05 mag 2014

Lo strano pesce

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6 commenti:

Claudio ha detto...

Sicuramente per il fatto che la Città dei Dogi nacque per antonomasia sul mare,anzi dal mare,ed è anche ritenuta idealmente sua sposa,i numerosi battagli e le maniglie che ornano le sue porte richiamano spesso soggetti prettamente marini.
Ed infatti ancor oggi,visitando Venezia,possiamo imbatterci in esemplari quali un Nettuno,dei cavalli marini,dei delfini (o tritoni),delle conchiglie o,assai spesso,in manufatti ittiomorfi,ovvero che rappresentano,in varie fogge,dei pesci.
Ed è questo il caso odierno,propostoci da Oscar con tre dettagliate immagini.
Il manufatto è una maniglia fissa che rappresenta un particolarissimo pesce,presumibilmente concepito come esemplare "volante" (vedi le pinne conformate come pur brevi "ali" ai lati del capo).
L'animale marino viene proposto in una raffigurazione fantasiosa ed idealizzata,presentando,oltre al particolare succitato,anche una testa che potremmo definire grottesca ed una coda fitomorfa,con sembianze di foglia.
Bella la sinuosità del corpo,arricchita dall'avvitamento circolare sullo stesso nonchè dalla superficie squamosa.
Per quanto riguarda il materiale possiamo sicuramente dire che ci troviamo di fronte ad un lega di rame,probabilmente bronzo:ma non è da escludere del tutto che possa anche trattarsi di ottone;il rame,come sappiamo,legato con lo stagno o con lo zinco dà luogo appunto rispettivamente al bronzo o all'ottone.
A proposito di ciò occorre ricordare che nei tempi antichi non si faceva una netta differenziazione tra questi due tipi di lega detta "binaria",in quanto formata da due matalli;il fatto è che esistevano ed esistono ancora leghe ternarie, quaternarie,ecc.,ovvero ottenute con un numero maggiore di metalli,i quali conferiscono caratteristiche diverse.
Per concludere questo discorso probabilmente troppo tecnico (ma ci sarebbe ancora altro da dire),volevo riferire che gli antichi romani non distinguevano tra bronzi ed ottoni definendoli entrambi con lo stesso termine di "Aes".
Circa la datazione del pezzo c'è da dire che gli stilemi in esso rappresentati sono sicuramente rinascimentali:questo ed altri esemplari spesso sono stati replicati in epoche successive;non è mai consigliabile,seppure attraverso ottime foto,avanzare fondate ipotesi in merito,per cui occorrerebbe una attenta valutazione de visu.
Comunque il nostro esemplare,visto anche il consumo evidente nelle parti più impugnate ed il congruo contesto ligneo ove è sistemato,appare discretamente datato e di notevole effetto decorativo.

luci ha detto...

Devo ancora rileggere con attenzione i posts precedenti ma noto con piacere che non è cambiato nulla! Sempre foto bellissime e post interessanti! E sopratutto c' è sempre Claudio!!!!
Ciao a tutti
Luci

Oscar ha detto...

Claudio: ottimo commento…come al solito. Da ciò che ho potuto appurare, osservando l'esemplare, direi che il manufatto è stato realizzato in ottone. Non ho pero' la tua conoscenza tecnica e quindi la mia rimane solo una supposizione. Chissà che non capiti l'occasione di fartelo osservare di persona…(non si sa mai)…anche perché nei paraggi mi sono stati fatti notare dei ganci metallici che potrebbero far pensare ad un possibile aggancio per le redini dei cavalli…Ciao!

Luci: …e da quanto è che non guardi più' il blog? sei stata in ferie? Se si'…allora buon per te e…bentornata!

stephanie dupont ha detto...

sono bellissimi...gli ho visti e fotografatti anchio...adesso grazie a claudio ne sappiamo di piu.......ciao a tutti...

Claudio ha detto...

@ Oscar:come hai potuto notare ho avuto anch'io l'impressione che il materiale della maniglia potesse essere l'ottone,anche se la cosa,in fondo,non riveste grande importanza.
Come dicevo,i manufatti fusi del passato sono spesso di formula ibrida e dunque la loro precisa composizione non è sempre ravvisabile,se non con un esami fisico-chimici specifici che naturalmente esulano dai nostri interessi.
D'altronde anche la diversa esposizione agli agenti atmosferici e le gli eventuali interventi di pulizia subiti possono incidere sull'aspetto esteriore dei manufatti e comprometterne l'esatta valutazione.
Per ultimo anche le possibili modifiche delle nuances cromatiche che il fotografo può liberamente apportare in fase di postproduzione possono sviare una corretta analisi visiva.
Dopo aver puntualizzato tutto ciò ti assicuro che sarò ben lieto di
valutare questo ed altri soggetti in tua compagnia alla prima occasione utile.
Ho già un'idea abbastanza precisa circa la natura di quei ferri per cavalli di cui mi parli.
A presto!

@ luci e stephanie: grazie a voi dell'apprezzamento che mi dimostrate e che mi spinge a proseguire con passione la stesura dei miei commenti,sempre gentilmente ospitati dal nostro blogger.
Ciao.

VenetiaMicio ha detto...

J'aime beaucoup cette poignée de porte, je crois qu'elle se trouve dans la calle Diavolo près du cpl S.Severo, mais difficile à photographier car la calle est très sombre.
Baci
Danielle

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