03 feb 2014

"Muso da porton"

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15 commenti:

stephanie dupont ha detto...

ma che bello con questa piccola barba... claudio c e ne dira sicuramente di piu !! belle giornata..

Claudio ha detto...

Questo esemplare di maniglia appartiene alla tipologia da me già descritta nel post del 29 gennaio,ma è decisamente più datato.
Il manufatto bronzeo di epoca seicentesca (almeno negli esemplari
archetipici) rappresenta in semibusto una figura maschile in
età matura recante i marcati tratti fisiognomici tipici dell'arte barocca,tesa alla ricerca di effetti di grande forza espressiva e che in questo caso manifesta una notevole ispirazione sansoviniana.
La maniglia,verosimilmente presente in coppia,è posizionata nell'anta di una porta lignea, dove è efficacemente compresa in una serie concentrica di bugne ed una cornice,tutte esagonali, che guidano l'occhio verso l'osservazione dell'esemplare stesso.
Ho notato che questo manufatto è già presente nell'archivio di Oscar("Teste o musi da porton"), trattandosi inequivocabilmente di uno scatto ripreso nella stessa porta;peraltro non so se le foto sono state scattate nella stessa occasione o in tempi anche notevolmenti differenti.
Ora accade però che tra i due bronzi,quello del post odierno e l'altro d'archivio,esista una certa differenza di patina,bruno-rossastra la prima,verde la seconda.
La patina deriva dall’interazione del supporto originario con l’ambiente circostante.
Ed appunto nella convivenza tra oggetto ed ambiente si verificano processi di corrosione chimica ed elettrochimica che determinano un’alterazione della superficie stessa dell'oggetto.
La patina è quindi il risultato di questi processi corrosivi superficiali, protratti per secoli o per millenni.
I fattori che attivano i processi di corrosione sono: l’aria, l’acqua ed il suolo con i suoi componenti solforati e carbonati, gli acidi, i cloruri e gli agenti ossidanti.
Ricordiamo infine il materiale organico (ad esempio deiezioni dei volatili)e le alte temperature.
La patina viene poi modificata da tutti quegli interventi, propri od impropri, apportati allo scopo di restauro o manutenzione, con l’applicazione di olii, cere o vernici protettive.
In base a ciò,queste sono le ipotesi che posso formulare:
- Oscar ha volutamente modificato almeno in un caso in postproduzione i toni dei colori.
- la patina di uno solo dei due bronzi è stata influenzata nel tempo dagli effetti del contatto con le mani degli utilizzatori.
Non posso pensare infatti che due esemplari distanti forse meno di un metro siano stati sottoposti a condizioni meteo-ambientali
diverse.
Oscar,puoi cortesemente darmi qualche indicazione che illumini questo mio dubbio amletico?
E ancora una volta mi accorgo di essermi troppo dilungato in argomenti troppo specifici che probabilmente interessano solo chi scrive.
E allora,scusandomi di questo, vi saluto in tutta fretta.
Ciao a tutti.





Riccardo ha detto...

Invito il curatore e i visitatori di questo bel blog a scoprire pure questa bella realtà musicale di Venezia:

http://www.cappellamarciana.it/

Buona continuazione!

Oscar ha detto...

stephanie: ciao! insomma sto caffè a Venezia quando?

Claudio: le due maniglie, pur essendo collocate a non piu' di 60/70 cm. di distanza una dall'altra, hanno nel tempo subito un'usura molto diversa.
Quella posta sulla destra del portone è stata afferrata, come spesso capita, innumerevoli volte per entrare o uscire e per questo risulta "consumata" e un po' deformata.
In situazioni come queste (magari sbaglio) preferisco fotografare l'esemplare che appare piu' integro in quanto dà l'idea di come era la maniglia quando è stata realizzata.
Ho effettivamente modificato, anche se leggermente, la cromia delle foto perchè gli originali tendevano un po' troppo al verde.
Il fatto che tu l'abbia notato è segno inconfutabile della tua esperienza e conoscenza dei manufatti.
Complimenti davvero

Riccardo: vengo a Venezia da quando ero ragazzino. Da 5 anni a questa parte la raggiungo, immancabilmente, tutti i sabati o domenica. In tutto questo tempo sono entrato solo due o tre volte in Basilica. Perchè?
Innanzitutto sto cercando di conoscere la città e i suoi abitanti.
Concepisco la Basilica (mi sbaglio?) come una zona off-limits per i curiosi come me che tenterebbero di documentare fotograficamente cio' che vedono).
Inoltre la mia soggezione per questo luogo è tale per cui non mi permetto nemmeno di entrare.

Oscar ha detto...

Ai lettori: vi invito a leggere, alla fine del post dedicato alla Corte Petriana, il commento aggiunto da un lettore che si firma con il nome di Vito. Davvero interessante

stephanie dupont ha detto...

e sempre molto interesante leggere i tuoi commenti claudio...e che occhio sulle foto..io metti gli occhiali per leggere e sul pc e dunque certe differenze non le noto...bravo..
bel idea il caffe a venezia..mi farebbe proprio piacere...devo guardare a che ora passa il treno che prendi tu da me !!! ;-)))) ho visto il commento di vito..che bello !!! grazie a tutti e bella giornata ancora sotto la pioggia !!

Claudio ha detto...

Oscar:immaginavo infatti che l'unica causa che potesse differenziare in maniera apprezzabile l'aspetto delle maniglie della stessa porta riguardasse l'usura di una delle due per maggior strofinio delle mani:devo dire che nel caso delle leghe di rame un certa utilizzazione della maniglia conferisce un piacevole effetto dovuto ai caldi riflessi che ciò provoca,mettendo in risalto i rilievi del manufatto e conferendogli maggiore plasticità:se però il consumo si protrae per lungo tempo possono addirittura sparire dal soggetto determinati particolari, alterandone la bellezza.
Quindi fai bene tu a valutare di volta in volta.
Sarei invece più cauto nel modificare i toni dei colori in quanto,come hai potuto constatare,anche questi piccoli particolari...parlano.

Leggo con piacere il commento di Vito al tuo post "Corte Petriana", anche perchè,oltre a darci informazione sulla natura del quadrupede rappresentato nello stemma,conferma ciò che affermavo circa la possibile relazione tra il nome del Casato e quello dell'animale.
Piccole ma gratificanti soddisfazioni.

@stephanie:grazie,come al solito sei gentilissima.

luci ha detto...

Letto il commento di Vito e visitato il sito.
Se per il caffè si possono unire degli altri , mi sembra, se non ho letto male, che Emma Reese e Annalivia ritornino a Venezia in maggio.Altri?????

Claudio ha detto...

Maggio? Con voi?
Verrei volando,e allora mai dire mai...soprattutto se al caffè aggiungiamo qualche dolcetto!

stephanie dupont ha detto...

ciao luci..chi e è Emma Reese??Annalivia lo conosciuta l anno scorso e torna a maggio,magari ci incontriamo tutti insieme,con caffe dolcetto,spritz e ciccheti...dai claudio vola e vieni anche tu,di dove sei ???

Claudio ha detto...

Cara stephanie,sono di Ancona ed in mezza giornata sarei a Venezia.
Dai,ne parleremo più avanti.
Ciao.

Oscar ha detto...

Ai lettori: ho letto i vostri commenti man mano che li aggiungevate e, lasciatemelo dire, mi hanno fatto sorridere. Sarei davvero molto contento di salutarvi personalmente. Alcuni di voi li conosco già. Tutti gli altri saranno i benvenuti. A maggio poi compio gli anni e incontrarvi sarebbe per me davvero un bel regalo. Vi informerò' sugli eventuali sviluppi. Statemi bene

Alex ha detto...

Ma aggiungo anche io!!!!!!!!!! :) mi farebbe piacere conoscervi!!!

stephanie dupont ha detto...

perfetto...non resta piu che fissare l appuntamento....che belloooooooo!!!!!

luci ha detto...

A maggio la neve si scioglie e così ,forse, potrebbero scendere a Venezia anche i caprioli della Val di Fiemme......

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