13 mar 2011

San Francesco del deserto

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L'isola ricorda il passaggio di San Francesco di Assisi. Il Santo era partito nel 1919 perche' voleva raggiungere Gerusalemme. In quel tempo c'era la quinta crociata in corso e probabilmente San Francesco non riusci' a raggiungere la citta' santa. Nel 1220 fa ritorno in Italia a bordo di navi veneziane. Arriva a Torcello e da li' approda su quest'isola che, a quel tempo, apparteneva a Jacopo Michiel un nobile veneziano che nel 1233 dona l'isola ai frati.
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Qui vediamo una copia del documento di donazione dell'isola che anticamente era chiamata delle due vigne. L'originale è custodito in un archivio privato a Venezia. Già nel 1228 (anno della canonizzazione di San Francesco) esisteva qui una chiesetta che fu fatta costruire da San Antonio da Padova e dedicata a San Francesco di Assisi.06.jpg06a.jpg
Nel 1260 San Bonaventura racconta, in una biografia dedicata al Santo, il miracolo degli uccelli.07.jpg
Qui sopra vediamo invece una legge emanata dalla Serenissima per la tutela e il rispetto dell'isola08.jpg
Per fortuna l'isola non risente dei disagi provocati dall'acqua alta grazie ad una serie di pompe e agli argini che sono stati rinforzati. Qui ci troviamo all'interno del primo chiostro (XIII Secolo). Il chiostro e' stato purtroppo ricostruito nel 1858 (l'originale aveva infatti le colonnine in marmo). Questo a causa delle leggi napoleoniche emanate nel 1806 che vanno a colpire gli ordini religiosi (leggi di concentrazione e poi di soppressione). Nel 1806 quindi i frati vengono allontanati dall'isola, che viene occupata dalle truppe napoleoniche e trasformata in polveriera, e ci fanno ritorno nel 1858. Il pozzo e la pavimentazione sono acora quelli originali. E' incredibile ma mi dicono che il pozzo non aveva la cisterna per la raccolta dell'acqua. Questa affluiva direttamente dal sottosuolo. La cisterna è stata aggiunta solo nel 1400 per evitare le infiltrazioni di acqua salmastra. Questa è la parte piu' antica di tutto il complesso. L'isola è chiamata "del deserto" perche' i frati, verso la fine del 1300 e l'inizio del 1400, la avevano abbandonata a causa della malaria e il luogo per qualche anno si è trasformato in una zona senza vita. Poi i frati sono ritornati ed hanno allargato il convento.09.jpg10
Questo è il secondo chiostro. Il suo aspetto è molto simile ai chiostri delle chiese veneziane. La vera da pozzo, ricorda nell'aspetto, quella presente nella chiesa di San Giobbe a Canareggio. Le colonne provengono da un monastero di Torcello che è stato abbandonato.11.jpg12.jpg
Uscendo dal chiostro il frate mi mostra il pavimento originale realizzato in altinelle. Questo è visibile attraverso un vetro di protezione ed è visibilmente piu' basso rispetto a quello attuale.14.jpg14a.jpg
Questa e' la chiesetta che e' stata fatta costruire da San Antonio da Padova ed è stata poi, negli anni, ampliata fino a raggiungere le dimensioni attuali.15.jpg16.jpg
La cappella che vediamo sotto è stata realizzata dai fratelli Lombardo proprio nel luogo in cui San Francesco ha pregato. E' collocata proprio a fianco della chiesetta vista in precedenza. Tra le due chiese e' stata inserita la statua del Santo che lo ritrae durante la preghiera. Il davanzale della finestra di destra è stato realizzato utilizzando la pietra tombale (che e' stata girata sottosopra) di Afragola Giustiniani che era stata sepolta all'interno della prima chiesa. La statuetta, in terracotta, della Madonna è stata realizzata dall'artista Remigio Barbaro di Burano17.jpg18.jpg
Ci troviamo ora all'interno del giardino e, prima di imboccare il viale che permette di camminare lungo l'argine dell'isola, diamo occhiata al convento. Il giardino e' una vera oasi di pace.20.jpg20a.jpg21.jpg
Da questo punto è possibile ammirare Burano. Vi propongo sotto alcune immagini catturate utilizzando lo zoom.33.jpg34.jpg38.jpg35.jpg39.jpg
All'isola non è permesso l'accesso ai natanti. Del resto l'approdo risulterebbe impossibile per il fatto che i fondali sono troppo poco profondi. Questo permette una vita indisturbata a molte specie di uccelli.40.jpg23.jpg
Ora il frate, visto che sono l'unico ospite previsto per stamattina, mi permette di visitare una zona che normalmente e' interdetta ai visitatori e consentita solo agli ospiti che sono qui in ritiro spirituale. Qui vediamo una "piazzola" di sosta dalla quale si gode una bellissima vista su una lontanissima Venezia.24.jpg
Mi trovo ora sull'argine della barena bonificata che è collocata di fronte al convento. Nella parte bassa della foto è visibile il canale d'acqua che permette l'accesso sull'isola ai frati. Nella foto sotto vediamo il molo che invece permette l'approdo alle barche dei visitatori autorizzati.28.jpg29.jpg48.jpg90.jpg
Ringrazio il frate che, con infinita pazienza mi ha, per ben due ore, accompagnato ed illustrato il complesso. Nel convento ci sono attualmente sei frati e l'isola viene visitata da circa 24.000 persone all'anno. Se desiderate effettuare un ritiro spirituale sull'isola dovete contattare telefonicamente i frati. Loro vi verranno a prendere a Burano il venerdi' pomeriggio e potrete rimanere in convento fino alla domenica pomeriggio. I frati ospitano solo fino ad un massimo di 10/15 persone la settimana. Agli ospiti viene richiesto di partecipare alla preghiera e uno stile di vita monastico. Alla fine del soggiorno e' possibile fare loro un'offerta libera. Questo è sito internet dei frati francescani.49.jpg
La bella chiesa di Santa Caterina di Mazzorbo

4 commenti:

Laura ha detto...

Che meraviglia! Un'altra realta' veneziana mai vista. Mi domando come mai ci vivano solo sette monaci. Il complesso e' tenuto benissimo.

Oscar ha detto...

Laura: l'isola è, come ho già detto, una vera oasi di pace. Il complesso è mantenuto benissimo grazie a i frati che si danno un gran da fare. Purtroppo sono solo sei, ma questo è dovuto, per cio' che ho compreso, alla diminuzione del numero dei novizi. Molti veneziani mi avevano consigliato di visitare l'isola descrivendola come un luogo bello e particolare e in cui ritrovare sè stessi. Spero di avervi fornito tutte le indicazioni utili ad una possibile visita. Ciao

Maïté ha detto...

Grazie, è magnifico ; buona serata, a presto !

Oscar ha detto...

Maitè: Grazie a te! Ciao

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