12 gen 2011

Vera da pozzo (Ex Convento di S. Stefano) Sestiere di S.Marco

Quante volte, attraversando il Campo di S.Angelo avete notato questo portone chiuso. Questo è uno dei due portoni che danno accesso alla sede dell'ufficio locale delle entrate (ex ufficio distrettuale delle imposte dirette), l'altro è collocato in Calle dei Frati proprio a fianco della Chiesa di S. Stefano
Oggi, purtroppo, il tempo non è dei migliori per le foto, ma l'occasione è buona per mostrarvi i due chiostri interni di ciò che molto tempo fa era un Convento
Sono entrato nel primo chiostro. Il bel porticato venne costruito dopo un incendio nel 1529 e successivamente ampliato nel 1665. Le facciate che si affacciano sul cortile erano ricoperte di affreschi, ma oggi sono del tutto illeggibili. La parte centrale del cortile è sopraelevata cosi' da costituire la cisterna di raccolta dell'acqua che veniva poi prelevata dalla vera da pozzo
In questo chiostro erano presenti molti monumenti funebri. Quelli che ho fotografato sono gli unici rimasti, gli altri sono stati trasportati altrove e altri ancora risultano addirittura dispersi
Entriamo ora nel secondo chiostro che leggo essere quello primitivo e risalente al Trecento. A suo centro troviamo un'altra bella vera da pozzo
Da qui si intravede la Chiesa di Santo Stefano e, come potete vedere sotto, il cortile è dominato dal campanile inclinato di Santo Stefano
Il complesso è davvero imponente e...trascurato. Mi auguro che, come purtroppo piu' volte ho sentito dire, non venga trasformato in struttura ricettiva per i turisti. La stessa sorte spetterebbe a Palazzo Labia, oggi sede della Rai, e alla sede delle Poste Centrali a Rialto.

6 commenti:

Laura ha detto...

L'anno scorso ho comprato un puzzle di Venezia che consiste di una veduta aerea di Venezia trasformata in dipinto. Si capisce che i due cortili sono molto grandi dal disegno finale. Non avendoli mai visitati non mi ero mai resa conto della grandezza.

Il gruppo Benetton sta comprando molte proprieta' a Venezia. Il positivo e' che verranno restaurate, il negativo e' che vengono commercializzate per il turismo. Lo stesso ho sentito e' successo alla palazzina che ospitava la libreria Mondadori.

Che giornata umida dev'essere stata, si capisce dalla luce.

Oscar ha detto...

Laura: è vero. E' difficile rendersi conto delle reali dimensioni del complesso senza vederlo dall'alto. Anche visitandolo all'interno non si percepisce la sua reale ampiezza.
Mi auguro che chi avrà mai la possibilità di acquistare una simile struttura abbia anche l'intelligenza di riportarla al suo antico splendore nel rispetto di Venezia e dei suoi abitanti. Ciao

WALTER FANO ha detto...

E' molto interessante anche il sopraportale d'ingresso (che nella tua prima foto risulta tagliato) in quanto sono ancora leggermente visibili i colori originali. A tal proposito non mi stancherò mai di deprecare questa usanza moderna di "restaurare" sbiancando le statue, gli altorilieri, e tutte quelle sculture che invece in passato erano dipinte...

Oscar ha detto...

Walter: ti ringrazio molto per la tua osservazione. In questo post non ho dedicato molto spazio alla parte esterna del complesso in quanto volevo dedicarmi maggiormente a quello interno. E' impossibile non notare il sopraportale. Ciao

WALTER FANO ha detto...

Eh, caro BluOscar, è impossibile non notarlo per te che sei attento e sensibile, ma ti assicuro (e chi meglio di me, col mestiere che faccio, potrebbe dirlo?), che i turisti quando camminano per Venezia non vedono assolutamente niente!

emilia ha detto...

Carissimo Walter,
è così perché c'è tanto tanto da vedere, perché ci vuole del tempo per vedere certe cose, i turisti sono agitati, a Venezia vivono in un sogni, non sono certi neanche se si trovino nella realtà o nei loro sogni che risultano un po' diversi... E' facile parlare come te se si abita a Venezia, ma se la visiti per pochi giorni come me le cose stanno in un altro modo.

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