14 dic 2008

Ponte di Rialto

Anticamente era questo l'unico stabile collegamento delle due sponde del Canal Grande, in cui si divideva la città.Il ponte fu' costruito nel punto in cui, fin dai tempi piu' lontani si svolsero con maggiore intensità la vita e il commercio veneziano. Sin dal 1172 sotto il dogado di Sebastiano Ziani pare si pensasse ad un ponte di barche. La leggenda ricorda invece come nel 1181 qui fosse eretto da Nicolo' Baratieri un ponte di barche, detto "Quartarolo" dalla piccola moneta che si spendeva per attraversarlo, o anche della "moneta" , dalla vicina Zecca. Verso la metà del XIII sec. fu sostituito con un ponte sostenuto da pali, ma questo venne rotto nel 1310 dai confederati nella congiura di Bajamonte Tiepolo, allorchè essi, vinti dai difensori della Signoria, si ritirarono nel loro quartiere presso le case dei Tiepolo e dei Querini a Rialto. Il ponte venne sistemato e, verso la fine del XV sec. (1444), crollo' a causa della gran folla accorsa ad assistere al passaggio della Marchesa di Ferrara.Venne poi rifabbricato in legno, in forma piu' ampia, con botteghe, un ponte mobile centrale, come ci è riprodotto in un dipinto della fine del XV sec. di Vittore Carpaccio. Al principio del 500 era cosi' deperito che venne restaurato dall'arch. Giorgio Spavento (1501). Nel 1524 si deliberò di ricostuirlo in pietra.Nel 1544 presentarono i loro progetti i piu' famosi architetti del tempo : Michelangelo, Palladio (si conserva il suo progetto a 5 archi), Vignola, Sansovino e piu' tardi Antonio Da Ponte, Vincenzo Scamozzi e Alvise Boldu'. Il Da Ponte fu il costruttore (ma solo in parte l'ideatore) con l'aiuto del nipote Antonio Contin.Dopo annose vicende e ostilità, il ponte venne compiuto tra il 1588 e il 1591 sotto il dogado di Pasquale Cicogna il cui epitaffio commemorativo, sormontato dal suo stemma, si trova ai quattro fianchi del ponte.Poserosa mole, robusta nell'insieme costruttivo, ma alquanto pesante ed inelegante nei particolari architettonici, solidamente piantata su palafitte; l'unica audace arcata di oltre 28 m. di corda sopporta due file di botteghe collegate fra loro al centro da due grandi archi che tripartiscono l'intera larghezza del ponte. Sulle due facciate esterne, si notano sculture a rilievo : nel centro dei timpani la colomba, ai lati l'Annunciazione di Agostino Rubini, S. Marco e S. Teodoro di Tiziano Aspetti (fine sec. XVI). Il passaggio di mezzo, su cui si sprono numerose botteghe di merciai, è arteria pittorescamente caratteristica, affollata dal continuo viavai di gente, ancor piu' ingombra di mercanzia e di venditori ambulanti.
La tradizione ricorda Rialto, fin dai tempi piu' remoti, come uno dei centri di vita insulare veneziana, ove i primi abitanti, fuggiaschi dalla terraferma, approfittando del terreno piu' sodo e piu' elevato e quindi piu' sicuro dalle alluvioni, avrebbero accentrato i loro traffici. Come S. Marco, sede del Palazzo del Governo, rappresenta il sito piu' augusto, accanto alla Chiesa veneranda, della vita ufficiale veneziana. Rialto in secoli ancora piu' remoti, fu il centro piu' importante del nuovo nucleo insulare, e "Rivoaltus" ebbe infatti a denominarsi l'intera città fin oltre il mille, prima di assumere definitivamente il nome di Venezia.
(tratto da : Venezia e il suo estuario. Guida storica artistica di Giulio Lorenzetti)




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