28 mag 2013

Campanile San Marco

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A fine aprile si sono conclusi i lavori di consolidamento del campanile di San Marco. Ma perché sono stati eseguiti?
Si è deciso di intervenire per arrestare il fenomeno di fessurazione presente alla base del campanile, ancora in atto a cinquant’anni dalle prime misurazioni. I lavori sono consistiti nel rinforzo del basamento di fondazione mediante “cerchiatura” con barre di titanio, al fine di bloccare i cedimenti differenziati. La posa delle barre è avvenuta attraverso apposite camere sotterranee (che ne permetteranno anche la manutenzione) predisposte in corrispondenza dei quattro angoli del campanile. Sono state eseguite approfondite analisi sull’entità del problema e sullo stato delle strutture interessate per individuare le soluzione ottimale di intervento. E’ stato attivato un sistema di monitoraggi per controllare la tensione nelle barre di titanio e per analizzare gli effetti dell’intervento nel tempo.
Negli ultimi decenni, l’acqua alta in Piazza San Marco è diventata un evento consueto. Già con livelli molto bassi di marea, l’acqua comincia a salire intorno alla Basilica e via via che la marea sale, l’intera Piazza viene sommersa. Gli allagamenti sempre piu’ frequenti e intensi provocano il lento ma inesorabile degrado del patrimonio artistico ed architettonico e rappresentano un grave disagio per la popolazione e per le attività economiche.
Per la difesa di Piazza San Marco è stata messa a punto una strategia d’intervento in grado di contrastare le tre modalità con cui si verificano gli allagamenti: sormonto delle rive, risalita attraverso i tombini, filtrazione dal suolo. Gli interventi si integrano con il sistema Mose, le barriere mobili in corso di realizzazione alle bocche di porto della laguna, che consentirà la protezione definitiva dell’intero territorio lagunare dalle acque alte, anche in previsione di scenari pessimistici di innalzamento del mare.
La strategia di difesa consiste nel contrastare ciascuna delle tre modalità di allagamento senza alzare il livello della Piazza.
- Per contrastare l’allagamento per sormonto, gli interventi prevedono il consolidamento e il rialzo del molo sul bacino e della riva retrostante, senza modificare la quota della pavimentazione della Piazza;
- L’allagamento per risalita dai tombini e per filtrazione verrò contrastato con il risanamento del sottosuolo, la creazione di un nuovo sistema di smaltimento delle acque e il restauro della pavimentazione.
Per la realizzazione degli interventi è stato sottoscritto tra il Magistrato alle Acque di Venezia e la Procuratoria di San Marco allo scopo di garantire un’azione integrata tra le opere di difesa dalle acque alte di San Marco e quelle di consolidamento del campanile. L’accordo ha consenttito l’esecuzione coordinata e unitaria dei lavori e stabilito che vengano realizzati dal Consorzio Venezia Nuova, per conto del Magistrato alle Acque di Venezia, in stretto coordinamento con la Procuratoria di San Marco competente per il campanile. DSC 2313 w

La storia:
Il campanile risulta completato agli inizi del XII secolo. Le prime rappresentazioni del XV secolo mostrano la struttura nel complesso simile a quella attuale, che culminava nella cella campanaria su cui si impostava un’alta cuspide piramidale. Nel tempo esso subi’ numerosi restauri e parziali rifacimenti. Proprio all’inizio del XVI secolo avvenne un’importante ristrutturazione, eseguita sotto la direzione di Pietro Bon. In questa occasione, vennero completamente sistemate la cella campanaria e la cuspide piramidale, che era stata gravemente danneggiata da un fulmine nel 1489. Sulla sommità del campanile venne inoltre collocata una statua in legno rivestita di rame dell’Arcangelo Gabriele, posta su una piattaforma girevole a seconda della direzione del vento, che verrà in seguito sostituita con una nuova opera di Luigi Zandomeneghi. Il campanile raggiunse cosi’ l’altezza di 100 m. Tra il 1537 e il 1549, il lato est della base del campanile venne impreziosito con una loggetta realizzata da Jacopo Sansovino, caratterizzata da tre grandi arcate, completate da nicchie entro le quali vennero collocate le statue di Minerva, di Apollo, di Mercurio e della Pace anch’esse di Sansovino. Il progetto sansoviniano prevedeva che la loggetta proseguisse anche sugli altri tre lati del campanile al posto delle botteghe in legno adibite al commercio al minuto, che rimasero invece fino alla fine del XIX secolo. La loggetta fu parzialmente modificata nella seconda metà del ‘600 con l’aggiunta di un’ampia terrazza d’accesso. Nel ‘600 e nel ‘700 proseguirono numerosi interventi di manutenzione e di sistemazione del campanile. Nel 1745 un fulmine squarciò l’angolo nord-est e tre persone morirono travolte da pietre e calcinacci precipitati a terra. All’inizio del 1902, venne notata una fessura apertasi proprio sull’angolo nord-est del campanile, all’altezza della copertura della loggetta. La fessura si ampliò pericolosamente nel giro di pochi giorni, salendo in modo rapidissimo fino a raggiungere, il 13 luglio, la cella campanaria. La mattina seguente il campanile cedette crollando su sé stesso nella Piazza deserta, poichè sgomberata in previsione del peggio. Il crollo provocò anche la distruzione dell’angolo nord della libreria sansoviniana e della loggetta che venne poi ricostruita con i frammenti originari recuperati. Nel crollo andarono irrimediabilmente danneggiate anche quattro delle cinque campane e soltanto la cosiddetta “Marangona” rimase praticamente intatta. La ricostruzione del campanile venne deliberata la sera stessa del crollo dal Consiglio Comunale in seduta straordinaria. Il 25 aprile 1903 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra e il nuovo campanile venne inaugurato il 25 aprile 1912.

2 commenti:

Claudio ha detto...

Argomento interessante.
Immagine con taglio prospettico mozzafiato.
A presto.

stephanie dupont ha detto...

grazue per tutta questa storia,speriamo che i lavori risolvanno il problema...ciaoooo

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