20 nov 2013

Gli…angeli di Venezia

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Sono loro?
No dai! Non sono questi due che ho fotografato. Gli angeli di Venezia sono, a mio avviso, tutti quelli che come loro vediamo operare sul territorio cittadino e che vengono comunemente definiti "operatori ecologici". Perchè li definisco "angeli"? Perché sono parecchi anni che arrivo a Venezia molto presto il mattino, così' presto che in giro sono loro le uniche persone che incontro. A quell'ora le Calli e soprattutto i Campi sono uno spettacolo per gli occhi di chi, come me, si addentra nel labirinto veneziano.
Per terra vedo di tutto:
- sacchetti di immondizia varia depositati dai veneziani appena fuori dell'uscio di casa. Molti di questi arrivano alla raccolta ancora miracolosamente chiusi. Molti altri vengono invece prontamente aperti da gabbiani, colombi e…topi. Del resto perché inserirli in appositi contenitori con coperchio? Meglio depositarli sul suolo pubblico così' che siano ben visibili agli occhi del turista e che il loro contenuto possa essere condiviso con gli animali che "popolano" la città;
- bottiglie colorate, ancora intere o ridotte a pezzi quasi a ricordare ai visitatori che qui i vetri colorati non mancano davvero;
- cartacce, pacchetti di sigarette (vuoti naturalmente), scatole di confezionamento delle pizze e quant'altro. A terra ho visto veramente di tutto: abiti, ombrelli, zaini e altre suppellettili dimenticate dai visitatori occasionali oppure oggetti di vario tipo abbandonati dai veneziani (in nome della regola che quando li deposito fuori casa mia non è più' di mia competenza e così' non mi ingombra più' il poco spazio a mia disposizione).
Dopo un giorno di pioggia vedo ombrelli rotti abbandonati qua e là come se il giorno prima ci fosse stata un'alluvione che avesse travolto e spazzato via i turisti. Tutto ciò' che resta dei loro corpi sono i resti di quelli che, il giorno prima, erano probabilmente ciò che "vu cumprà" o i cinesi offrivano in vista dell'evento.
Altra delizia poi è vedere, dopo una giornata di acqua particolarmente alta, deliziosi e strani "stivali" colorati che sembrano dei sacchetti dotati di suola in plastica. Chiamarli stivali è una chiara offesa agli stivali veri. Risulta chiaro che se dai una calzatura simile ad un turista questi riesce a percorrere si e no qualche centinaio di metri tra improperi e affanni. Arrivato a destinazione, dopo aver maledetto chi ha avuto l'idea di commercializzare simili ciofeche li scaraventa diligentemente in un angolo…e se ne va.
Chi ripulisce?
Solo loro che, muniti di scopa in saggina e paletta raccolgono tutto questo ben di Dio. Altri colleghi con carrello al seguito raccolgono i sacchetti e gli oggetti più' ingombranti. Li ho visti lavorare, con il sole, la pioggia, l'acqua alta che magicamente trasporta tutto ciò' che può' e raccogliere queste schifezze risulta praticamente impossibile o addirittura con la neve. Non li conosco per nome, li ho solo visti lavorare, tante e tante volte e sono sicuro che, senza di loro, la città apparirebbe nelle condizioni che ho purtroppo documentato in tanti miei posts contrassegnati con l'etichetta "Venezia (Immondizie)".

5 commenti:

Claudio ha detto...

Oscar,vedo che non riesci proprio a digerire il problema del conferimento dei rifiuti urbani a Venezia.
Ed hai perfettamente ragione.
Certo esiste una predisposizione di gran parte delle persone,in ogni città,a gettare ovunque, purchè fuori della propria casa,i propri rifiuti.
A Venezia la faccenda si fa ancora più seria,sia per le difficoltà intrinseche alla natura della città,sia in considerazione della spiccata vocazione turistica del luogo.
Occorre però che l'Amministrazione Comunale,anzichè arrovellarsi sulla modernizzazione dei "nizioeti"(sic!),metta a punto un più consono sistema di conferimento
della spazzatura,iniziando da un'opera di informazione e convincimento della cittadinanza per poi proseguire,ove necessario,con una decisa repressione delle trasgressioni.
Questa è la strada,certo impegnativa ma indispensabile,per eliminare le innegabili storture da te denunciate.
Detto questo,ho visto spesso in molte tue foto mattutine una pulizia pressochè perfetta di campi,calli e quant'altro:perciò onore agli operatori ecologici (una volta in maniera che mi sembrava più adatta e meno pomposa si definivano "netturbini"),che si guadagnano la pagnotta col sudore della fronte in condizioni certo non ideali.
Ciao.

Oscar ha detto...

Claudio: sono convinto che il conferimento e la raccolta differenziati siano un senso di responsabilità e civiltà. Sono altresì' convinto che quei sacchetti abbandonati a terra non siano uno spettacolo piacevole per nessuno. A Venezia le scuole e le facoltà universitarie alle quali assegnare il compito di disegnare un contenitore per i rifiuti che abbia un'estetica consona con la particolarità della città non mancano davvero. E allora perché non farlo?

stephanie dupont ha detto...

si questi angeli faticano non poco a venezia in qualsiasi momento del anno,oggi ero a venezia,e con l acqua alta gallegiavano..!!!
ciaooooo

VenetiaMicio ha detto...

Merci à eux !
Je sais que tu es bien placé pour voir tout le travail qu'ils font à l'heure où toi tu arrives !
Merci aux anges qui sont passés un jour pour toi !
baci

Oscar ha detto...

stephanie: l'acqua alta ostacola il lavoro di pulizia e crea grandi disagi in città. In occasioni come questa loro riescono a fare ben poco

VenetiaMicio: sai che arrivo presto in città e che questo mi consente di vedere se fanno un buon lavoro o meno.
Hai ragione questo è il minimo che posso fare.

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