30 ott 2008

Introduzione

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Ti sei mai chiesto come sia stato possibile utilizzare l’acqua potabile in città ? Forse no. Ben pochi di noi hanno infatti idea di come siano riusciti i veneziani, nel corso dei secoli, a coprire la necessità degli abitanti di questo elemento cosi’ importante per la vita degli individui. Agli inizi della storia della città vennero infatti scavati dei pozzi per l’estrazione dell’acqua dal sottosuolo, ma questi poterono essere realizzati solo nelle isole piu’ alte. Per tentare di coprire il fabbisogno, che aumentava con l’espansione della città, piu’ tardi si comincio’ a raccogliere l’acqua piovana in cisterne e altra acqua venne portata con navi dalla terraferma. Solo nel Medioevo si cominciarono a realizzare dei pozzi per la raccolta dell’acqua molto complicati e costosi, ma estremamente efficienti. Venne cosi’ pavimentato ogni luogo che si prestasse alla raccolta dell’acqua piovana come le piazze pubbliche e i cortili interni delle case. Sul posto veniva quindi scavata una fossa molto profonda che a volte occupava l’intera piazza pubblica o tutto il cortile interno di un palazzo. La fossa veniva rivestita di argilla impermeabile e poi riempita di sabbia. Si costruiva poi un pozzo in muratura che, nella parte inferiore, veniva lasciato aperto a breve distanza dallo strato di argilla. Si realizzavano inoltre dei tombini che avevano nella parte interrata delle camere in muratura chiuse nella parte inferiore da pietre naturali accumulate senza ordine. La zona veniva poi pavimentata creando dei piani inclinati che convogliavano l’acqua verso i tombini. I pozzi permettevano quindi un accumulo di grandi quantità di acqua e il filtraggio dei quest’ultima attraverso la sabbia. Quando la vasca di raccolta era piena la pressione spingeva l’acqua verso l’alto riempiendo cosi’ i pozzi. Questo spiega perché la maggior parte delle piazze e dei cortili interni non ospitassero piante ornamentali.
A volte il luogo intorno al pozzo era stato sopraelevato in modo da impedire l’ingresso di acqua di mare nelle cisterne anche durante i periodi di acqua alta. I pozzi pubblici erano chiusi da un coperchio con serratura che veniva aperto solo in determinate ore da un funzionario della città che vigilava sul prelievo dell’acqua tentando di impedire l’inquinamento della cisterna. Nonostante questo accorgimento i veneziani trascurarono per secoli un problema che fu risolto soltanto sotto Napoleone. I cimiteri infatti, che erano sorti intorno alle chiese, confinavano spesso con le piazze pubbliche. L’acqua alta talvolta provocava un riflusso dei veleni provocati della putrefazione dei corpi contaminando i pozzi. Cosi’ nel 1807 fu creato un cimitero separato su un’isola destinata ad ospitarlo.
Le vere da pozzo, i parapetti in pietra dei pozzi, erano uno spettacolo comune nei campi della città. Molte di queste presentano decorazioni scolpite. Un esempio cinquecentesco particolarmente bello si trova ancora oggi nel campo di S.Giovanni e Paolo. Oggi Venezia ha un acquedotto centrale pubblico e le vere da pozzo comunicano solo un aspetto della cultura quotidiana del passato della città01w
Qui sopra ho evidenziato i tombini di raccolta dell'acqua piovana02w
Questo è invece lo schema che spiega il che modo venivano realizzate le cisterne
(Arte & Architettura Venezia)

Devo confessare che ho iniziato ad apprezzare queste "opere minori" solo dopo essermi documentato sulle loro origini, prima infatti le consideravo solo uno dei tanti elementi che compongono il paesaggio veneziano e mai mi sarebbe passata per la testa l'idea di fotografarle. Purtroppo ho constatato che cio' che è capitato a me capita anche alla stragrande maggioranza dei turisti che non prestano attenzione ai pozzi. Li utilizzano anzi come sostegno dove appoggiarsi quando sono stanchi oppure come supporto dove collocare immondizie varie. Per altri, abitanti compresi, i pozzi rappresentano addirittura un fastidio che va, possibilmente, eliminato (se consideriamo che non hanno piu' la funzione per la quale sono stati realizzati).
Le vere da pozzo ci raccontano il quotidiano della Venezia piu' antica, ma ci offrono anche la possibilità, andando alla loro ricerca, di fare una passeggiata nell'arte e nella storia di questa città in cui tutto è straordinario.
Le foto delle vere da pozzo sono state divise per sestiere e vogliono rappresentare solo una documentazione sulla loro esistenza. Non ho, in questa sede, la velleità di raccogliere belle foto. Quelle inserite sono, in molte occasioni, appena accettabili. Andare alla ricerca dei pozzi vuol dire setacciare ogni vicolo della città e vi assicuro che cio' richiede molto tempo e dedizione. Contrariamente a cio' che comunemente si pensa Venezia non è affatto una piccola città
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2 commenti:

Claudio ha detto...

Veramente interessante,Oscar.E' vero,quando sei maggiormente informato su un argomento,da quel momento lo scruti con altri occhi e da allora lo consideri con desiderio di approfondire.Ti sono grato di avermi presentato con sintesi ed efficacia questa particolarità di Venezia che non conoscevo e che riunisce storia,tecnica e tradizione.Preferisco questo,tra tanti blog sulla città,nei vari momenti della giornata ma soprattutto come ultimo appuntamento della notte per addormentarmi con ancora negli occhi qualche bella immagine della Serenissima.Prosegui così.

Oscar ha detto...

Claudio: ti ringrazio molto. Questo blog nasce dall'esigenza di non dare piu' per scontato nessun aspetto di una città che, fino ad ora pensavo di conoscere. Ciao

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