29 ott 2010

Le vetrerie lasciano Murano ?

Giovanni Moretti, membro della giunta di Confindustria è convinto che le industrie del vetro debbano essere trasferite in terraferma. Le ragioni? Murano è un'isola e non puo' continuare ad ospitare aziende sulle quali gravano pesi che le altre della terraferma non hanno: trasporti lenti e costosissimi sia per le materie prime che per i lavoratori che oramai non abitano piu' qui, costi troppo elevati per mettere a norma le fabbriche.
Moretti è convinto che si debba individuare un sito a Marghera nel quale costruire un forno ad alta tecnologia da una società che affitterebbe gli impianti alle aziende Muranesi.
Questo comporterebbe un'abbattimento dei costi di produzione del 30%. Del resto proprio a Murano sono piu' di venti anni che non viene aperta una nuova fornace e gli stessi maestri vetrai abitano fuori da Venezia.
Diego Ferro, Presidente della sezione vetro della Confindustria ribatte che delocalizzare la produzione puo' mettere in discussione una tradizione millenaria e preferisce spostare le aziende a Sacca Serenella, ma è pronto ad accettare la proposta di Moretti se questa soluzione non fosse realizzabile .
Moretti e Ferro si trovano comunque d'accordo sul fatto di valorizzare l'isola a fini turistici e offrire maggiore peso agli show room.
Mi auguro vivamente che cio' che è stato dibattuto diventi realtà. Sono convinto infatti che si debba lottare per difendere il marchio del vetro e che l'isola debba trasformarsi in una location dell'eccellenza vetraria, in un polo d'attrazione per visitatori e potenziali acquirenti.


2 commenti:

Fausto ha detto...

Le vetrerie di Murano sono tra le ultime attività produttive rimaste nella Laguna di Venezia. Chiuderle o spostarle in terraferma sarebbe un duro colpo per il tessuto socio economico di Murano. Conosco alcuni amici impiegati nelle fornaci, uno dei quali è in cassa integrazione da oltre un anno. La situazione è peggiorata in concomitanza con la crisi economica degli ultimi anni. Murano senza le vetrerie è destinata a sicuro decadimento: per attrazioni essa non può competere con Venezia ed è lontana dal centro storico. Alle vetrerie non c'è alternativa. A mio avviso solo un intervento straordinario a livello nazionale/regionale può salvare Murano dal fallimento.

Oscar ha detto...

Fausto: ti ringrazio per il contributo. Premetto che rispetto il lavoro altrui e non è mia intenzione esprimere giudizi a vanvera, ne, tantomeno, danneggiare i poveri lavoratori che, come dici, tu, si trovano in difficoltà. Vedi io non sono une veneziano e cio' mi permette di vedere le cose da una diversa angolatura. Sono convinto che mantenere la produzione del vetro su un'isola non sia assolutamente conveniente e sia quindi preferibile spostare la produzione in terraferma in modo da ridurre i costi che gravano sul prodotto finito.
Sono stato molte volte a Murano e ti assicuro che sono sempre tornato a casa contrariato.
Murano è universalmente nota come un luogo in cui il vetro, il design, la ricerca e il made in italy si fondono insieme dando vita ad oggetti preziosi che entrano nelle case di ogni nazione. Tutto cio' è in netto contrasto con ciò che i visitatori vedono quando passeggiano per le vie dell'isola: vetri che potrebbero essere esibiti nei migliori atelier accostati a produzioni di basso gusto o addirittura di dubbia produzione.
Il tutto ospitato in un'isola che sta morendo per tutta una serie di motivi che tutti oramai conosciamo.
Spostiamo quindi la produzione in terraferma e trasformiamo le vecchie aziende (tantissime sono chiuse e fatiscenti) in luoghi in cui celebrare l'eccellenza e l'artigianalità muranese (esibizioni, eventi ed altro). Ciao

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