07 feb 2014

L'Ospedale di Venezia di Le Corbusier

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Il cerchio che ho indicato nella cartina indica il punto in cui sorge l'Ospedale civile di Venezia (Ospedale dei SS. Giovanni e Paolo). Nel lontano 1962, constatato che la vecchia sede era insufficiente e obsoleta, si pensò di trasferire la sua sede nell'Area di San Giobbe nel Sestiere di Cannaregio. L'incarico del progetto della nuova sede venne affidato a Le Corbusier il quale nel 1964 presentò un progetto di massima e un anno più' tardi il progetto definitivo che potete vedere nel filmato

Padre dell'Architettura moderna e tra i fondatori dell'urbanistica Le Corbusier non ha certo bisogno di alcuna presentazione. Teorico di una architettura “a misura d’uomo”, cinque sono i punti fondanti delle sue teorie: pilastri che sollevano l’edificio, tetto-giardino, finestra a nastro, facciata libera, pianta libera.
A mio modestissimo avviso trovo pero' che una simile "colata" di cemento non avrebbe certo armonizzato con il restante tessuto cittadino.

5 commenti:

stephanie dupont ha detto...

ben senza togliere niente a le corbusier...meno male non sia stato fatto questo ospedale !!!...ciaoooooooooooooooo

Laura ha detto...

Non sapevo di questo progetto. Per fortuna questo obrobrio non e' stato realizzato. Non capisco perche' invece non avresse pensato di utilizzare le esistenti strutture da convertire in ospedale invece di raderle al suolo e aggiungere cemento armato.

Grazie per averci mostrato questa gemma.

Mercè ha detto...


Lo trovo un pugno nell'occhio.Anche io penso che é una fortuna che non sia stato fatto

Claudio ha detto...

Apprezzo molto le moderne tecnologie ed gli indubbi vantaggi che comportano in ogni campo utile alla nostra vita quotidiana.
Ma per l'estetica sono un tradizionalista.
Credo che si possano e si debbano progettare nuove strutture che oltre ad essere ispirate agli ambienti in cui sorgono (e qui apprezzo molto i tentativi che Le Corbusier aveva ipotizzato per gli spazi interni dell'ospedale ispirandoli a quelli tipicamente veneziani), ma prediligo assolutamente l'inserimento di nuove costruzioni realizzate in ambiti storici attuato armonizzando quanto più possibile il loro impatto esteriore a quello dei luoghi che le ospitano.
In particolar modo ritengo essere ciò una questione di rispetto per gli irripetibili valori della storia millenaria,le tradizioni e l'identità della Città dei Dogi.

Oscar ha detto...

stephanie, Laura, Mercè e Claudio: vedo che la pensiamo nello stesso modo. Quando ho visto il filmato ho subito immaginato di percorrere il Ponte della Libertà in direzione di Venezia e di guardare verso sinistra. Quei "blocchi di cemento" mi avrebbero provocato il voltastomaco. Mi basta e mi avanza, quando guardo verso destra, vedere i grattacieli galleggianti che, per fortuna, ora si vedranno in minor numero. A Venezia purtroppo non mancano gli esempi di edifici o addirittura interi quartieri che poco hanno a che fare con la città.

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