24 lug 2014

Bassorilievo

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A Venezia i bassorilievi, gli stemmi, le scritte lapidee, i fregi e le patere adornano i Palazzi, le Chiese ed anche le case più' modeste. Molte sono originali, altre sono copie, ma quasi tutte sono state realizzate in pietra d'Istria proveniente dalle cave di Rovigno e dall'Isola di Brioni. Una pietra di colore bianco che, come dice il Sansovino, è simile al marmo: "salda et forte e che dura per lunghissimo tempo ai ghiacci et al Sole". Molte di queste opere vengono definite "erratiche" in quanto sono state collocate in luoghi diversi da quelli originari. Questo bassorilievo adorna il muro di un Palazzo in Calle de l'Oglio o del Cafetier a Dorsoduro. Ci troviamo nei pressi della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista e l'opera a mio avviso potrebbe rappresentare due confratelli che reggono il simbolo della Scuola stessa.

5 commenti:

stephanie dupont ha detto...

stupenda.....un saluto a tutti...

Claudio ha detto...

Riporto note in merito alla pietra d'Istria,a mio avviso interessanti,precisando che sono interamente tratte dalla rete.

La pietra d'Istria è una roccia compatta calcarea microcristallina con bassa porosità, proveniente appunto dalla penisola istriana.
Appena estratta dalla cava appare candida (con sfumature variabili dal rosa al verde chiaro), ma con l'esposizione agli agenti atmosferici tende ad assumere un colore grigio pallido. È caratterizzata da alta densità e bassa porosità (simile ad quella di un porfido), alta resistenza alla compressione (1350 kg/cm2) e alta velocità di trasmissione del suono. Nonostante la sua elevata resistenza alla corrosione salina, questo calcare è soggetto a fenomeni di alterazione in seguito a solfatazione, processo comune a molte rocce a composizione carbonatica esposte all'anidride solforosa presente nell'aria inquinata.
Viene estratta principalmente nelle cave di Montauro nella regione di Rovigno, da cui sono stati estratti 700.000 m3 di pietra. Altre aree di estrazione sono nei pressi delle città di Parenzo e Pola.
La pietra d'Istria è strettamente legata all'urbanizzazione della città di Venezia. La sua importazione, specialmente dalla cava di Orsera, inizia con l'annessione alla Repubblica di Venezia delle città istriane nel 1267-1335. I veneziani l'hanno utilizzata ampiamente nelle strutture e rivestimenti di pavimenti, ponti, canali, case, chiese, palazzi, fino alla fine del XVIII secolo. In scultura, la pietra d'Istria è stata utilizzata in particolare durante il periodo gotico al posto delle molte opere in marmo di periodo veneto-bizantino. Tuttavia, solo all'inizio del XIV secolo si è scolpito in pietra d'Istria un leone alato, simbolo della potenza veneziana. La scoperta di una vera di pozzo a Calcide mostra come la pietra d'Istria lavorata dagli scalpellini veneziani fosse esportata sin nel Levante.(Fonte: Wikipedia).
Segue nel prossimo commento.

Claudio ha detto...

Seguito dal precedente commento.

Da quando l'Istria ha posto e restrizioni all'estrazione di pietra bianca, anche questo minerale è diventato molto prezioso. È una pietra dal colore bianco caldo, molto resistente agli agenti atmosferici e in particolare alla salsedine. Ha anche la caratteristica di divenire luminescente fredda in particolari condizioni di luce, come durante i temporali, quando l'atmosfera si satura di ultravioletto e luminescente calda sotto l'azione degli infrarossi come nei tramonti. In queste condizioni riveste un'importanza determinante nella creazione di quegli effetti di luce specialissimi per cui Venezia è giustamente famosa e che hanno fatto sì che la sua scuola di pittura (una delle tre maggiori italiane, con la lombarda e la toscana) fosse chiamata, appunto "della Luce".
Amministratori privi di cultura e di scrupoli stanno negli ultimi anni spogliando la città di questa pietra.
Migliaia di blocchi ciascuno del peso di tonnellate sono stati asportati dalle sue rive e sostituiti con un povero succedaneo, il "biancone", che dell'Istria non ha né la bellezza né la resistenza. I vecchi blocchi sono tolti dalle loro sedi e ammonticchiati come materiale da cava, per essere poi avviati, ufficialmente, in discariche. Il fondato sospetto del Comitato per la Difesa di Venezia è che invece questo materiale sia avviato a taglierie per ricavarne preziose piastrelle da arredamento.
Anche qui al danno del furto, per i cittadini, si aggiunge la beffa di dover pagare i nuovi blocchi di biancone e l'umiliazione di contribuire all'arricchimento di persone e organizzazioni indegne degli incarichi loro affidati e soprattutto indegne di mettere mano alla storia di Venezia.
Il primo grave episodio di asportazione della pietra d'Istria di cui ho notizia riguarda uno dei parapetti del ponte della ferrovia al tempo del raddoppio dei binari. Circa quattro Km di pietre di coronamento tagliate a mezzotondo. A seguire, qualche anno fa, tutte le pietre di sponda del canale di Cannaregio. Recentemente, anche tutte quelle delle Zattere dagli Incurabili alla Dogana e della Giudecca a Sant'Eufemia e alle Zitelle. Per Zattere e Giudecca si parla di blocchi enormi, circa cm. 70 × 120 × 40.
Ma non sono solo i blocchi da riva che spariscono, sono anche centinaia di graziose colonnine da ringhiera: negli anni '80 ne sparirono circa 90 in fondamenta Ca' Balà (vedi mappa) e circa 80 in fondamenta de Borgo (vedi mappa). Un paio d'anni or sono fu la volta di fondamenta dei Tolentini, il cui scandalo è ancora in atto.(Fonte: www.veneziadoc.net/ourvenice/istria/toc.htm,nel quale sito sono contenute numerose eloquenti immagini).

Alex ha detto...

Ciaoooooooooo mi piace questo basso rilievo ;) e poi con tutte ste informazioni date da Claudio è super!!!! Buon inizio settimana a tutti :)

Oscar ha detto...

stephanie. Claudio ed Alex: ciao a tutti e grazie per il commento. Un grazie speciale a Claudio per il suo immancabile e valido apporto che spero possa risultare utile a tutti i lettori

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