06 giu 2012

Santuario della Madonna dell'Angelo (Caorle - Venezia)

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La leggenda narra che alcuni pescatori appena usciti per la pesca quotidiana, scorsero al largo il simulacro della Vergine, galleggiante su un blocco di marmo, e, gettate le reti, lo trascinarono sulla spiaggia di levante (un tempo porticciolo principale del paese). Tra la grande folla accorsa sul posto, si racconta che nessuno fu in grado di trasportare la statua nella vicina chiesa dedicata all'arcangelo San Michele, anch'esso protettore di Caorle (tant'è che l'angelo ricorre anche nello stemma della città); fu allora idea del vescovo assegnare questo compito a dei fanciulli, che per la loro innocenza erano ritenuti degni di trasportare la veneranda immagine. Fu così che i fanciulli riuscirono a sollevare il simulacro e a trasportarlo nella chiesa vicina, e da quel momento la Vergine (nota come Madonna dell'Angelo) fu àncora sicura di salvezza per la popolazione e per i navigantiDSC 6036
La chiesa preesistente dedicata a San Michele Arcangelo doveva essere a pianta basilicale, a tre navate di cui una però (quella soggetta alle intemperie del mare) costantemente danneggiata. Solo nel XVIII secolo, sotto il governo pastorale dei vescovi Francesco Antonio Boscaroli e soprattutto di Francesco Trevisan Suarez (sepolto ai piedi del coro), fu ricostruito il tempio, dandogli la forma architettonica che conserva anche oggi. La chiesa, benedetta l'8 agosto 1751, si presenta con una sola navata e due piccole cappelle laterali; in quella sinistra è posto un altare ed una tela dedicati a San Pio X, papa e patriarca di Venezia, legato alle tradizioni mariane dei caorlotti; a destra, sopra un basamento marmoreo recante iscrizioni, è posto il Pozzetto, ovvero il basamento di pietra che, secondo la tradizione, avrebbe trasportato galleggiando sul mare il simulacro della Vergine. L'altare maggiore è di provenienza del Duomo (costituiva l'altare del Santissimo Sacramento fino ai restauri che riportarono il Duomo al suo antico splendore romanico); sopra il tabernacolo è posta la statua della Madonna dell'Angelo, oggetto di grande e pietosa devozione, come testimonia il gran numero di ex-voto affissi alla parete del coro. Il simulacro odierno non è quello che la tradizione vuole trasportato dal mare; il 31 gennaio 1923, ignoti ladri, nell'intento di trafugare tutti i gioielli e gli ex-voto, rovesciarono forse inavvertitamente una candela votiva, che presto incendiò il simulacro. Pochi anni dopo alcuni scultori della Val Gardena realizzarono una nuova statua (quella attuale), che venne benedetta nella Chiesa della Madonna della Salute a Venezia e trasportata via mare a Caorle, coperta da reti, per rievocare il prodigioso ritrovamento della leg- genda. Una volta a Caorle lo stesso patriarca di Venezia, il Servo di Dio Pietro La Fontaine, dedicò alla Madonna dell'Angelo una stupenda poesia. Sopra la struttura dell'altare barocco si trova il bassorilievoraffigurante l'arcangelo Michele, opera dello scultore Andrea dell'Aquila. Sulla volta affrescata del coro si possono scorgere alcuni quadri raffiguranti quattro titoli della Vergine delle litanie lauretane, mentre per il resto della navata un grande affresco rappresenta il ritrovamento dell'antico simulacro, secondo la tradizione DSC 6057
Il campanile è romanico, sormontato da una cuspide piramidale a base ottagonale di aggiunta posteriore; sul lato fronte mare è posto un faro, da sempre punto di riferimento per i naviganti un tempo (quando la spiaggia adiacente alla chiesa era adibita a porto) sia oggi.DSC 6043DSC 6044DSC 6041DSC 6052DSC 6051DSC 6192


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