25 set 2012

VIVAVENEZIA

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Parecchi anni fa, terminata la mia visita ad un museo veneziano entrai nel bookshop per dare un'occhiata ai libri in vendita. Mi ricordo che, tra le tante copertine, mi colpi' quella del libro "VIVAVENEZIA". Iniziai a sfogliarlo e pensai subito che poteva essere un bel regalo per mia figlia, ancora adolescente. Le regalai il libro e, insieme a lei, iniziai a leggerlo più' approfonditamente. VIVAVENEZIA (Edizioni Elzeviro) è ormai arrivato alla 6a edizione (la copia che ho acquistato io era solo la seconda) ed è stato tradotto anche in inglese, francese, spagnolo e tedesco.
Di facile lettura e riccamente illustrato VIVAVENEZIA è una guida sulla città lagunare che attraverso i miti, le leggende, le tradizioni popolari, i suoi personaggi più' illustri e gli eventi che l'hanno resa famosa vi svelerà questa città "rubata al mare" e che dal mare ha tratto l'energia per diventare un simbolo di intramontabile bellezza 02w03w

Recentemente ho avuto la fortuna di incontrare Paola Zoffoli autrice del libro.
Paola è una scrittrice che vive a Venezia. Laureata in Lingue Straniere, ha lavorato per molti anni nel settore turistico. Ha da poco pubblicato la nuova guida VENEZIA INSOLITA E SEGRETA, tradotta in varie lingue (Medaglia d'oro dell'INDEPENDENT PUBLISHER BOOK AWARDS 2011 come migliore guida di viaggio per gli Stati Uniti nell'anno 2011 - Terzo Premio nella Categoria Guide alla FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO TOURMAP DI PRAGA 2011). Esperta di Giacomo Casanova, è stata intervistata dalla BBC in un programma sul celebre cittadino veneziano.
Capelli ricci, occhi vispi e sorriso cordiale, tranquilla ma nello stesso tempo piena di energia, simpatica. Paola è, come direi io, una cara persona. Al momento sta lavorando alla collana per bambini 7 AMICI PER 7 MESTIERI (Edizioni StudioLT2), 7 libri sui tradizionali mestieri veneziani ancora attivi. TOBIA IL GONDOLIERE e MILO LO SQUERARIOL sono appena stati pubblicati, NINA L'IMPIRAPERLE uscirà sul mercato in autunno 2012; faranno seguito gli altri 4 titoli nel 2013-14.
I suoi prossimi progetti editoriali sono 2 libri pop-up con il Paper Engineer Dario Cestaro: I TESORI DI VENEZIA (Marsilio Edizioni) e MERAVIGLIE D'ITALIA (Giunti-Touring) previsti in uscita per l'inverno 2012. Paola

9 commenti:

ytaba36 ha detto...

They look like suitable books for many ages! I have a well worn copy of Secret Venice, which Paola Zoffoli co-authored with Thomas Jonglez. It's full of good 'secrets'.

Ciao! Yvonne

Oscar ha detto...

ytaba36: if your copy is worn it means that you has used it a lot! The title of this book, in Italian, is "Venezia insolita e segreta" (you can see it's cover at the end of the post). I met Paola Zoffoli last week. That's the reason why I wrote this post. Ciao Yvonne

Les Idées Heureuses ha detto...

En français dans la bibliothèque...je vais le prendre au prochain voyage en italien!!!!
Martine de Sclos

Oscar ha detto...

Les Idées Heureuses: dans le livre, vous trouverez nombreux aspects intéressants et insolites de la ville. Ciao Martine

Anonimo ha detto...

La rosa di Murano (2010) Al sig. Innocenti

In bellezza corro giù, questa lascio con piè veloce.
Navalestro, in gondoletta! Fate presto: ho fretta.
A luna di Venezia, Ah! stasera, nulla si vieta:
scocco il volo da Lucrezia, Colombina che mi allieta.
Non ancora sa la cosa che damasca quel giardino,
la regina più graziosa che abbia visto da vicino.
Ogni volta che la penso, che alato sentimento:
che bocciolo sia l'intento, suscitandomelo intenso!
Dacché ne vidi il bel viso ad un convito di buon doge,
non son pago di un sorriso, ma, altrove, la Gran Croce...
Per la sola i mie’ sospiri! Non v'è perla che più miri,
che ti intenerisca core, che t'ispiri tanto amore.
Come scorgi gli occhi bisi di ventaglio veneziano
scopri dolci paradisi cui si sposa baciamano.
Ondeché in canaletto si sviolini serenata
piccione viaggiatore già precede l'ambascia del mio
parigrado al maggior musico di corte: cose belle!

Anonimo ha detto...


Ve' che gioiel vedrà allora, d'un fulgor che innamora
negli accenti di un Adagio sì sublime come bacio!
Lo voglia il ciel che mi dica di sì, nel vivo stupore
a drappi d'Oriente: codesto anel non aspetta che un sì.
Alla vicina lumiera, lo riavvolgo per benino
nel casto fazzolettino che le cadde quella sera.
Mentre indiavolato rema, a un solo pensier me trema:
che in seno al caro mio ben vi alberghi ben altro bene:
non corrisposto, gran mestizia fascerebbe lo spirto
mio, come nebbia il sole. Ma la so tuttora nubile:
perciò m'è dato di sperar, e ciò mi distempra gelo.
La laguna negli argenti specchia luci quasi al largo;
al rintocco sottovento, ecco i marmi di San Marco:
lì s’innalza vecchio faro che barbaglia fascio chiaro
verso quel mar, tutto seta, ove incedono le stelle.
Non conosco poggi o monti tanto cari per figura
come quelli d’Italia; Ah, quante notti sognai l'oro
che ne infiora la Natura dalle cime tra' vapori
a ben fertile pianoro! Nella gloria di Signori,
ogni palazzo che sorge su quest'acque di smeraldo
par tessuto in un arazzo azzurro; alla via per Rialto,
allorché ’na gran chiesa ammantasi di splendor, soave,
si ode il bel canto di coro che, lodando nostro Signor,
sembra angelicare l'ora, serenissimo sussurro.

Anonimo ha detto...

Cosa certo, da spavento, le bombarde mo' risento...
A Lepanto, che tamburi! Si rugghiò a pugni duri;
al vogar a perdifiato contro più legni cozzato:
e ad ogni cozzo bombivano galee, mentre bandiere
verdi ci vomitavan addosso il lor amaro fiele.
Se ne uccisi? Se bocconi o al tappeto io ne misi?
Ottomani col coltello ricevettero gli onori:
al quadrato degli orrori fu serrato chiavistello.
Alle ondate barbaresche rosseggiavano le schiume,
disorientate soldatesche vi persero anco il lume!
Barbarigo per ria sorte vi fu colpito a morte.
Ma la vittoria arrise ai forti. Non scordo tanti morti.
Deh, rifuggiamo dolor cocenti: che tale fior di bello
rossore non mi caschi e, tra lamenti, sogno si spezzi!
Ma mi par d’intravveder la Contarini mia tra la gente,
angelo biondo dall'acconcio crine, negli usati vezzi
di raccoglierlo in alto a guisa di tanti bei cornetti.
Fermo gondolier solerte. La osservo attentamente
rincasar. Ei fa l’affiancata. M’aggiusto gran cappello.

Anonimo ha detto...

Sceso, ne contemplo il balcone. Avvolto nel mantello,
giro i tacchi e, nel tintinnìo di speroni, sospirando me
torna a bordo. Serata eletta, questa – mi dico -:
“Vita o morte” mio motto, tra poco scateneremo
un’offensiva a muraglie d'orgoglio: questo, l’inganno
dolce di Eros? Poiché l’Amore Vero è gran mistero
di un bello sanza fine, sì altero, croce, delizia al cor,
quasi desisto, ma, com'è vero che è me dei Moro,
così agirò. Deciso, non desisterò anche irriso?
“Eco la note ke, al ciàr di luna, corte di stele
aduna, ma come li oci di Voi ciò, no le xe bele!
Vaga Lucretia, perla di Venetia, di Adriatico
cuna...” - Ma che melodia quest’una? Ed ecco fendere
l'acque un saluto amico: ’na chitarra, un flatuccio
e do ribeche fa l'inchino, ma il piacer è tutto mio,
e mi auguro che un bel sorrisetto via via si rifletta
sul quieto specchio di tale concertante gondoletta:
“Ecco la notte, il chiar di luna e... magica laguna!
Vaga Lucrezia, perla di Venezia, ecco la notte
che chiare stelle aduna ad una ad una, ma come i cigli
bisi di Voi non sono tanto belle! Se dirlo col cuor
significa amor, ecco ’na cosa che a gioia si sposa!
V’è rosa e rosa d’amor, se cambia color vi cangia
odore; siffatta l'ho tinta nel cuor, e di rubino
color ’sto fiore. Vaga Lucrezia, perla di Venezia,
ecco ciò in segno d'amor; invero, prodigio del cuor
di natura non vile, ma quanto Voi giammai gentile!”.
Tenorile voce morente nell'aere, mi appare:
e coglie l'attimo al volo e coglie fior sanza duolo.
Nel sapermi ancora vivo, piange e nel contempo ride.
Sì: piacevolmente sorpresa, Lucrezia piange e ride!

[Una tantum note d'autore ai propri esadecasillabi: 1. Navalestro: rematore (D'Annunzio); 2. Gran Croce: vela quadra crociata, nave da guerra; 3. Bisi: occhi verdini, in dial. veneto; 4. Do ribeche: due viole; 5. Vaga L.: da leggersi Bella L. ; 6. L. piange, ché a Venezia ricevere, allora, una rosa significava che l’amato era morto in battaglia; 7. Al cantore propongo una vocalizzata scala misolidia: i=fa, é=mi, è=re, a=do, ò=si, ό=la, u=sol].

F.M.G. nato a TV, residente a PG

Blu Oscar ha detto...

F.M.G. ho letto il tuo lungo "commento" domenica scorsa ma riesco a risponderti solo adesso. Ti ringrazio per l'apporto poetico. Meglio se aggiungi qualche spiegazione in più almeno...per un ignorante come me

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