29 lug 2014

L'affresco del gioco dei dadi

Affresco del gioco dei dadi N 1
Nel libro "Venezia insolita e segreta" scritto, insieme a Thomas Jonglez, dalla mia amica Paola Zoffoli avevo letto della passione dei veneziani per il gioco dei dadi. Per descrivere la cosa Paola ha pubblicato un'immagine simile a quelle che qui vi propongo. Nel libro la scrittrice offre al lettore l'esatta indicazione di dove si trova questo affrescoAffresco del gioco dei dadi N 2
Incuriosito mi sono recato sul posto ed ho potuto appurare che per fortuna lo stato di conservazione del disegno (datato 1691) è ancora abbastanza buonaAffresco del gioco dei dadi N 3
Ho poi effettuato, in rete, alcune ricerche sull'argomento ed ho trovato che:
"L’unico luogo dove era possibile giocare d’azzardo (il gioco dei dadi) per lungo tempo, fu tra le due colonne di piazza San Marco. Il motivo della scelta di quel luogo sta nel fatto che le due colonne, arrivate dall’oriente, per lungo tempo rimasero adagiate sulla riva. Fu grazie all’ingegno di Nicola Starantonio Barattiero, costruttore della bergamasca (il primo costruttore del Ponte di Rialto), che nel 1172 riuscì ad innalzare le due colonne. Il Barattiero ideò un montacarichi a contrappeso usato tra l’altro nella costruzione del Campanile di San Marco: la torre più alta a quei tempi. Fu tanta l’ammirazione da parte del governo della Serenissima che come premio, permise a Nicolò di aprire una bisca per il gioco dei dadi tra le due colonne e i giocatori furono chiamati barattieri. La famiglia acquisisce nel 1466 il titolo di conti grazie a Bianca Maria Visconti che gli diede il feudo di San Pietro in Cerro. Curiosità: nel loro stemma araldico a ricordo di Nicolò vi sono tre dadi. Nel tempo, nonostante i divieti, il gioco d’azzardo era talmente diffuso e popolare che nel Seicento la pratica fu permessa durante il carnevale che in quel periodo durava da Ottobre fino a Febbraio del Martedì grasso. Nel 1638, il nobile Marco Dandolo venne autorizzato ad aprire in Calle Vallaresso, un “Ridotto Grande” cioè una casa da gioco pubblica"
Notiamo quindi, come scrive Paola, che questo affresco appare (vedi la data sotto) come un'opera "moderna" rispetto ad un gioco che a Venezia ha origini molto più' antiche. Come vi ho accennato nel libro è riportata l'esatta ubicazione dell'opera. Una cosa che posso aggiungere io è che questa è visibile solo guardando all'insu'.
I veneziani sanno dove si trova e voi?

6 commenti:

ytaba36 ha detto...

Oh, I did find it last visit, and I did look up. It's so exciting to find these treasures hidden in plain view!

Ciao a te, da Australia. :-)

Oscar ha detto...

ytaba36: I am very happy to hear you again and to know that you're okay. In this period I'm posting not very often because I am trying to enjoy a little bit the summer. I hope to show you more beautiful pictures soon and read your comments again. Thank you and ciao

Anonimo ha detto...

Trovata!!!! Trovato i dadi. Venezia bisogna girarla guardando in su.... bello il libro di -paola. Tornando ai dadi.. sapessi quante volte ci sono passata sotto/vicino.... ciao
Clelia padova

Oscar ha detto...

Clelia: Brava. La curiosità ripaga sempre!. Ciao

Davide Gallo ha detto...

Purtroppo questo affresco é stato fatto attorno il 1980 da un certo prof Cioffi...

Blu Oscar ha detto...

Davide: se è vero, e se li hai, ti prego di darmi maggiori dettagli a beneficio di tutti i lettori. Ciao

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