13 mag 2014

Campiello de la Cason

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4 commenti:

Claudio ha detto...

Il Campiello de la Cason presenta la particolarità di aver ospitato in epoca rinascimentale le prigioni del Sestiere di Cannaregio (in dialetto veneziano Casòn= prigione,incasonare= imprigionare).
In quell'epoca infatti,in ogni Sestiere di Venezia esistevano delle carceri locali ove venivano rinchiusi i responsabili di reati minori: nel Campiello si può vedere ancora l'antichissimo palazzo ove il Tribuno era chiamato a svolgere
i compiti del suo ufficio.
In seguito queste piccole prigioni vennero fatte confluire ai Piombi, vicino a Palazzo Ducale,ad esso collegate dal ponte detto dei Sospiri,che rappresenta una parte importante di Venezia e della sua storia.
In questo post Oscar è stato attratto dalle varietà del verde, rampicante e non,presente nella vecchia facciata ed in particolare dai colori dei fiori dell'Ipomea e della Rosa Canina.
Infine una curiosità: in questo campiello è stata scattata la foto nella quale,nel post precedente,chi scrive sta osservando un battaglio.

Oscar ha detto...

Claudio: grazie per il tuo puntuale apporto

luci ha detto...

Questo campiello mi è sempre piaciuto e anch’io ricordo che vi sono dei bei battagli. Probabilmente passeggiando assieme avrete superato il ponte San Canzian, mi sembra strano che tu non abbia fatto toccare a Claudio quei maniglioni ritorti che si trovano sul contrafforte d’angolo del portico. Toccarle e farle dondolare, si dice che porti fortuna , io ci provo sempre, non si sa mai! Di certo non portarono fortuna a chi là venne appeso squartato!!!!
Ciao luci

Claudio ha detto...

@luci: Oscar non ha mancato di mostrarmi quelli che chiami maniglioni.
I due esemplari in ferro,che non hanno alcuna velleità decorativa,debbono aver avuto una funzione pratica cui oggigiorno è difficile risalire; la loro posizione in altezza è tale da non poter essere raggiunti da una persona anche di alta statura,e d'altronde non sembra di poter ipotizzare un uso riferibile al canale,anche perchè uno dei due guarda su Calle de la Malvasia.
Manufatti analoghi (denominati "campanelle per cavalli") esistono in molte altre antiche città e venivano usati per assicurare mediante una cima bestiame o cavalcature; ciò non appare verosimile per una città come Venezia e per l'angusto luogo in cui si trovano.
Il terribile uso a cui fai
cenno è certo possibile ma a distanza di secoli non sappiamo se corrisponda a realtà.
Non di rado capita di imbattersi in particolari dei quali,al giorno d'oggi,non si riesce a comprendere il passato utilizzo,ed allora non ci rimane che far galoppare la nostra fantasia.
Ciao.

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