09 nov 2010

Bocche di leone


Ai tempi della Repubblica di Venezia, in apposite buche note come "bocche di leone", era possibile denunciare, conservando ovviamente l'anonimato, evasioni fiscali, corruzioni, appropriazioni indebite di denaro dello Stato e vari altri reati. Le bocche di leone erano molto simili alle cassette postali anche se, quasi tutti, scambiano quella fotografata sopra per una "bocca della verità" nelle "fauci" della quale infilare la propria mano (è collocata all'interno del Palazzo Ducale vicino alla scala d'oro.


Queste che ho fotografato non sono delle bocche di leone, ma delle semplici cassette delle lettere. Il loro aspetto ricorda comunque molto la famosa bocca proposta all'inizio del post.


Venivano chiamate bocche di Leòn in quanto, molto spesso, erano rappresentate a forma di muso leonino. Le denunce che venivano inserite in queste "cassette" non potevano essere del tutto anonime, pena la distruzione. La magistratura aveva l'obbligo di vagliarle e di effettuare un'attenta verifica delle stesse.


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