26 mar 2014

Feltre

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La splendida Piazza Maggiore, dedicata a Vittorio Emanuele II, è lo storico gioiello di Feltre. Sulla destra il Castello di Alboino e al centro le statue di Vittorino Dè Rambaldoni e Panfilio Castaldi e la colonna con il Leone di San Marco. Sul fondo la Chiesa di San RoccoFeltre 21 wFeltre 23 wFeltre 28 wFeltre 26 w

Vista della Piazza dalla Chiesa di San RoccoFeltre 27 w

Dopo aver ammirato la Piazza vi consiglio di vedere la Salita Vittore Dal Pozzo (vedi foto sotto)Feltre 08 wFeltre 07 wFeltre 06 wFeltre 04 wFeltre 10a wFeltre 01 w

Le mura medievali e rinascimentali di Feltre
Alla fine del Quattrocento la Repubblica di Venezia, del cui dominio di terraferma Feltre faceva parte già da quasi un secolo, decise di rinnovare radicalmente le difese della Cittadella per meglio presidiare il confine settentrionale. Oltre alla guerra in corso con Sigismondo d’Austria (1487), era ormai tangibile l’ostilità crescente verso la politica espansiva di Venezia; proprio per contrastarla, le principali potenze italiane ed europee nel 1508 si uniranno nella Lega di Cambrai, avviando il conflitto che porterà alla distruzione di Feltre nel 1509-1510.
Il progetto iniziale delle nuove mura (1488) è attribuito a Dionisio da Viterbo, “inzegnero” con competenze di oreficeria, di meccanica - costruisce esso stesso grandi orologi – ed esperto di idraulica, che applica alle mura di Feltre principi e soluzioni dell’architettura militare del Rinascimento. Il suo “modello” prevedeva di includere l’area del Duomo e il Borgo di Ognissanti, con una fortezza sul Col Marcellon.
L’opera, già avviata nel 1489 a partire da Porta Imperiale, segue tuttavia un tracciato diverso, ridotto ala sola Cittadella. Né viene costruita la fortezza ancora caldamente raccomandata nel 1499 dall’ingegnere Giacomo Coltrin, che sarebbe costata “solam” 6.000 ducati. Un’opera analoga viene invece costruita negli stessi anni a formare un isolato bastione sopra Riva del Garda, e ci dà un’idea della possibile configurazione e funzione militare della fortezza che a Feltre non è stata realizzata.
La costruzione delle mura si conclude nel 1502 a port’Oria, formando una sorta di rivellino avanzato con ponte levatoio, a maggior difesa della preesistente porta-torre tardo medievale. Anche Porta Pusterla era stata adattata, costruendo vicino ad essa uno dei due ampi torrioni a pianta semicircolare, demoliti nel corso del Settecento, che permettevano il tiro radente lungo i tratti rettilinei delle mura, per mezzo di bocche da fuoco poste su ferritoie laterali. Il Castello di Rovereto, forse su progetto dello stesso ingegnere veneto Giacomo Coltrin, ma anche un torrione a Zara, possono dare un’immagine dei due torrioni perduti, di cui alcuni scavi hanno posto in luce la struttura basamentale. Il lato a nord della Cittadella, piu’ scosceso, non viene munito di nuove mura, lasciando a difesa la sola cortina medievale.
Le mura a bastione hanno uno spessore alla base di circa 320 cm. In corrispondenza della cornice a toro in pietra che interrompe la parte inferiore a scarpa e forma l’imposta del coronamento merlato ad assetto verticale. Molte parti di essa – i torrioni e probabilmente le merlature – erano costruite in tufo travertino, facile da tagliare in blocchi regolari e considerato in grado di smorzare l’impatto dei colpi di cannone, limitando i danni. Oltre che al rilevante spessore, per una maggiore resistenza ai colpi di artiglieria le nuove mura si affidano al terrapieno di riempimento posteriore, al di sopra del quale si formeranno, una volta perduta la funzione militare, gli orti pensili che ancora oggi permangono tra il percorso delle mura medievali e le mura rinascimentali avanzate.
Coronate da merlature a protezione del camminamento di ronda – documentate da numerose rappresentazioni storiche, anche se un solo elemento sopravvive oggi a testimoniarlo – erano difese anche da postazioni per bocche da fuoco, con feritoia esterna in pietra a bocca circolare e incisione superiore per la mira; si tratta di feritoie adatte all’uso di falconetti e piccole bombarde. (tratto dal sito del Comune di Feltre) Feltre 00 w

3 commenti:

Daniela ha detto...

E' una meraviglia, non la conoscevo!

Claudio ha detto...

Oscar,sei riuscito,eccetto che per una sola immagine,a fissare tipici scorci della bella Feltre in assenza di presenze umane,similmente alle tue mattutine foto veneziane;evidente
comunque,stavolta,la differenza di orario,testimoniata dalla presenza di una robusta luce solare.
Singolare,nella prima foto, quel mediorilievo del Leone Marciano in pietra d'Istria,in
posizione passante (del tipo stante,e le due definizioni sono solo apparentemente contraddittorie),insolitamente rivolto a destra,con folta criniera e abbondante pelame subventrale,corte ali e tratti del muso vagamente antropomorfi; una
ulteriore,interessante versione del simbolo iconografico dell'Evangelista protettore di Venezia e della sua millenaria repubblica.

luci ha detto...

Post interessanti per l'organizzazione delle nostre prossime "passeggiate".
ciao

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