1 nov 2012

Fondamenta de l'Osmarin

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Quando percorro le Fondamenta de l'Osmarin, nel punto di confluenza tra il Rio de San Severo e il Rio de San Provolo, mi fermo sempre (in tutte le stagioni) ad ammirare questo edificio dipinto di giallo. Mi piace troppo questo terrazzo che si affaccia sul Rio. Verdissimo d'estate e coperto di foglie rosse in questo periodoDSC 2390 1w
E' mattina presto e piove. L'intonaco giallo, bagnato dalla pioggia, è oggi ancora piu' intensoDSC 2389 1wDSC 2387 1w

10 commenti:

stephanie ha detto...

ahhhh oui,j aime beaucoup se ptit coin moi aussi...come sempre le tue foto colgono quel qualcosa in piu...che bei quei colori veneziani...buona giornata...

Les Idées Heureuses ha detto...

On y "lit" les saisons: un lieu que je connais très bien, je loge à la calle della madonetta...un parcours journalier pour prendre la vaporetto per esempio!
Buona giornata
Martine de Sclos

Claudio ha detto...

Veramente suggestiva questa abitazione veneziana situata in una così amena e ariosa confluenza tra due rii.
Ma oltre alla felice posizione colpisce l'occhio l'attenta cura con cui i fortunati occupanti dell'alloggio hanno saputo abbellire la loro dimora,già impreziosita da una pregevole porta d'acqua con cancello in ferro battuto,di deliziosi particolari quali la tinteggiatura in tono pastello,i portafiori,in particolar modo quelli a balconcino,e di fioriere con piante di ciclamini.
La suggestione del luogo,come hai notato anche tu,Oscar, è in effetti valorizzata dai tipici colori autunnali del rampicante,una vite americana,che da verde vira in giallo,rosso e marrone.
Apprezzabile anche il terrazzino sul tetto(non credo si possa definire altana,come quella del fabbricato contiguo),prezioso d'estate e dal quale si dovrebbe godere di una vista davvero suggestiva.
Da notare anche i bei particolari architettonici,quali il comignolo "carpaccesco" tipicamente veneziano, il frontone triangolare,i decori sferici dei capitelli dei pilastri,le scantonature in pietra,la fascia marcapiano modanata geometricamente sugli spioventi del tetto.
Unica nota stonata,non nascondiamocelo,le piastre esterne dei tiranti di irrobustimento del fabbricato,realizzate in metallo lucido,in netto contrasto con le caratteristiche dell'immobile e non consone alla natura dei luoghi:un peccato veniale che poteva essere evitato piazzando elementi ovali di colore scuro, ma che da solo non inficia la bellezza dell'insieme.
Mi scuso se mi sono dilungato,ma le cose belle mi entusiasmano.
Grazie,Oscar,per aver colto queste immagini per noi lettori.
Un saluto,Claudio.

Oscar ha detto...

stephanie: Merci! A bientot

Les Idées Heureuses: les couleurs des saisons et des couleurs de Venise. Ciao!

Claudio: ieri sera, dopo aver sistemato le foto, ho fatto un po' di fatica a scrivere il commento al post. Leggendo il tuo...impallidisco. Non scusarti per esserti dilungato. Grazie! Ciao

VenetiaMicio ha detto...

Je trouve que c'est encore plus beau que d'habitude, les tons sont splendides. Comme l'automne va bien à Venise.
Baci
Danielle

Anonimo ha detto...

Le piastre tode e lucide in acciaio inox da 4cm di spessore sono estremamente costose. Non si tratta di peccato veniale. Il materiale è richiesto dalle sollecitazioni che l'edificio opera su piastre e tiranti, la forma dagli spazi a disposizione e dalla distribuzione delle tensioni. Per quanto riguarda il colore la scelta è dovuta a due ragioni: la verniciatura sull'acciaio sarebbe durata poco e x differenziare gli elementi metallici antichi ottocenteschi e/o precedenti (neri), puliti e risanati, da quelli di nuova introduzione.

Oscar ha detto...

Anonimo: mi fa piacere leggere il tuo commento. Le tue precisazioni ci sono utili a meglio comprendere il perché siano state utilizzate queste piastre. Ci devi perdonare ma i nostri occhi, davanti al bello, scrutano ogni particolare e vengono attirati da ciò' che, a prima vista, interpretano come una "stonatura". Grazie ancora

Anonimo ha detto...

Ringrazio per la gentile risposta. Ritengo che questo edificio sia estremamente suggestivo. A Venezia fortunatamente ce ne sono ancora moltissimi. Ogni volta che ci si trova ad intervenire su edifici in centro storico (a Ve e non), al di la da ciò che è richiesto dalle Soprintendenze ci si pone un dilemma: restauro o conservazione? L'occhio del visitatore vorrebbe sempre il restauro, che in sostanza avviene in cantieri come quello di Notre Dame de Paris, ossia i "pezzi" vengono riprodotti sempre uguali da secoli. In questo modo però ci si ritrova un edificio simile a quello originario ma completamente rifatto. Addirittura elementi di nuova introduzione in molti di questi cantieri non si distinguono dagli antichi. La conservazione, al contrario, impone di conservare l'esistente per preservarlo quanto più allungo nel tempo e di differenziare ciò che di nuovo viene introdotto. Purtroppo capita che per varie ragioni l'intervento possa risultare più o meno traumatico per i visitatori,si cerca sempre di evitarlo ma nn sempre è possibile. La linea guida comunque è quella di non creare falsi. In questo caso il vissuto dell'edificioha imposto interventi che hanno creato cicatrici sulla bella facciata di più di 400 anni ma si è ritenuto comunque opportuno nn nasconderle. In sostanza l'edificiliftin ma un'operazione "salvavita" che cerca di rispettarne la dignità

Anonimo ha detto...

l'edificiliftin: l'edificio non ha subito un lifting.
Scusate per la lungaggine.
Cordiali saluti

Oscar ha detto...

Anonimo: siamo noi a ringraziarti per le informazioni che ci hai fornito.
Nessuno mette in dubbio che l'edificio sia suggestivo e le foto volevano essere fonte di testimonianza esattamente di questo.
Mi auguro di leggere ancora tuoi commenti.
Grazie ancora

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