04 mar 2013

Palazzo Loredan Vendramin Calergi

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Nel 1481 Andrea Loredan di Nicolò acquistò alcuni stabili a San Marcuola e affidò all'architetto Mario Codussi la costruzione del Palazzo che doveva manifestare l'onore imperituro della famiglia e della Patria. Il Codussi muore probabilmente quando la facciata era già stata iniziata (1504) e la direzione dei lavori viene affidata (non è certo) al figlio Domenico o ad un maestro appartenente alla famiglia Lombardo.
La facciata è stata realizzata in pietra calcarea e la struttura del piano terra risulta più' compatta rispetto a quella dei piani superiori nei quali il Codussi propone il tema del trittico centrale affiancato da un finestrone per lato. Le colonne sono scanalate al primo piano e lisce al secondo e sovrastate da capitelli corinzi. La parte superiore della facciata è impreziosita da rilievi di aquile, unicorni e scudi con le sei rose, simbolo dei Loredan.
Il grandioso atrio era decorato da affreschi del Giorgione che purtroppo sono andati interamente perduti.
Alla morte di Andrea il Palazzo passò in eredità ai nipoti che, nel 1581 lo vendettero al duca di Brunswick. Nel 1589 venne acquistato da Vettor Calergi che lo lasciò in eredità alla figlia Marina che sposò Vincenzo Grimani. Furono proprio questi ultimi che affidarono l'incarico a Vincenzo Scamozzi di ampliare il Palazzo. Venne così' realizzata la costruzione che si affaccia sul giardino. Nel 1658 il Consiglio dei Dieci ordinò l'abbattimento di questa che era definita "l'ala bianca" per punire i Grimani che qui avevano ucciso Francesco Querini Stampalia (fu poi ricostruita due anni dopo). Dopo vari avvicendamenti il Palazzo passò, nel 1738, a Nicolò Vendramin che, a causa di un impegno preso con i Grimani, aggiunse al suo cognome quello di Calergi. Nel 1844 fu acquistato dalla duchessa Maria Carolina du Berry e i suoi eredi affittarono una parte del Palazzo a Richard Wagner che qui mori' nel 1883. (le stanze in cui viveva il famoso musicista sono state adibite a museo che è visibile su richiesta). Il Palazzo venne infine acquistato dal conte Giuseppe Volpi di Misurata che, nel 1946, lo vendette al Comune di Venezia che lo trasformò in Casinò Municipale.DSC 6905 3w

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