02/lug/2014

Oasi di Cervara

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A due passi da Treviso ed esattamente a Santa Cristina di Quinto di Treviso si trova l'Oasi naturalistica del Mulino di Cervara (le informazioni su come raggiungerla le trovate qui)
Gli uccelli rappresentano senz’altro gli abitanti più appariscenti dell’Oasi di Cervara, e tra essi il posto d’onore è occupato dagli aironi. L’Oasi ospita una delle più importanti garzaie del Veneto, dove sono stati censiti circa 200 nidi di Airone cenerino, Nitticora e Garzetta. A questi si aggiungono presenze occasionali, ma sempre più frequenti, di Aironi guardabuoi e Aironi bianchi maggiori. Nel 2011 è stata accertata nella garzaia la prima nidificazione di Marangone minore.
Oltre agli aironi, osservabili in volo e sui nidi, la palude accoglie una ricca comunità di specie, tra cui il Martin pescatore, il Porciglione, l’Usignolo di fiume, il Germano reale e il Cigno reale. In estate si aggiungono altri ospiti nidificanti, come la Marzaiola, il Tarabusino, il Pendolino, l’ Airone rosso, la Cannaiola e il Cannareccione, mentre i rigori dell’inverno invitano a sostare nella palude il Beccaccino, il Cormorano, la Poiana e lo Sparviere. Lungo i sentieri pedonali della Rosta e della Piovega si possono osservare i nidi scavati nei salici e nei pioppi dal Picchio verde e dal Picchio rosso maggiore. Queste cavità vengono riutilizzate per nidificare anche dallo Storno, dalla Cinciallegra e dalla Cinciarella. Le sponde dei canali della Rosta e della Piovega sono il luogo ideale per osservare folaghe, gallinelle d’acqua e tuffetti, mentre sulle radici aeree degli ontani capita di sorprendere l ‘Arvicola terrestre (Tratto dal sito ufficiale)Oasi Cervara 00b

Le prime notizie sul Mulino di Cervara risalgono al 1325, qunado Tommaso de Strassio acquista 91 campi con annessi rustici e una ruota da mulino. Nei secoli a venire il mulino avrà diversi proprietari e muterà aspetto, trasformandosi a seconda delle esigenze del lavoro e delle tecniche dell'arte molitoria. Verrà abbandonato nel 1965 e le sue macine andranno vendute alla ex Jugoslavia. Solo con l'acquisto dell'isola di S.Cristina da parte del Comune di Quinto di Treviso, il Mulino verrà completamente restaurato: in particolare verranno ricostruite le due ruote in legno e messi in funzione i congegni necessari alla sfruttamento della forza idraulica. Anche i macchinari d'epoca sono stati rimessi al loro posto: la macchina in pietra per la farina di grano e la più' recente macina a cilindriOasi Cervara 01Oasi Cervara 03Oasi Cervara 04Oasi Cervara 04aOasi Cervara 06Oasi Cervara 06aOasi Cervara 07Oasi Cervara 11Oasi Cervara 12

Il "Casone" è la tipica costruzione di legno e canniccio di pescatori e contadini delle valli da pesca e delle zone umide del Veneto. Il termine "Casone" deriva da casa nel senso più' profondo di abitazione di campagna e di ricovero. Era originariamente una capanna, ossia un rifugio coperto di paglia fatto per riparare uomini e cose dalle intemperie. Dopo molte trasformazioni è diventata una vera e propria abitazione; da una forma conica è passata ad una struttura rettangolare, con i muri di mattoni e pietre; il tetto a quattro spioventi molto inclinati, continuerà ad essere in legno rivestito son la canna palustre e le aperture continueranno ad essere molte piccole. Da alcuni dipinti, incisioni e mappe del passato appaiono numerosi Casoni costruiti lungo le rive dei fiumi. A testimonianza di quanta importanza avessero un tempo i fiumi come vie di comunicazioneOasi Cervara 13

Come potete vedere il Casone che trovate all'interno del Parco è stato adibito ad una piccola sala conferenzeOasi Cervara 14Oasi Cervara 15Oasi Cervara 15aOasi Cervara 16Oasi Cervara 18

Nell’Oasi convivono due ambienti: la palude a canneto e il bosco umido. La zona a canneto (o fragmiteto), occupa circa 1/3 dell’area protetta, ed è visitabile quasi esclusivamente con l’utilizzo di barche a fondo piatto. Vi sono poi altre associazioni vegetali legate all’acqua corrente oppure ai fontanili di risorgiva, dove si incontrano ancora ampie zone a marisceto caratterizzate dalla presenza del Falasco. I sentieri pedonali dell’Oasi permettono invece di visitare il bosco ripariale umido costituito da Ontano, Pioppo, Salice bianco, Salice cenerino e Salicone. Dove il terreno si fa più asciutto compaiono alcuni esemplari isolati di Farnia e Olmo. Una interessante varietà di piante tipiche delle zone umide si può ammirare lungo i sentieri dell’ Orto Botanico, alcune delle quali sempre più rare come il Trifoglio fibrino e il Giunco fiorito. Nell’orto botanico si possono osservare altre associazioni vegetali come il giuncheto e il molinieto, rappresentanti rispettivamente la vegetazione delle torbiere e dei prati umidi. Infine, i canali, lungo i quali si snodano i sentieri dell’Oasi, ospitano le piante sommerse che contribuiscono da sempre a dare al Sile l’appellativo di Fiume Verde, come il Ranuncolo d’acqua, la Callitriche e alcune specie di Potamogeto, tra le cui eleganti fronde nuotano indisturbate numerose trote fario e lucci (Tratto dal sito ufficiale)Oasi Cervara 19Oasi Cervara 19aOasi Cervara 20Oasi Cervara 22Oasi Cervara 23Oasi Cervara 24Oasi Cervara 24aOasi Cervara 25

Avete mai visto da vicino un Martin pescatore mentre si tuffa sott’acqua e riemerge con un pesce nel becco? Probabilmente no. Da questa estate potrete farlo all’Oasi: nel corso dell’inverno è stato realizzato un nuovo osservatorio dedicato proprio all’incontro con il Martin pescatore che, a tutti gli effetti, è la mascotte della palude. Ogni giorno, il personale dell’Oasi rifornisce con dei piccoli pesci una polla sorgiva situata a breve distanza dalle finestre dell’osservatorio e, già dai primi giorni, i martin pescatori sembrano aver gradito questa nuova tavola imbandita.
Poter osservare in natura la caccia, o meglio la pesca, del martino è molto difficile visto che questo piccolo e colorato uccello non ama stare molto vicino all’uomo. Ma stando dietro alle vetrate panoramiche di questo osservatorio le cose cambiano ed è possibile vedere i Martini molto da vicino, soprattutto mentre sostano sui rami del vecchio sambuco che utilizzano come trampolino di lancio per i loro tuffi.
Tre consigli per incontrare il Martin pescatore con successo: armatevi di un pò di pazienza, rimanete nell’osservatorio in silenzio e, soprattutto, approfittate dei giorni feriali in cui il parco è visitato da poche persone. Avere un binocolo è una cosa estremamente utile per osservare gli uccelli, ma se non lo avete o lo avete dimenticato a casa non preoccupatevi, presso la biglietteria potrete noleggiarne uno per tutto il pomeriggio.
Nel Sito ufficiale troverete tutte le informazioni utili alla visita. Oasi Cervara 30

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