stesso.
Mi trovo daccordo con te quando velatamente affermi che le opere esposte spesso lasciano il visitatore perplesso e dubbioso sul loro effettivi valore.
Penso che l'artista, chiunque esso sia, debba necessariamente colpire l'interesse dei visitatori, provocandoli con vari mezzi (colori, emozioni, forme ed altro).
Mi ricordo di aver visto in passato una mostra organizzata per mostrare l'impatto che, in Cina, il progresso aveva sui piccoli quartieri popolari che venivano letteralmente spazzati via per far posto a nuove costruzioni.
Osservando le opere esposte il visitatore poteva, in un primo momento, avere l'impressione di osservare oggetti quantomeno discutibili, ma "leggendo" un po' piu'in profondità il tutto l'esibizione risultava una chiara e amara denuncia del nuovo che avanza a tutti i costi e cancella tutto cio' che trova sul suo cammino. Vedere le ruspe che cancellavano interi quartieri molto caratteristici per far posto ai palazzi moderni faceva stringere il cuore. (pensa che in Cina hanno avuto il coraggio di abbattere un pezzo della celebre muraglia per far passare una moderna autostrada).
2a questione: è capitato molte volte anche a me di immaginare esattamente cio' che hai esposto tu.
Ciao

stephanie dupont ha detto...

anch io sono d accordo con claudio al riguarda di certe opere esposte nei palazzi,come succede a la biennale,ma sono anche d accordo
con oscar che tale eventi ci permettono di entrare nei palazzi di solito chiuso al publico...un ciaooooo a tutti !!!

luci ha detto...

Non sono logicamente d'accordo che i palazzi rimangano chiusi ma sul tipo di esposizioni/mostre ho spesso qualche titubanza.

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