02/set/2014

C'era una volta un pesce...

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Venerdi scorso sono entrato in Corte del tagiapiera o del Pozzetto (Sestiere di San Marco). Mi aveva incuriosito un commento che la nostra amica Luci aveva inserito (nel luglio 2013) nel mio post del marzo 2010 dedicato alla Corte stessa. Luci aveva scritto di non aver potuto visitare la Corte in quanto aveva trovato un cancello che ne impediva l'entrata. Il cancello ora non c'è più'. Ho notato i ferri ai quali era agganciato e anche il fatto che l'hotel che occupava la Casetta rossa era stato chiuso. Ho dato un'occhiata in giro e con mia grande sorpresa ho notato che la maniglia a forma di pesce che adornava il portone che dà accesso al giardino della Casetta era sparito. Il giardino e la Casetta apparivano abbandonati. Che fine ha fatto il pesce??DSC 1549 wDSC 1554 wDSC 1557 w

Qui sotto ho inserito alcune foto del mio post del marzo 2010Corte del tagiapiera 14aCorte del tagiapiera 23

Questo è il pesce che probabilmente…ha preso il largo. Considerando lo stato di abbandono della Casetta, del giardino e del portone non credo che il pesce sia stato sottoposto ad un attento restauro…...Corte del tagiapiera 08Corte del tagiapiera 17

31/ago/2014

Unlock your Love

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29 agosto. A due giorni dal termine dell'iniziativa promossa nel tentativo di eliminare tutti (o quasi) i lucchetti attaccati ai ponti veneziani eccomi a verificare di persona.
I cartelli apposti dai veneziani e dagli amanti della città sono stati tolti insieme ai lucchetti (erano stati stimati circa 20 mila lucchetti). I cartelli sono spariti e con loro anche i lucchetti che "resistono" in numero davvero limitatoDSC 1494

Ecco come si presentava il Ponte dell'Accademia (il più' gettonato dagli innamorati)DSC 1502DSC 1505

A ridosso di uno dei lampioni di illuminazione qualcuno aveva posizionato un cartello sul quale era stata fissata questa pagina di cronacaDSC 1510

I Ponti sul Rio de la Canonica o de Palazzo, come potete vedere voi stessi, avavano ancora parecchi lucchetti attaccati. Mi auguro che vengano eliminati al più' presto e che in futuro gli innamorati si regalino un bacio piuttosto di un pezzo di ferroDSC 1624

Naturalmente ho visto altri lucchetti su altri ponti ma il loro numero, per fortuna, era davvero esiguo.DSC 1675

Ai miei lettori

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Ciao a tutti!. Come state? Passate bene le vacanze? Mi auguro di si' e spero che le abbiate trascorse in luoghi in cui il tempo non faceva i capricci come qui da me.
Lo so…la mia assenza è stata più' lunga del normale quest'anno ma sentivo la necessità di un lungo riposo. Alzarmi molto presto il mattino per reperire il materiale da pubblicare e le interminabili sedute serali davanti al Mac mi avevano stancato.
Venerdi' scorso sono tornato a Venezia per vedere di persona come si presentavano i ponti veneziani allo scadere dell'iniziativa "Unlock your love", come segnalato da Luci, e di questo vi informerò' prestissimo.
Durante la passeggiata ho fatto alcune scoperte: alcune molto interessanti ed altre meno.
Vi aggiornerò' nei prossimi posts. A presto...

29/lug/2014

Villa Tiepolo Passi

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Il primo insediamento di Villa Tiepolo Passi risale agli inizi del '500 e la Villa raggiunge le dimensioni attuali un secolo dopo ad opera di Ermolao Tiepolo, procuratore di San Marco e senatore della Repubblica Serenissima. Nell‘800 la Villa, arricchita e impreziosita nel corso dei secoli da artisti di fama, diventa dei Conti Passi de Preposulo, che tuttora vi abitano. In questo luogo di assoluto fascino, oggi sede di un‘azienda agricola e meta di turismo culturale ed eventi esclusivi, è possibile ritrovare, con le architetture e le opere d’arte, anche il piacere di un’accoglienza d’altri tempi e quel fervore tra le barchesse e i campi che riecheggia la straordinaria qualità di ciò che venne definita "Civiltà di Villa".
Venezia in terraferma: L'inizio della penetrazione veneziana in terraferma risale al 1339, quando la città di Treviso viene annessa ai domini della Repubblica veneta. Nel 1345 Venezia abroga la legge che proibisce ai suoi cittadini di acquistare terre sulla terraferma: così', dalla metà del '300, all'attività cui i veneziani erano dediti principalmente, "coltivar el mar", ovvero il commercio marittimo, s'aggiunge l'interesse per i "domini de tera".
Nei primi anni del '400 l'espansione di Venezia in terraferma oltre i confini delle lagune (il Mediterraneo era pressoché già di suo completo dominio) diventa molto consistente; nei territori che vanno dalla gronda lagunare alle Dolomiti e dal Friuli alla Lombardia va strutturandosi tutta la forza imprenditoriale, tecnica e industriale della Serenissima. Mentre gli avvenimenti della storia si susseguono incalzanti (caduta di Costantinopoli, scoperta dell'America, Lega di Cambrai), la dominante diventa, in tutti i settori, la prima Nazione del mondo, per forza lavoro, capacità manifatturiera, forza finanziaria. L'apice della potenza veneziana data il 1575.
Le ville venete di campagna sono come le fabbriche del tempo, punto di riferimento economico e sociale del territorio su cui sorgono: assistiamo al fenomeno del Nord-Est "ante litteram", che si protrae all'incirca fino alla fine del '700.
Trecento anni che gli storici chiamano "Pax Veneta" per la straordinaria qualità della vita che caratterizza il periodo, sia dal punto di vista economico che sociale, per non parlare della fioritura dell'arte: i più' grandi artisti soggiornano e lavorano all'interno delle Ville Venete, dal Petrarca al Palladio, dal Tiziano al Tiepolo, dal Goldoni al Canova. Con l'avvento di Napoleone inizia la decadenza di Venezia. Le Ville Venete rimangono a testimoniare il grandioso passato di Venezia in terraferma (la civiltà di Villa), anche se due secoli di "vuoto" di potere ne hanno fatto dimenticare in gran parte il senso e il ruolo. Oggi, dopo molti secoli, le Ville venete stanno ritrovando la loro funzione di punti di ferimento per il territorio circostante, sia dal punto di vista culturale, grazie al loro straordinario patrimonio storico, artistico e paesaggistico, sia dal punto di vista economico, grazie allo sviluppo del turismoVilla Passi 01w

Storia: Il primo insediamento di Villa Tiepolo Passi risale agli inizi del 500 e la Villa raggiunge le dimensioni attuali un secolo dopo ad opera di Ermolao Tiepolo, procuratore di San Marco e senatore della Repubblica Serenissima. Nell‘800 la Villa, arricchita e impreziosita nel corso dei secoli da artisti di fama, diventa dei Conti Passi de Preposulo, che tuttora vi abitano. In questo luogo di assoluto fascino, oggi sede di un‘azienda agricola e meta di turismo culturale ed eventi esclusivi, è possibile ritrovare, con le architetture e le opere d’arte, anche il piacere di un’accoglienza d’altri tempi e quel fervore tra le barchesse e i campi che riecheggia la straordinaria qualità di ciò che venne definita “Civiltà di Villa”. La Villa sorge sull‘antico terrapieno di un Castelliere paleoveneto, divenuto successivamente presidio militare romano (castrum). In questo luogo geograficamente strategico, di cui è testimonianza lo straordinario viale prospettico che si estende per due chilometri e mezzo di fronte alla Villa (vedi cartina sotto), la nobile e potente famiglia veneziana dei Tiepolo decise di edificare la propria dimora di campagna. Villa Tiepolo Passi è costruita in stile veneziano barocco; nel salone centrale, così come ai piani nobili delle barchesse, si possono ammirare i sontuosi affreschi di Pietro Antonio Cerva, detto il Bolognese (1675). All‘esterno, il grande „selese“ accoglie due busti di Giuseppe Bernardi, detto il Torretto, che aveva a bottega il giovane Antonio Canova. Nel parco si trova una delle due cappelle gentilizie della Villa Veneta (l‘altra è all‘interno della Barchessa Ovest). Edificata nel 1774 e affrescata da Gian Battista Canal (nipote del Canaletto), questa chiesa è dedicata alla Madonna del Rosario e Papa Pio VI vi concesse l’indulgenza plenaria. I due oratori sono tuttora luoghi di culto. Sul retro della Casa scuderie, rimesse, granai, cantine, oggi magnificamente ristrutturati, ritrovano le proprie antiche funzioni aprendosi all’ospitalità. Oltre il ponte sul rio Piovensan si estendono le coltivazioni di uva, granoturco e alberi da fruttoVilla Passi 02w

Si possono effettuare visite guidate su prenotazione: Orario Estivo: Individuali: tutte le domeniche alle ore 11.00 e alle ore 16.00 (NB: la visita sarà effettuata solo al raggiungimento di un numero minimo di 6 partecipanti)
Gruppi: tutti i giorni su prenotazione (minimo 15 persone) Info e Prenotazioni: info@villatiepolopassi.it - Tel. 0422 397790

La Villa Tiepolo Passi ha,nella magnifica Tesa dei Tiepolo, immerso in una campagna rigogliosa, un ristorante che popone una cucina legata agli antichi ricettari di famiglia. I sapori genuini dei prodotti di casa incontrano la creatività del nostro chef, dando vita a piatti originali e deliziosi in cui la tradizione sposa la modernità.

A Villa Tiepolo Passi è possibile soggiornare in uno splendido appartamento affacciato su tigli e querce secolari, con magnifica vista sul fiume e sulla campagna. Un luogo di assoluto fascino perfetto per chi desidera un piacevole soggiorno in Villa.

I testi sono tratti dal sito ufficiale Mappa w

L'affresco del gioco dei dadi

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Nel libro "Venezia insolita e segreta" scritto, insieme a Thomas Jonglez, dalla mia amica Paola Zoffoli avevo letto della passione dei veneziani per il gioco dei dadi. Per descrivere la cosa Paola ha pubblicato un'immagine simile a quelle che qui vi propongo. Nel libro la scrittrice offre al lettore l'esatta indicazione di dove si trova questo affrescoDSC 8405 w

Incuriosito mi sono recato sul posto ed ho potuto appurare che per fortuna lo stato di conservazione del disegno (datato 1691) è ancora abbastanza buonaDSC 8407 w

Ho poi effettuato, in rete, alcune ricerche sull'argomento ed ho trovato che:
"L’unico luogo dove era possibile giocare d’azzardo (il gioco dei dadi) per lungo tempo, fu tra le due colonne di piazza San Marco. Il motivo della scelta di quel luogo sta nel fatto che le due colonne, arrivate dall’oriente, per lungo tempo rimasero adagiate sulla riva. Fu grazie all’ingegno di Nicola Starantonio Barattiero, costruttore della bergamasca (il primo costruttore del Ponte di Rialto), che nel 1172 riuscì ad innalzare le due colonne. Il Barattiero ideò un montacarichi a contrappeso usato tra l’altro nella costruzione del Campanile di San Marco: la torre più alta a quei tempi. Fu tanta l’ammirazione da parte del governo della Serenissima che come premio, permise a Nicolò di aprire una bisca per il gioco dei dadi tra le due colonne e i giocatori furono chiamati barattieri. La famiglia acquisisce nel 1466 il titolo di conti grazie a Bianca Maria Visconti che gli diede il feudo di San Pietro in Cerro. Curiosità: nel loro stemma araldico a ricordo di Nicolò vi sono tre dadi. Nel tempo, nonostante i divieti, il gioco d’azzardo era talmente diffuso e popolare che nel Seicento la pratica fu permessa durante il carnevale che in quel periodo durava da Ottobre fino a Febbraio del Martedì grasso. Nel 1638, il nobile Marco Dandolo venne autorizzato ad aprire in Calle Vallaresso, un “Ridotto Grande” cioè una casa da gioco pubblica"
Notiamo quindi, come scrive Paola, che questo affresco appare (vedi la data sotto) come un'opera "moderna" rispetto ad un gioco che a Venezia ha origini molto più' antiche. Come vi ho accennato nel libro è riportata l'esatta ubicazione dell'opera. Una cosa che posso aggiungere io è che questa è visibile solo guardando all'insu'.
I veneziani sanno dove si trova e voi?

24/lug/2014

Bassorilievo

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A Venezia i bassorilievi, gli stemmi, le scritte lapidee, i fregi e le patere adornano i Palazzi, le Chiese ed anche le case più' modeste. Molte sono originali, altre sono copie, ma quasi tutte sono state realizzate in pietra d'Istria proveniente dalle cave di Rovigno e dall'Isola di Brioni. Una pietra di colore bianco che, come dice il Sansovino, è simile al marmo: "salda et forte e che dura per lunghissimo tempo ai ghiacci et al Sole". Molte di queste opere vengono definite "erratiche" in quanto sono state collocate in luoghi diversi da quelli originari. Questo bassorilievo adorna il muro di un Palazzo in Calle de l'Oglio o del Cafetier a Dorsoduro. Ci troviamo nei pressi della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista e l'opera a mio avviso potrebbe rappresentare due confratelli che reggono il simbolo della Scuola stessa.

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