14 ott 2012

Carlo Scarpa. Venini 1932-1947

Carlo Scarpa 00a

Fino al 29 novembre è aperta alla Fondazione Giorgio Cini sull'Isola di S.Giorgio Maggiore la mostra: Carlo Scarpa. Venini 1932-1947.
Orario: 10,00 - 19,00 (chiuso il mercoledì') - Ingresso libero.
Io l'ho visitata oggi e consiglio a tutti di vederla. L'esposizione rappresenta un'occasione unica per ammirare più' di 300 opere che illustranio il percorso creativo di Carlo Scarpa negli anni in cui operò per la vetreria Venini come Direttore ArtisticoCarlo Scarpa 02

Ho dato un'occhiata all'interessante guida realizzata per l'evento e nelle prime pagine ho letto questa frase che mi ha molto colpito:
“Maestro è colui che esprime delle cose che altri possono capire”
In questa definizione, che Carlo Scarpa utilizzò in occasione di una conferenza tenuta a Vienna il 16 novembre 1976, si ritrova l’essenza della sua storia artistica in Venini. L’esigenza di ricerca e di rinnovamento, unita alla profonda nostalgia delle tecniche artigianali, è all’origine della magia delle opere di questo impareggiabile conoscitore dei segreti del vetro, che anche alla “conoscenza di formule, di miscelature e riscaldamento e all’abilità di giudicare a occhio, al tatto la condizione dei materiali deve la sua grande maestria.
Ancora oggi chi fa parte del mondo Venini, il collezionista o il semplice visitatore, è sedotto dal fascino etereo dei vetri di Carlo Scarpa che nella loro materia plasmata, trasformata, concedono alla forma e al colore un senso di immortalità. Nelle sue opere la memoria si ravviva di giorno in giorno nella comprensione sempre piu’ profonda di uno stile raffinato e senza tempo. La mostra “Carlo Scarpa. Venini 1932 – 1947”, promossa dalla Fondazione Cini e da Pentagram Stiftung, si pone come scopo la valorizzazione di tale memoria. Il commento è di Giancarlo Chimento - Presidente di Venini Spa Carlo Scarpa 03

L’attività di Carlo Scarpa alla Venini si sviluppa dal 1932 al 1947, un lungo periodo durante il quale egli partecipa attivamente alla vita della fornace ideando numerosi vetri poi realizzati con diversi tessuti vitrei. Per ricostruire il lavoro di Scarpa per la Venini ci si è basati, fino ad oggi, prevalentemente sulla documentazione fotografica delle grandi manifestazioni di arte decorativa, come la Biennale di Venezia e la Triennale di Milano, ma soprattutto sul catalogo di vendita Venini, realizzato negli anni Quaranta e noto come Catalogo Blu.
Il rinvenimento del materiale documentario dell’archivio storico Venini - dato per disperso nel 1972 e ora finalmente messo a disposizione dall’attuale proprietà - ha permesso una verifica puntuale sui singoli oggetti attribuiti a Scarpa, cosi’ da illustrare in modo esaustivo gli anni della collaborazione dell’architetto veneziano con Paolo Venini.
Nel fondo sono infatti presenti numerose foto di repertorio, talvolta con interessanti note a margine o sul retro, ed una serie di disegni e studi autografi di Scarpa. Vi è inoltre una raccolta pressochè completa dei disegni di fornace, la maggior parte databile agli anni Trenta e Quaranta.
Diversi disegni di fornace, eseguiti in scala 1:1, recano annotazioni riguardanti i colori da impiegare e alcuni dettagli che hanno permesso di comprendere meglio la tecnica di esecuzione dei vetri. Altre note a margine, come appunti e numeri, hanno consentito di individuare gruppi “omogenei” di oggetti che dovevano essere realizzati con lo stesso tessuto vitreo o che furono ideati nello stesso periodo o che furono esposti alla medesima mostra.
L’insieme dei documenti ha portato a comprendere meglio la successione cronologica dei vetri e a colmare le lacune presenti nel catalogo Blu, che pur riportando la maggior parte dei modelli prodotti dalla Venini, è sostanzialmente una selezione di questi. Il ritrovamento di una copia del quaderno di fabbrica (quaderno nero, dal colore della sua copertina) è stato fondamentale per ampliare la panoramica sulla produzione Venini dagli anni Venti gli anni Cinquanta.
L’analisi di questo quaderno è stata utile per chiarire questioni riguardanti la paternità degli oggetti e l’epoca di entrata in produzione degli stessi.
Lo studio e la verifica incrociata delle diverse fonti documentarie (foto, cataloghi, disegni di fornace) e il confronto di queste con gli oggetti reali, messi a disposizione da musei e da collezionisti, ha consentito la ricostruzione di un catalogo ragionato dei vetri disegnati da Scarpa, di cui un’ampia rassegna viene proposta in mostra.
I vetri sono stati raggruppati per tipologia secondo i vari tipi di materia e tecnica impiegate per la loro realizzazione e vengono presentati secondo un criterio cronologico, evidenziando la datazione di ogni singolo modello.
Per offrire un panorama piu’ ampio, ed inedito, sull’attività dell’architetto veneziano alla Venini, l’esposizione documenta anche alcuni lavori a carattere decorativo come il progetto per una grande statua in vetro raffigurante una danzatrice e una piccola serie di animali. Il settore dell’illuminazione riguardante le grandi commesse pubbliche e private è stato oggetto di un saggio presente in catalogo mentre al tema dell’illuminazione di “serie” sarà dedicata prossimamente una specifica mostra, come avverrà inoltre per gli oggetti d’uso realizzati dalla vetreria muranese.
Marini Barovier

Carlo Scarpa 02aCarlo Scarpa 04Carlo Scarpa 05Carlo Scarpa 23Carlo Scarpa 22Cronologia
1932
Dopo la conclusione del suo rapporto di lavoro con la vetreria M.V.M Cappellin e C., avviato nel 1926 e conclusosi per il fallimento di quest’ultima, avvenuto nel gennaio del 1932, da quest’anno Carlo Scarpa inizia la sua collaborazione con la Venini. Tra i suoi primi vetri vi è la serie a bollicine, di cui alcuni esempi vennero esposti alla XVIII Biennale di Venezia insieme ai modelli ideati da Tomaso Buzzi per la stessa vetreria
1934
Carlo Scarpa sostituisce Tomaso Buzzi nella direzione artistica, e alla XIX Biennale di Venezia presenta i pesanti vetri sommersi, dalle straordinarie colorazioni con strati interni a fitte bollicine e applicazioni di foglia d’oro, talvolta mossi da costolature. Espone inoltre una serie di leggeri soffiati dalle forme semplici realizzati con l’antica tecnica della mezza filigrana.
1936
Alla XX Biennale di Venezia e alla VI Triennale di Milano, mostra quest’ultima dove Scarpa figura anche come allestitore, vengono esposti nuovi sommersi e nuovi vetri a mezza filigrana nella variante ondulata e in quella variegata. La produzione disegnata dall’architetto spazia inoltre dai raffinatissimi lattimi, ai delicati soffiati leggeri, ai pesanti vetri corrosi, di grosso spessore dalla caratteristica superficie scabra. Alla collaborazione con Paolo Venini si deve invece la piccola serie delle murrine romane.
1937
Scarpa disegna una serie di cornici in cristallo e filigrana, e a murrine romane. All’esposizione Universale di Parigi espone una piccola serie di vetri a puntini.
1938
Viene disegnata una nuova serie di corrosi, che sono decorati da rilievi. Alla XXI Biennale di Venezia figurano diversi vetri dall’aspetto sobrio e raffinato che comprendono anche oggetti d’uso. Nella vetrina Venini sono distinguibili i vetri a puntini, i bicolori a incalmo, i vasi e le coppe a cerchi, a fasce, i variegati zigrinati, i martellati e i rigati. Non viene esposta la piccola serie dei vetri a strisce presente in catalogo nello stesso anno.
1940
Ampia è la rassegna e la varietà dei vetri presentati da Carlo Scarpa alla XXII Biennale di Venezia e alla VII Triennale di Milano. Alle due manifestazioni la Venini espone oggetti di grandissima qualità in sale personali allestite dallo stesso architetto. I vetri sono realizzati con tecniche tanto raffinate quanto complesse, tanto che alcuni oggetti a causa della loro difficoltà esecutive possono considerarsi pezzi unici. Vi sono, ad esempio, i granulari, i laccati neri e rossi, gli incisi a motivi astratti e a motivi figurativi eseguiti in genere dall’eccellente molatore Eliseo Piano. Si videro anche le murrine opache leggermente velate, le murrine trasparenti, i velati, gli iridati, ma anche i vetri battuti, cinesi e tessuti destinati ad avere grande fortuna.
1942
Nonostante l’inasprirsi del conflitto bellico la XXIII Biennale di Venezia, alla quale Scarpa partecipa per l’ultima volta come progettista di vetri, vede la Venini presentarsi con i coloratissimi vetri ideati dall’architetto. Oltre a nuovi vasi incisi, vengono esposte le serie dei vetri a fili, a fasce, i vetri variegati e gli straordinari vasi a pennellate dalle accese cromie. Per i singolari decori astratti si distinguono anche i piatti a macchie, mentre la serie delle conchiglie viene caratterizzata con tonalità tenui associate ad una forte iridazione. A questo periodo, inoltre, si possono datare le ricerche sulla materia che portano alla serie dei vetri a filo continuo.
1943
Con un progetto di Scarpa, la Venini vince il concorso indetto dall’Università degli Studi di Padova per l’esecuzione di un grandioso centrotavola. Come richiesto dal bando il centrotavola si compone di una serie di animali che simboleggiano le varie facoltà
1947
Si conclude l’esperienza muranese di Scarpa alla Venini, della quale l’architetto si avvarrà nel 1961 per la realizzazione di un grande lampadario a poliedri all’Expo Italia 61 di Torino. Nel 1967 la vetreria eseguirà una vetrata disegnata da Scarpa con Mario de Luigi per il Padiglione Italia all’Esposizione mondiale di Montreal. Carlo Scarpa 21

Carlo Scarpa 21a

4 commenti:

Les Idées Heureuses ha detto...

Merveilleuse expo, j'avais fait un papier sur celle-ci dans le blog, je suis restée scotchée devant certains vases surtout celui qui avait des impressions en forme de lèvres. Je n'ai pas pu prendre le superbe catalogue, trop volumineux pour la valise déjà en surcharge pour le retour!!!!
Belle journée
Martine de Sclos

Oscar ha detto...

Les Idées Heureuses : Une belle exposition qui rend hommage à Carlo Scarpa et des maîtres artisans de Venini. Le guide est très lourd, vous avez raison. Ciao Martine

maryk ha detto...

Thank you for posting about this. I'll definitely visit in November.

Oscar ha detto...

maryk: you are welcome. I'm sure you will enjoy it. Ciao

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