05 dic 2011

Lorenzo Lotto

Lotto accademia

Dal 24 novembre al 26 febbraio 2012 le Gallerie dell'Accademia, ospitano la Mostra "Omaggio a Lorenzo Lotto". Un'occasione unica per ammirare dipinti concessi in prestito dal Museo Hermitage di San Pietroburgo (mai visti prima in Italia) e per approfondire la conoscenza di questo pittore.
Lorenzo Lotto nasce a Venezia intorno al 1480 da una famiglia probabilmente appartenente al ceto mercantile. La prima formazione artistica avvenne nella bottega di Giovanni Bellini e forse in quella dei Vivarini; compiendo poi un percorso inverso a quello di artisti della sua generazione quali Giorgione, Palma il Vecchio o Tiziano, giunti a cercar fortuna dalla terra ferma nella città lagunare, Lotto si allontana da Venezia. A partire dal 1503 lo troviamo attivo a Treviso dove, grazie al vescovo antiveneziano Bernardo de Rossi, ottiene commissioni di pale per le chiese della diocesi, di piccoli dipinti per la devozione privata e di ritratti. Proseguirà le sue peregrinazioni verso le Marche, dove lavorerà ad un'importante pala per la chiesa dei domenicani a Recanati (1506-1508). Forse grazie al cantiere della Santa Casa di Loreto è chiamato a Roma, dove la sua presenza è documentata nel 1509; nel marzo viene pagato da Bramante per lavori eseguiti negli appartamenti papali in Vaticano. In quegli anni a Roma lavorano, oltre all'architetto urbinate, Raffaello, Michelangelo e i lombardi Sodoma e Bramantino. Dopo altri viaggi nelle Marche, si trasferisce a Bergamo dal 1513 dove gli è affidata l'esecuzione della grandiosa ancona per l'antica chiesa domenicana dei SS. Stefano e Domenico su incarico di Alessandro Martinengo Colleoni. In quest'opera straordinaria Lotto riesce ad innestare, sul ceppo della sua cultura figurativa veneta e veneziana, quanto aveva potuto vedere e studiare a Firenze e a Roma: le opere del pittore domenicano Fra Bartolomeo della Porta, di Filippo Lippi, dei lombardi e naturalmente di Raffaello. Gli anni bergamaschi (fino al 1525) sono fecondi di opere e tra i più' felici della vita del pittore veneziano che si cimenterà con tutte le tecniche e i generi: dipinti di destinazione ecclesiastica, cicli di affreschi, ritratti e quadri da collezione.Ritratto di giovane gentiluomo

Ritratto di giovane gentiluomoRitratto di gentiluomo di Casa AvogadroRitratto di gentiluomo di Casa AvogadroRitratto di coniugi

Il Ritratto di coniugi dell'Ermitage (vedi sopra) è un'esempio perfetto per illustrare l'eccellenza di Lotto in questo genere figurativo. La stesura pittorica straordinariamente precisa e duttile diviene uno strumento molto efficace per rappresentare la complessità psicologica ed emotiva dei personaggi. A questo aspetto il pittore unisce la capacità, che fu sua propria, di completare il racconto anche attraverso gli oggetti che li circondano, dal valore spesso simbolico: libri, innanzitutto, e poi strumenti di scrittura, animali, fiori, cartigli e perfino paesaggi che amplificano, come un'eco, e chiariscono il carattere e la storia della persona ritratta. Certe invenzioni lottesche, tratte dalla tradizione nordica ma anche dagli esperimenti della pittura giorgionesca circa la resa degli effetti di natura, ebbero un grande successo. L'ambientazione degli episodi della Natività in una notte profonda è occasione per animarli con strepitosi giochi di luci e riverberi. Queste immagini furono importanti anche per il bresciano Girolamo Savoldo, spesso presente in Venezia. Ritornato stabilmente a Venezia nel dicembre 1525 e fino al 1532 Lotto dovette trovare una città mutata rispetto a quella che aveva conosciuto.La supremazia di Tiziano era ormai un dato incontrovertibile come testimonia la vittoria nel concorso per la pala domenicana con Martirio di San Pietro Martire (1527-1528) già orientata verso la "modernità" della maniera tosco-romana. DSC08812Al contrario Lotto esordisce in pubblico con la Pala di San Nicola (vedi sopra) nella Chiesa dei Carmini (1529), dove si assiste a una crescita di monumentalità ma tradotta con una efficacissima e poetica resa naturalistica. Anche nella ritrattistica, suo cavallo di battaglia, allontanandosi dalle formule della ritrattistica aulica di Tiziano, punta ad approfondire l'indagine sugli stati d'animo e sulle vicende umane dei soggetti.

6 commenti:

Elio ha detto...

Grazie Oscar, mi hai dato un'ottima idea per quando sarò a Venezia nella seconda decina di gennaio. Un amichevolissimo abbraccio.

Oscar ha detto...

Elio: sarà mica la volta buona che ci beviamo un caffè insieme ?
Ciao

Laura ha detto...

Non conosco questo pittore, e mi sorprende di non aver mai notato la pala nella chiesa dei Carmini, che e' la mia parrocchia, e dove ci sono stata centinaia di volte. Abituati alle operre d'arte a destra e a manca, se ne diventa assuefatti.

Bellisimo il quadro del giovane.

Segnalo la mostra a mia mamma, ma sicuramente ne e' gia' a conoscenza.

Oscar ha detto...

Laura: cio' che hai detto è vero. Noi Italiani siamo talmente abituati alle opere d'arte che, molto spesso, non le notiamo addirittura. Molto spesso comunque, grazie alle mostre, abbiamo l'occasione per soffermarci su qualcosa che nagari avevamo già visto , ma non osservato con curiosità. Ciao

VenetiaMicio ha detto...

I have seen some posters when I was in Venice
It's pity because I missed this exhibition
a presto
Danielle

Oscar ha detto...

VenetiaMicio: you missed the exhibition but you enjoyed Venice and gave me the possibility to meet you. Ciao Danielle

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