28 nov 2010

Campiello dei guardiani


Questo Campiello, non molto lontano dalla Chiesa dell'Angelo Raffaele e dalla Chiesa di S. Maria del Carmine, è raggiungibile dalle fondamenta dei Briati oppure da quelle dei Cereri. E' un luogo poco frequentato e colpisce per la strana forma della vera da pozzo e per i decori in cotto e i bassorilievi fissati sulle facciate delle case che guardano il Campiello. Proprio adiacente alla vera c'è l'entrata alla Scuola primaria Giovanni Zambelli

E' presto e il sole non illumina ancora il Campiello, ma anche in queste condizioni di luce, risaltano i particolari che sempre mi colpiscono quando passo di qui

4 commenti:

Laura ha detto...

La vera da posso sembra fatta nel tempo del fascismo.

Mi domando se c'era una fabbrica che faceva mattonelle di terracotta nelle vicinanze.

Oscar ha detto...

Laura: purtroppo non sono riuscito a reperire informazioni su questo Campiello. Chissà magari sono l'unico che ha notato ciò che ho fotografato. Gli altri lo attraversano e proseguono oltre. Ciao veneziana!
P.S. sabato prossimo vado a fare colazione al bar rosso. Chissà che non trovi tua cugina!. Ciao!

Catherine ha detto...

Bravo Oscar per il tuo bellissimo blog. Le tue foto mi piaciono molto.Sono una amica d'Annalivia(Mes carnets Vénitiens).
Volevo dire a Laura che la vera da pozzo è tipica del 16e secolo.I decori in cotto del 15e secolo e i bassorilievi in pietra d'Istria, del 14e-15e secolo
I tuoi riflessi sono meravigliosi;quando sono a Venezia la mia pasione è di fare foto di riflessi !

Oscar ha detto...

Catherine: ti ringrazio molto per tuo prezioso commento che mi permette di fare alcune riflessioni su questo blog.
Amo Venezia. La visito abbastanza regolarmente da molti anni.
Ho iniziato, piu di due anni fa, a pubblicare foto dedicate a questa città nel tentativo di “abituare” le persone a cogliere le tante “sfumature veneziane” che, a mio avviso, molto spesso vengono date per scontate o confuse con la bellezza del luogo.
Ho attraversato questo campiello moltissime volte e ti garantisco di non aver mai visto turisti fermi ad osservare la vera da pozzo, i bassorilievi o i cocci fissati alle pareti delle case che lo guardano (e tu mi insegni essere, scusami l’ignoranza, opere del XIV-XV e XVI secolo).
Sono convinto che se ti trovi finalmente davanti al quadro che tanto volevi ammirare allora prima i tuoi occhi lo apprezzeranno guardandolo nella sua totalità, ma subito dopo si soffermeranno a coglierne i particolari.
Ecco io cerco proprio di fare questo: illustrare un’opera d’arte partendo dai dettagli, tutti quei dettagli che la rendono unica al mondo. Spero di riuscirci. Ciao e grazie

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