12 gen 2011

Consegna dell'anello al Doge

Paris Bordone
Consegna dell'anello al Doge
Gallerie dell'Accademia

5 commenti:

emilia ha detto...

manca la storia :)

Laura ha detto...

Che meraviglia i tessuti delle tuniche dei vari funzionari.

Vorrei anch'io sapere la storia di questo dipinto.

Oscar ha detto...

emilia e Laura: Questo dipinto fa parte del famoso ciclo delle "Storie del Santo" eseguite per la Sala dell'Albergo nella Scuola grande di San Marco.
Il Paris Bordon, nato a Treviso da madre veneziana, rievoca una nota leggenda veneziana e ragiunge, con questa tela, la migliore espressione della sua arte.
L'artista si firma sul pilastrino del basamento con la sigla O/PARI DIS/BORDONO.
La vicenda narrata si svolge in un luogo immaginario simile al cortile di Palazzo Ducale.
Il Doge raffigurato sotto le sembianze di Andrea Gritti riceve l'anello di S.Marco che ne legittima l'autorità per volere divino. Il pescatore che consegna l'anello è accompagnato dal Guardian grande della Scuola.
L'unica architettura reale è rappresentata, sullo sfondo, dal campanile della chiesa della Madonna dell'Orto.
La leggenda alla quale il quadro è ispirato fu elaborata dopo una terribile inondazione che colpi Venezia attorno al 1340.
Questa racconta che, mentre una tremenda tempesta stava per distruggere la città, un povero pescatore dovette accompagnare un uomo sull'isola di San Giorgio e da qui, dopo aver raccolto una seconda persona, proseguire fino a San Nicolò al Lido dove un terzo si aggiunse. I tre si fecero condurre in mare aperto. Ad un certo punto, davanti a loro, comparve un vascello carico di demoni e i tre, che erano S.Marco, S.Giorgio e S.Nicola, si fecero il segno della croce provocando, con questo gesto, l'affondamento della nave degli aggressori e riportando la calma e il sereno. San Marco consegnò quindi l'anello al pescatore incaricandolo di consegnarlo , il mattino dopo, al Doge a testimonianza del miracolo avvenuto.

Emma Reese ha detto...

Sono un po' in ritardo, ma devo dire che questo dipinto mi ha colpito nelle Gallerie dell'Accademia il mese scorso (giugno 2013.) Dovete vederlo in persone; è impossibile apprezzare la meraviglia senza farlo.

Oscar ha detto...

Emma Reese: non posso che essere assolutamente daccordo con te. Le opere d'arte vanno viste al Museo.

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