15 mar 2013

Battaglio (Padova)

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10 commenti:

Claudio ha detto...

Padova è la città italiana dove nel XV e XVI sec.l'arte della fusione dei metalli toccò il suo apice,raggiungendo un livello qualitativo pari,forse,solo a Venezia. E' anche per questo,Oscar,che questi esemplari mi lasciano un pò perplesso.
Vediamo perchè.Ci troviamo di fronte a delle fusioni a mezzo tondo in ottone,non certo antiche,ma tutt'al più di "vecchia manifattura",come suol dirsi,e di gusto(non parliamo di stile!)tra il neorinascimentale ed il neobarocco,in voga nella seconda metà del sec.XIX,sino ai primi del '900.
Il mascherone che le ancora alla porta è una modesta replica della figura bronzea di ben altra levatura presente nel bel battaglio veneziano da te postato il 10 gennaio.
Le(presunte)parti mobili sono formate da due approssimativi leoni affrontati che stringono dei cartigli tra le zampe anteriori,e che poggiano le posteriori su dei motivi a girale.
Tra i cartigli appare in posizione centrale un ovale a cabochon recante una raffigurazione di tre vette(?),dalla centrale delle quali si erge una croce;sopra quest'ultima appare il monogramma SMP,presumibili iniziali del casato o acronimo relativo all'attività svolta nello stabile.
Completa i manufatti una testina d'uomo grottesca sormontata da una voluta che "dovrebbe" servire da impugnatura.
Le perplessità cui accennavo derivano non tanto dalla modesta anche se appariscente fattura dell'esemplare,ma soprattutto dal fatto che non riesco a determinare se sto osservando dei veri e propri battagli(una foto presa di fianco mi avrebbe forse aiutato),oppure un decoro fisso eseguito a solo scopo estetico in un'epoca nella quale con il primo avvento dell'elettricità la chiamata per percussione della porta andava perdendo la sua funzione principale.
Un indizioo che mi fa ritenere ciò è l'esame del punto di articolazione dell'ansa battente,che è ben visibile in primissimo piano nella prima fotografia:noto in esso la mancanza dei "giochi" di montaggio tra l'elemento centrale,fisso,e i due laterali,indispensabilmente mobili onde permettere la necessaria rotazione.
Forse tu Oscar,che hai analizzato i pezzi da vicino,potrai aggiungere qualcosa in merito.
Ciao a tutti.

Balello ha detto...

Interessante la considerazioni di Claudio, ma contengono delle inesattezze considerevoli.

Padova è la città dove si sviluppò il concetto di bronzo alla maniera rinascimentale. Fu la prima città, sotto il governo dei Principi Da Carrara a coniare medaglie commemorative bronzee alla romana e non a caso, verso la metà del XV, ospitò la prima grande fusione in bronzo dalla tardo-antichità nel grandioso monumento equestre a Erasmo da Narni, tutto diretto dal fiorentino Donatello e dall'equipe padovana di orafi e fabbri che lavorarono al gruppo dell'altare maggiore della basilica del Santo. Prese il via poi la produzione Andrea Briosco, Tiziano Aspetti e Bartolomeo Bellano, che oltre a lavorare nell'ambito della produzione sacra e commemorativa, inventarono il concetto di bronzetto da collezione che come oggetto d'arredamento approdò nei palazzi umanistici padovani e poi veneziani al seguito della passione per l'antico. Dalla secondo metà del '500 la produzione del bronzo si spostò a Venezia, dove era già giunta con il Verrocchio al lavoro sul monumento Colleoni.

Il battaglio in questione credo sia databile ai primi anni del '900 quando si restaurò l'antico palazzo "nuovo" del Sacro Monte di Pietà.

Claudio ha detto...

Ringrazio Balello per aver dato luogo ad un confronto d'opinioni che ritengo di norma auspicabile e costruttivo,se fondatamente motivato.
Sono solito scrivere circa argomentazioni di cui conosco la fondatezza,non lesinando di usare in casi dubbi,termini probabilistici e non assoluti.
Non riesco a scorgere nel mio commento delle inesattezze,tanto
meno considerevoli,in quanto il replicante ripercorre, confermandole,le mie considerazioni sia sul primario ruolo della città di Padova nella fusione dei metalli(sul quale argomento non mi sono dilungato avendolo trattato in precedenza e temendo di annoiare i miei lettori),sia sulla datazione dell'esemplare.
Gradisco invece l'indicazione del lettore,che evidentemente è a conoscenza del luogo,per cui l'acronimo SMP starebbe a significare Sacro Monte di Pietà.
Questo può chiarire un dubbio che io stesso mi ero posto e che,questo si,può giovare al mio commento.

Oscar ha detto...

Balello: noto, con molto piacere, che un padovano ha postato un commento riguardante il battaglio e mi auguro che continui a farlo nell'interesse mio, di Claudio e di tutti i lettori.
Ho fotografato i battagli in questione in quanto, pur essendo di recente realizzazione, appaiono essere una bella copia di una coppia di battagli esistenti a Venezia e dei quali, prima o dopo, vi proporrò le foto.
Quelli di Venezia, essendo molto piu' antichi, sono anche meno ben conservati. Almeno questa è stata la mia impressione dopo ogni sguardo approfondito (li vedo da anni).
Per quanto riguarda la città di Padova:
oltre ad essere la città del Santo, come tutti sanno, vanta molte testimonianze di un glorioso passato culturale ed artistico. E' una città che non mi stanchero' mai di visitare.

Belello ha detto...

Le inesattezze che ho riscontrato si limitavano alla cronologia proposta. Niente di che.

Se siete interessati alle opere bronzee -sconosciute- quattrocentesche a Padova, si vada alla chiesa dei Servi dove si trova il monumento Castro, dei Riccio (dove vi è pure il crocifisso ligneo di Donatello) oppure il monumento Roccabonella alla chiesa di San Francesco Grande. L'ultimo monumento rinascimentale del Riccio invece è al Santo, dedicato al Vescovo Trombetta, dove di bronzo è il solo busto del commemorato, uno delle prime fusioni del suo genere nella storia dell'arte veneta.

luci ha detto...

Logicamente andrai a Padova per seguire i consigli del signor Belello. Ci attendiamo quindi delle “scintille” tra Claudio e il signor Belello, sicuramente “scintille culturali”.
Dopo Padova mi piacerebbe una collaborazione tra te e Claudio per i pennoni portabandiera di Piazza San Marco.
………attento Bluoscar , Claudio si sta allargando, ….…parla già di “miei lettori”!!!!!!!!
Ovviamente scherzo!!!!!!!
Ciao Luci

Oscar ha detto...

luci: lo so che scherzi. Ti conosco troppo bene e so che sei una persona radiosa e simpatica. Ci tengo comunque a sottolineare che Claudio è una delle poche persone che cercano di apportare le sue conoscenze a vantaggio di tutti i lettori. Questo blog essendo pubblicato in rete e non confinato all'interno del mio Mac è aperto ai commenti di tutti, positivi e ... negativi. Caio Luci

Oscar ha detto...

Belello: conosco Padova e la sua ricca storia. Frequento piu' spesso Venezia perché è, per me, piu' facilmente raggiungibile e perché la considero un faro che nei secoli ha illuminato tutto il nostro territorio di terraferma. Non dimentico comunque che chi ha fondato questa città è partito dalla terraferma. Ciao

Claudio ha detto...

Luci:anche a me fa piacere che le nostre chiacchiere siano improntate, oltre che all'amore per Venezia,ad una simpatica ironia.
A proposito,naturalmente ti sto scrivendo perchè ho letto il tuo commento;ora anche tu parlando di me potrai definirmi come un...tuo lettore!
Ciao!

Balello ha detto...

Padova è Padova, Venezia è Venezia.

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