29 set 2012

Merletti in ferro battuto

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5 commenti:

Claudio ha detto...

Oscar,queste splendide grate rappresentano forse il "non plus ultra" dei manufatti che sinora ci hai mostrato per la serie "Merletti di ferro battuto".
I fitti arabeschi che le compongono possono sembrare a prima vista un insieme di elementi modulari tutti uguali tra loro,ma osservando meglio
ci accorgiamo della presenza,specie nelle "roste"(le lunette semicircolari superiori),di un certo numero di elementi tra loro diversi per forma e dimensione.
Anticamente le unioni tra elementi di ferro battuto venivano realizzati sostanzialmente in quattro modi:
- la bollitura,usata particolarmente per unire pezzi di spessore simile od uguale(ad esempio per "chiudere" un anello forgiato in ferro):si praticava portando al calor bianco i materiali da unire e continuando a riscaldare sinchè il metallo non emetteva scintille,segno di un primo inizio di fusione;a tal punto le due parti a contatto o sovrapposte,con interposizione di borace(disossidante), venivano fortemente e ripetutamente martellate realizzando una compenetrazione dei materiali tale da renderli un tutt'uno.
- la brasatura,indicata nell'unione di elementi di spessore molto diverso( vedi,ad esempio il sottile ornato perimetrale unito al massiccio corpo del batacchio in ferro recente oggetto di questo blog):ottenuta con l'ausilio di un materiale d'apporto(spesso il rame) avente un più basso punto di fusione.
- la chiodatura: si eseguiva forando i pezzi da unire e infilandovi un chiodo con testa arroventato;l'estremità fuoriuscente dai fori veniva subito ribadita realizzando il serraggio dei pezzi,favorito dal ritiro che subiva il chiodo raffreddandosi.
-la fascettatura:erano approntati appositi elementi ad "U" di adeguata lunghezza che venivano posti a cavallo degli spessori da unire o in essi infilati; le estremità venivano ripiegate(sempre verso l'interno del manufatto).Questo procedimento veniva eseguito a caldo per i grossi spessori,a freddo per i più sottili.
E proprio con una laboriosa fascettatura,probabilmente a caldo, sono state assemblate le grate oggetto di questo post.
Notiamo le numerose feritoie che debbono essere state eseguite a caldo mediante scalpello,necessarie per fissare gli elementi decorativi alla struttura portante in spesso massello.
Concludendo possiamo affermare che i manufatti in questione rappresentano un valido esempio,forse irripetibile ai nostri giorni,dell'ingegno e dell'operosità di valenti artigiani che purtroppo restano quasi sempre anonimi.
Ciao Oscar,al prossimo "ferro".Claudio.

Oscar ha detto...

Claudio: la mia ignoranza in materia non mi permette di controbattere in alcun modo. Mi auguro comunque che la tua passione e conoscenza di tali opere possa andare a beneficio di tutti i lettori ed invito chi avesse le tue stesse competenze in materia a replicare.
P.S. Hai scritto "possiamo affermare che i manufatti in questione rappresentano un valido esempio,forse irripetibile ai nostri giorni,dell'ingegno e dell'operosità di valenti artigiani"...quelli fotografati sono i "merletti in ferro battuto" che adornano la Scuola Dalmata dei Santi Giorgio e Trifone. Meglio nota come Scuola Dalmata o Scuola di S.Giorgio degli Schiavoni.
Non so se lo hai capito, ma amo davvero molto la storia delle Scuole veneziane e, visto che di questa in particolare non avevo mai parlato prima (anche se l'ho visitata piu' volte) questi "merletti" mi servivano di pretesto per darvi alcune informazioni su di essa. Per il momento posso solo invitare tutti a visitarla. Ciao e grazie

Claudio ha detto...

Oscar,ora che mi riveli l'ubicazione delle splendide grate in ferro battuto,sono andato a cercare in rete notizie sulla Scuola,sperando di poter far uscire dall'anonimato l'esecutore di questi lavori(probabilmente realizzati su disegno dello stesso De Zan,che all'inizio del sec.XVI eresse la facciata sansoviniana,ma eseguiti materialmente da chi?).
Nulla da fare,naturalmente;ho trovato notizie su celebri tele del Carpaccio(tanto di cappello),e poco altro.E' per questo che ritengo valido il nostro sforzo volto a sottolineare l'importanza delle arti minori che,certo secondarie a quelle con la A maiuscola,possono però con esse coesistere con pieno diritto e pari dignità.
E quindi avanti con il fotografare e l'illustrare battagli,maniglie,grate,vere da pozzo,fontane,ecc.,e quanti altri elementi adempiono(o adempivano) in una città come Venezia,ad un duplice scopo pratico e decorativo;invito anch'io chi volesse condividere questo scambio di informazioni o anche solo di emozioni a partecipare tramite i commenti ai post.A presto,Claudio.

Elio ha detto...

Ciao Oscar, per le grate in ferro battuto che ho fatto fare qui da me ho dovuto accontentarmi di grate con volute più semplici e per fortuna ho trovato un bravo artigiano che ha saputo accontentare i miei desiderata. Prendo nota anch'io del recapito che hai segnalato e ti ringrazio ancora una volta per i tuoi post sempre ben impostati, foto e testi. Buonanotte.

Oscar ha detto...

Claudio: penso che "minore" sia solo un termine inventato da qualcuno per definire una parte dell'Arte. L'Arte è tale e basta. Purtroppo il genere umano annota i nomi altisonanti e trascura quelli di chi comunque contribuisce a rendere grande un'opera. Per questo penso sia abbastanza difficile arrivare al nome dell'artigiano che le ha realizzate. Possiedo un libro dedicato alla Scuola. Ho provato a dare un'occhiata, ma niente. Posso provare ad indagare contattando chi ne sa piu' di me. Ti faccio sapere. Ciao

Elio: so che gli artigiani francesi sono molto bravi. La tua casa avrà sicuramente delle bellissime grate. Ciao Elio

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