03 apr 2013

Merletti in ferro battuto

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3 commenti:

Claudio ha detto...

Carissimo Oscar,la grata ornamentale da te ripresa consta di una placca circolare centrale con decori ad impronte radiali nella quale è stata rappresentata una ulteriore versione di un muso di leone(peraltro non particolarmente espressivo);tale elemento è distanziato mediante quattro piccole sfere da un incrocio di barre a sezione rettangolare terminanti in una cornice perimetrale di sesto sostanzialmente quadrato.
I vari campi interni creati dalle suddette intersezioni sono decorati con girali e racemi vegetali che si rifanno alle classiche foglie di acanto.
Il tutto è racchiuso in una ulteriore cornice lignea che verosimilmente appartiene all'anta di una porta.
Temo però che stavolta occorrerà fare un ritocchino al titolo del post.
La grata che ci proponi è infatti realizzata in ghisa,cui è stata applicata una laccatura di color grigio ferro che può indurre ad equivocare sulla natura del materiale;inoltre si tratta di una fusione(essendo la ghisa particolarmente adatta a questa tecnica)e non di una forgiatura a caldo (ferro battuto),che la ghisa non sopporterebbe a causa del tenore di carbonio relativamente alto,elemento che però riduce la tendenza alla sua ossidazione nelle parti non protette (vedi spigolo in alto a sn del manufatto,da non confondere con l'attigua cornice in legno).
Ancora due parole circa l'epoca del manufatto,che stimo verosimilmente ottocentesca,ed il commento è fatto.
Ciao.

Oscar ha detto...

Claudio: La grata in questione appartiene ad una porta. Il post è stato inserito nella sezione "Merletti in ferro battuto" in quanto i posts di questa serie vengono pubblicati con lo scopo di evidenziare qualsiasi tipo di grata ornamentale che adorna le porte e finestre di Venezia siano esse realizzate in ferro, ghisa o altri materiali (naturalmente il ferro battuto è quello maggiormente impiegato).
Hai ragione nel dire che il muso del leone non è particolarmente espressivo. Del resto la ghisa consente di ottenere grate molto pesanti e robuste ma non particolarmente definite nei dettagli.
Pubblico foto come queste in quanto sono convinto che siano una caratteristica tutta veneziana e questo, in particolare, non l'avevo mai visto prima in città.
Ciao

Claudio ha detto...

Oscar,ok naturalmente per la catalogazione che hai voluto dare al post,cosa che che peraltro è di tua esclusiva pertinenza.
Mi preme però sottolineare ancora una volta le differenze tra ghisa e ferro battuto.
Mentre il peso specifico dei due materiali è sostanzialmente identico,il ferro battuto è caratterizzato da una eccezionale robustezza;ciò è dovuto ai ripetuti riscaldamenti e martellature che compattano le molecole del ferro ed espellono le impurità in esso contenute:ne deriva un metallo robusto,plasmabile,superficialmenteduro per assorbimento di carbonio dal carbone stesso e pressochè inattaccabile dalla corrosione degli agenti atmosferici(questo non vale per i profilati moderni attualmente usati).
La ghisa,invece,più adatta per sua natura ad essere fusa(ma mai come il bronzo),è più dura in ogni sua parte rispetto al ferro dolce per la presenza diffusa del carbonio, ha una ossidabilità limitata,ma per contraltare presenta una scarsa resistenza agli urti (resilienza)che la rende fragile;se notate un manufatto metallico con una rottura netta potreste giurare che si tratta appunto di ghisa.
Altro non trascurabile particolare che determina il diverso pregio tra esemplari eseguiti in questi due material è rappresentato dal fatto che i manufatti in ghisa fusa possono essere velocemente e facilmente riprodotti in diversi esemplari avvalendosi degli stessi "stampi",mentre ogni esemplare in ferro battuto è un unicum e per replicarlo(e mai del tutto identico!)occorre forgia, incudine,martello,tanta lena,e ricominciare il lavoro daccapo!
Ciao,a presto.

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