18 ott 2010

Palazzetto Bru-Zane


Ore 8,00: arrivo all'entrata del Palazzetto. Mi aspetta una persona che probabilmente mi farà entrare nel giardino. Attendiamo insieme fino alle 8,30. Finalmente arriva la guardia giurata incaricata di aprire. Gli chiedo se mi fa visitare il giardino e ottengo una risposta affermativa. Entro insieme a loro e inizio a scattare alcune foto. La luce non è delle migliori. E' ancora troppo presto e, in ottobre, il sole non riesce ad illuminare il giardino cosi' come faceva in estate.


Il casino Zane è situato vicino alla Scuola di S. Giovanni Evangelista ed è stato costruito alla fine del 1600 come luogo di svago del vicino Palazzo Zane, oggi sede dell'istituto Sanudo. Fu Domenico Zane ad affidare il progetto all'architetto Baldassare longhena. Domenico mori' però prima della fine dei lavori e lascio' la gestione al nipote Marino che lo adibi' anche a luogo di studio e concerti per la giovane figlia violinista.



Il Palazzo, che è tutelato dalla Sovraintendenza di Venezia, è oggi ritornato alla sua antica funzione, grazie alla lungimiranza di Madame Nicole Bru, donna fra le più ricche di Francia, medico che una volta rilevato l’impero del marito, l’industria farmaceutica UPSA, in cinque anni ha raddoppiato i ricavi. Poi, per conto proprio, ha fondato il gruppo finanziario Halisol, altro successo. E’ istintivamente imprenditrice Madame Bru, 72 anni, niente fronzoli e chiacchiere, semmai progetti destinati a diventare realtà. E’ minuta, aspetto androgino e uno sguardo che mette in riga anche la ciurma più scalcinata. Ama pilotare l’elicottero, e una così non può che avventurarsi in lunghe tratte, del tipo: Francia-Vietnam, il suo primato.

Abita a Ginevra e qualche anno fa mise gli occhi sul Palazzetto Zane, una costruzione veneziana d’antico splendore ma abbandonata a sé. La signora Bru ha ristrutturato il Palazzetto da capo a piedi, e ne ha fatto un centro di produzione musicale focalizzato sulla musica francese d’Ottocento. Costi: 8 milioni l’acquisto del Palazzetto, ora Bru-Zane, 4 milioni e mezzo le spese per la ristrutturazione. Ammonta a tre milioni e mezzo il budget che la signora stanzierà annualmente per promuovere ricerche musicali che avranno il Palazzetto come quartier generale.

Milioni che escono dalle sole tasche della signora: un raro caso di mecenate ad ampio raggio. Ha creato una rete di fondazioni per sostenere la scolarizzazione in aree povere, ha avviato centri per la lotta contro il dolore e forme di sostegno per donne vittime di abusi sessuali. Ed ora, ha puntato sulla musica. E’ una donna d’azione, poco incline alle discettazioni, però sente di ricordare ai paperoni d’Italia che “tutto ciò che è prodotto per il bene dell’uomo, dunque la cultura, favorisce il progresso”.


Vi invito a consultare il sito ufficiale qui (guardatevi il video di presentazione) e magari programmare una serata diversa assaporando la musica dal vivo suonata in un'ambiente cosi' suggestivo. L'acustica del locale in cui si tengono i concerti è molto buona.


4 commenti:

AnnaLivia ha detto...

Molto bello questo giardino!

Oscar ha detto...

AnnaLivia: purtroppo non sono riuscito a visitare il giardino in primavera. L'interno del Palazzetto è molto bello. Ciao

luci ha detto...

Ieri ci sono passata davanti e..... il portone era aperto!!!!! Bellissimo giardino,rigoglioso e ben curato con uno splendido roseto bianco in fiore e una stupenda pianta di lavanda nella vera da pozzo.
Ciao Luci

Oscar ha detto...

luci: che fortuna. E' quasi sempre chiuso. Bello sapere che ti sei fatta una bella passeggiata! Ciao

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