26 apr 2010

il "Pantoco"

"Pantoco", "Campana", "Campanon" e altro. Quante volte mi sono divertito a saltare, da solo o con gli amici, su "percorsi" simili a quello fotografato.
Disegnavo il "percorso" per terra utilizzando un gesso o addirittura un pezzo di pietra.
Numeravo le caselle e mi sceglievo una pietra di forma piatta che tiravo dentro gli spazi numerati, partendo dal numero 1 e facendo attenzione a non farla cadere sulle linee di divisione delle caselle.
Poi saltellavo, con 1 solo piede, seguendo i numeri ed evitando la casella in cui era caduta la mia pietra.
Quando arrivavo alla fine del percorso mi giravo e, sempre saltellando su un piede, facevo il percorso al contrario.
Se riuscivo a raggiungere la casella in cui avevo tirato la pietra, naturalmente sempre evitando di calpestare le linee e di appoggiare l'altro piede per terra, la raccoglievo e tornavo al punto di partenza.
Continuavo poi tirando la pietra nelle altre caselle fino ad arrivare al 9. Dovevo ricominciare da capo appena sbagliavo. Naturalmente questo gioco ha molte varianti sia nel nome che nel percorso che puo' essere disegnato in vari modi e le regole possono variare in base al tipo di schema disegnato a terra.

Nascondino, bandiera, fazzoletto e giochi hanno fatto divertire me e i miei amici e spero anche tanti altri bambini. Se pero' qualcuno di noi portava un pallone e c'era a disposizione un luogo adatto allora la partita era irrinunciabile. In questo caso il campo è perfetto: lo spazio è perfetto, non c'è nessuno, esistono due porte "naturali" costituite da due passaggi pedonali.

Che bello vedere, ancora oggi, dei ragazzi divertirsi tra loro in modo semplice cosi' come usavo fare io solo..."qualche anno fa".

2 commenti:

iRiMiKi ha detto...

Mi commuovo anch'io quando mi capita - raramente - di vedere i ragazzini di oggi divertirsi con giochi semplici di una volta. Mi commuovo molto meno, però, quando li vedo giocare a pallone nei pressi dell'abside della basilica di San Giovanni e Paolo, hai presente le vetrate che sono già messe malissimo? ;)))
Pensa che il gioco della griglia coi numeri che hai descritto nel post esiste in tutto il mondo. In America Latina si chiama "Rayuela" (c'è anche un belllissimo libro di Julio Cortázar intitolato così), in Russia lo chiamavamo "Klàssiki" e ci ho giocato tantissimo anch'io.

Oscar ha detto...

iRiMiKi: questo gioco appartiene alla gioventu' di molte persone e, per fortuna, anche a quella dei ragazzi di oggi. Per quanto riguarda il discorso della Basilica di San Giovanni e Paolo dobbiamo considerare che gli spazi dedicati ai ragazzi non sono, a mio avviso, sufficienti. Cio' che potrebbero provocare alla Basilica penso sia molto piu' innocuo dell'immondizia sparsa dai turisti o degli stupidi graffittari che imbrattano tutto cio' che è possibile. Ciao

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