01 gen 2009

San Marco

Inizialmente il patrono della città era San Teodoro, ma successivamente i veneziani scelsero San Marco per proteggere la loro città che stava crescendo in potenza e ricchezza. Per questo nel IX secolo i due mercanti veneziani Rustego e Bon (Rustico e Buono) trafugarono le sue spoglie da Alessandria d'Egitto. Secondo la leggenda, per evitare i controlli dei musulmani il corpo del santo fu ricoperto con pezzi di carne di maiale, cibo proibito dalla religione islamica. Con questo stratagemma potè viaggiare senza essere scoperto fino a Venezia, dove venne custodito nella Basilica. Il leone alato, simbolo dell'evangelista Marco, è diventato da allora l'emblema della città; al santo è stata dedicata la splendida chiesa che si trova in Piazza San Marco. San Teodoro e il leone alato sono rappresentati sulle due colonne che si trovano di fronte al bacino si San Marco. (Fonte : VivaVenezia)
La Festa di San Marco, il patrono della città di Venezia, si svolge il 25 aprile di ogni anno, con celebrazioni religiose nella Basilica di San Marco.
Il programma della giornata prevede la celebrazione della messa nella Basilica di S. Marco a Venezia. Durante la festa si celebra inoltre una processione in Basilica, alla quale partecipano le maggiori autorità religiose e civili di Venezia.
In occasione della festa del Patrono i Veneziani usano donare il bocolo (bocciolo di rosa) alla propria amata.
Sulle origini di questo dono conosciamo due ipotesi leggendarie.
Una riguarda la storia del contrastato amore tra la nobildonna Maria Partecipazio ed il trovatore Tancredi. Nell'intento di superare gli ostacoli dati dalla diversità di classe sociale, Tancredi parte per la guerra cercando di ottenere una fama militare che lo renda degno di tanto altolocata sposa. Purtroppo però, dopo essersi valorosamente distinto agli ordini di Carlo Magno nella guerra contro i Mori di Spagna, cade ferito a morte sopra un roseto che si tinge di rosso con il suo sangue. Tancredi morente affida a Orlando il paladino un bocciolo di quel roseto perché lo consegni alla sua amata.
Orlando fedele alla promessa giunge a Venezia il giorno prima di S.Marco e consegna alla nobildonna il bocciolo quale estremo messaggio d'amore del perito spasimante. La mattina seguente Maria Partecipazio viene trovata morta con il bocciolo rosso posato sul cuore e da allora gli amanti veneziani usano quel fiore come emblematico pegno d'amore.
Secondo l'altra leggenda la tradizione del bocolo discende invece dal roseto che nasceva accanto la tomba dell'Evangelista. Il roseto sarebbe stato donato a un marinaio della Giudecca di nome Basilio quale premio per la sua grande collaborazione nella trafugazione delle spoglie del Santo. Piantato nel giardino della sua casa il roseto alla morte di Basilio divenne il confine della proprietà suddivisa tra i due figli. Avvenne in seguito una rottura dell'armonia tra i due rami della famiglia (fatto che sempre secondo le narrazioni fu causa anche di un omicidio), e la pianta smise di fiorire. Un 25 aprile di molti anni dopo nacque amore a prima vista tra una fanciulla discendente da uno dei due rami e un giovane dell'altro ramo familiare. I due giovani si innamorarono guardandosi attraverso il roseto che separava i due orti. Il roseto accompagnò lo sbocciare dell'amore tra parti nemiche coprendosi di boccoli rossi, e il giovane cogliendone uno lo donò alla fanciulla. In ricordo di questo amore a lieto fine, che avrebbe restituito la pace tra le due famiglie, i veneziani offrono ancor oggi il boccolo rosso alla propria amata.
Particolare curioso e molto italiano, il bocolo è anche il dono che in quel giorno i figli usano fare alle mamme.

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