14 ott 2010

Palazzo Soranzo Cappello


Il Palazzo Soranzo Cappello è ubicato nel sestiere di Santa Croce, vicino a Palazzo Gradenigo. È sede della Soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso. Il palazzo fu eretto nel tardo XVI secolo, per volontà della potente famiglia Soranzo. Successivamente passò a numerose famiglie, tra le quali si ricorda quella dei Cappello. Per un periodo fu usato come caserma. Dopo alcuni decenni di abbandono nel XX secolo, il palazzo è stato restaurato.


La facciata, rivolta sul rio Marin, è disposta su tre livelli con mezzanino. I due piani nobili presentano centralmente degli inserti lapidei bianchi, con balaustre. I diversi piani sono segnati da cornici marcapiano, che spiccano sull'intonaco. La sommità si eleva centralmente, per terminare in un timpano.


Due piccoli camini sostituiscono quelli che, in origine, erano due alti pinnacoli.


Un lungo corridoio collega l'entrate principale alla porta che dà sul giardino.

Visitiamo ora il giardino.

Tiziana Favaro e Giuseppe Rallo, per il restauro del giardino, si sono ispirati al libro Il carteggio Aspern del 1888 di Henry James, per far rivivere l’atmosfera languidamente tardo-romantica imbevuta di immagini e odori di morbida lentezza veneziana. Nel ricomporre il luogo è entrato anche la suggestione di Gabriele d’Annunzio, che nel 1896, dopo la visita al giardino, cosi’ lo descrive ne I taccuini :

Palazzo Cappello - Il giardino - lungo il muro che lo divide dal Palazzo Gradenigo, una fila di gigli. Contro il muro le viti miste ai gelsomini. Le pergole corrono lungo i viali, i frutti e i fiori, i peschi, i mandorli, i prugni, i ciliegi, i nespoli, gli albicocchi, le fragole…


Il giardino misura circa 6.000 metri quadrati.

La corte esterna, delimitata da due pareti, e pavimentata, nel percorso centrale, da un selciato in trachite, costituisce una vera e propria "stanza" esterna al Palazzo. Lungo le pareti ci sono statue del Seicento e del Settecento.


Nei piccoli spazi verdi, all'interno della corte, crescono due alberi di kaki. Il basso muretto di accesso al giardino è caratterizzato dalla presenza di due grate in ferro, dal disegno elaborato, che rivestono il duplice ruolo di elemento separatore e filtro visivo verso il giardino, mentre, in corrispondenza del viale centrale, l'accesso è delimitato da due possenti pilastri, supportanti due gruppi scultorei.


Il vasto giardino di forma allungata è cintato da un alto muro di mattoni. Si è scelto di lasciare parte della vegetazione nata spontaneamente per preservare l'assetto del giardino, quasi in abbandono, suggerito dalle ambientazioni letterarie di Gabriele D'Annunzio e di Henry James. Il sottobosco originario ricopre tutto il giardino, solo in piccola parte piantato ad arte.


Il tempietto posto sul fondo del giardino.


Il Palazzo visto dal tempietto.


Sul lato destro, rispetto all'entrata del giardino, si apre questo lungo prato che confina con il giardino del Palazzo Gradenigo.


Al di là di questo muro di cinta ci sono le fondamenta Rio Marin.


Rientriamo nel giardino principale e diamo uno sguardo al Palazzo.


Sul lato sinistro, rispetto all'entrata del giardino, si apre questo "corridoio" che ospita una vera da pozzo.




2 commenti:

AnnaLivia ha detto...

Grazie Oscar per questa BELLISSIMA visita. Ancora un bel giardino segreto.
Buona sera!

Oscar ha detto...

AnnaLivia: grazie a te per avermi fatto visita! A me è piaciuto molto questo giardino e poi è situato in un luogo (Rio Marin) che amo molto. Nei giorni scorsi ho visitato un'altro giardino, piu' piccolo, a breve pubblichero' le foto. Ciao!

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