26 gen 2012

Barovier&Toso

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Un'origine antica : Tutto succede in un'isola, luogo dell'esotico e dello stupefacente come ogni isola: Murano. In un atto del 982 si parla di un certo Domenico "fiolario" cioè vetraio di Murano e in quest'isola si trasferiscono le fornaci da Venezia nel 1291, per paura del fuoco, per conservare le alchimie e i segreti del vetro lontano da concorrenti e per confinare gli artisti vetrai in una sorta di ghetto. Murano: la prima "zona industriale del mondo"! Il più antico rappresentante della famiglia di cui si abbia notizia è Jacobello (1295 ca.) e circa due secoli dopo il grande maestro Angelo lascerà segni indimenticabili nella storia del Rinascimento. Angelo Barovier inventa, infatti, verso il 1450, il "vetro cristallino" o cristallo: un soffio tutto chiarezza, trasparenza in perfetto stile rinascimentale. Sempre nel 1450 si può datare la "coppa nuziale Barovier" nel bel vetro blu a smalti e decorazioni aurate, ora al museo di Murano, forse l'oggetto più prezioso, certo il più famoso tra i capolavori vetrari del Rinascimento.
Angelo è il rappresentante più noto e più celebre della famiglia: non solo maestro vetraio ma anche artista e scienziato: un vero uomo del Rinascimento. Verso il 1455 riesce così ad ottenere dalla Repubblica Veneta un "privilegio", ossia quello che chiameremmo oggi un "brevetto industriale", grazie all'invenzione di un vetro terso e trasparente, lucente e "pulito", al quale darà il nome di "vetro cristallino" o "cristallo veneziano". Anche se non si conoscono opere firmate da Angelo Barovier, la critica contemporanea tende ad attribuirgli la celebre "coppa nuziale" del Museo Vetrario di Murano, la "coppa degli uccelli" di quello di Trento" e il "calice" in vetro azzurro del Museo Civico di Bologna. Ad Angelo Barovier viene anche attribuita un'altra invenzione: la bellissima pasta vitrea variegata detta "calcedonio". Su di lui troviamo un documento del 19 ottobre 1459 che lo descrive come "prestantissimo nell'arte vitrea", ed è altrettanto noto un "epigramma in Angelum Venetum, optimum artificem crystallinorum vasorum" dell'umanista contemporaneo Ludovico Carbone. Nel 1455 Angelo Barovier si recò nel capoluogo lombardo assieme al figlio Marino, alla corte del duca Francesco Sforza. L'invito gli era stato fatto direttamente dal duca su suggerimento di Antonio Averlino detto il "Filarete", architetto e ingegnere al servizio dello Sforza e autore di un noto trattato urbanistico che, per onorare il Principe, descriveva una città immaginaria detta "Sforzinda" dove, nella sua realizzazione, sarebbero stati utilizzati i migliori e più famosi artisti e artigiani dell'epoca. Per il palazzo del Principe il Filarete indicava: "Maestr'Angelo da Murano" come il più adatto a fabbricare paste vitree di particolare pregio. L'Averlino scriveva infatti "...Questi vetri gli farà un mio amicissimo il quale si chiama Maestr'Angelo da Murano il quale è quello che fa quelli lavori cristallini...". Angelo venne sepolto a Murano nella chiesa di Santo Stefano. Sulla sua pietra tombale venne incisa la frase "patuit vitrea quiquid in arte latebat", che stava a significare che a lui era noto ciò che era nascosto nell'arte: un'ulteriore conferma della sua perfetta conoscenza delle tecniche vetrarie.
Vi propongo alcune immagini tratte dal catalogo ADDENDUM 2011 06070910111214151617181920212223242526272830

Piu' di settecento anni di storia. Due famiglie che lavorano già nel Rinascimento. Il vetro di Murano, con la sua cultura e la sua tradizione, si impone come protagonista di forme, come veicolo di luce. Vetro e luce si sovrappongono, si fondono. La fusione è armoniosa, e raggiunge una dimensione ottimale, avvalorata dal segno dell'esperienza di sempre e dalle idee innovative di importanti Designer.
Per maggiori informazioni: http://www.barovier.com

2 commenti:

Elio ha detto...

Stupende queste creazioni e tutto esatto quello che dici nel riferimento storico. Nell'ultima scappata non sono riuscito a passare per le isole, né per Castello e dintorni. Me li riservo per la prossima volta. Un venezianissimo saluto.

Oscar ha detto...

Elio: somo sicuro che comunque ti sarai divertito un sacco. Un saluto anche a te. Ciao!

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