13 mag 2009

Chiesa di San Nicolo' dei Mendicoli

Una chiesetta, a mio avviso assolutamente da visitare nel sestiere di Dorsoduro è quella di San Nicolo' dei Mendicoli. L'interno della chiesa è splendido e il luogo in cui sorge, davvero tranquillo e lontano dalla folla, riconcilia lo spirito.
Il campo di San Nicolo' dei MendicoliFondamenta delle TereseIl ponte San Nicolo' e il rio delle Terese con, a sinistra, le fondamenta delle Terese e, a destra le fondamenta Tron.
La chiesa è una tra le più antiche di Venezia: si presume che esistesse già una prima costruzione nel VII secolo. Ci sono due ipotesi sull'origine del nome della chiesa. Secondo la prima ipotesi, Mendicoli sarebbe la storpiatura di Mendigola, che è l'antico nome dell'isola su cui essa è fabbricata. Secondo l'altra ipotesi, Mendicoli deriverebbe da mendici (mendicanti) a indicare le modestissime condizioni di vita della contrada, abitata prevalentemente da pescatori e da artigiani. È proprio in questa contrada che avevano la loro sede i cosiddetti Nicolotti, una delle fazioni di lavoratori dell'Arsenale, acerrimi rivali dell'analoga fazione dei Castellani, situati all'estremo opposto della città nella zona di San Pietro di Castello. Almeno una volta all'anno le due fazioni si scontravano violentemente sul Ponte dei Pugni nella vicina parrocchia di San Barnaba in una tradizionale battaglia a mani nude.La chiesa rimase seriamente danneggiata dall'alluvione del 4 novembre 1966. Negli anni settanta fu al centro di un complesso intervento di restauro, finanziato grazie ai fondi di Venice in Peril, nel corso del quale si procedette anche a un innalzamento generale del pavimento, esposto continuamente ai danni dell'acqua alta essendosi venuto a trovare ben trenta centimetri al di sotto del livello medio dei canali.
Completa il complesso un robusto campanile veneto-bizantino in cotto, anch'esso risalente al XII secolo.
La colonna con il leone alato posta su un lato del campo.La costruzione del VII secolo fu rimpiazzata dall'attuale chiesa del XII secolo di impianto romanico basilicale a tre navate. Anche questa seconda fabbrica fu poi ampiamente rimaneggiata nel corso dei secoli, sia all'esterno, con l'aggiunta nel XV secolo di un piccolo portico sul lato settentrionale, sia all'interno, molto ricco, dove nel XVI secolo la navata centrale fu ornata con statue in legno dorato. Le pareti superiori sono decorate da un ciclo di dipinti raffiguranti scene della vita di Gesù Cristo, opera di diversi pittori appartenenti alla scuola del Veronese. Al suo interno è peraltro presente il corpo di San Niceta (martire goto). (Fonte Wikipedia)

Vedi anche "Un ultimo saluto a Venezia"

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