23 giu 2016

Dimmi dove a Venezia

Dimmi dove a Venezia 23 06 2016Se, come me, vi fermate ad osservare i particolari allora riconoscerete con facilità questo viso dalle sembianze davvero particolari. Altrimenti...buona caccia!

22 giu 2016

Castello di Monselice (Padova) - 2a parte

Castello Monselice 22 06 2016 N01Castello Monselice 22 06 2016 N02Castello Monselice 22 06 2016 N03Castello Monselice 22 06 2016 N04Castello Monselice 22 06 2016 N05Castello Monselice 22 06 2016 N06Castello Monselice 22 06 2016 N07

Agli inizi del ‘600 la ricca famiglia veneziana Marcello amplia il cortile interno denominato Cortile Veneziano, creando uno spazio armonioso e molto riservato, adatto a concerti e rappresentazioni teatrali. Nel muro di cinta è inserita un ensemble di putti musicanti con strumenti musicali di epoca barocca, mentre sul lato sud di questo piccolo campiello veneziano è stata costruita dall’architetto Andrea Tirali la cappella gentilizia dei Marcello (XVIII sec.)Castello Monselice 22 06 2016 N08Castello Monselice 22 06 2016 N09Castello Monselice 22 06 2016 N10Castello Monselice 22 06 2016 N11Castello Monselice 22 06 2016 N12Castello Monselice 22 06 2016 N13Castello Monselice 22 06 2016 N14Castello Monselice 22 06 2016 N15Castello Monselice 22 06 2016 N16Castello Monselice 22 06 2016 N17Castello Monselice 22 06 2016 N18Castello Monselice 22 06 2016 N19

Armeria del Castello, allestita dal Conte Vittorio Cini negli anni Trenta del secolo scorso, occupa attualmente l’intero pianoterra della Torre Ezzeliniana (XIII sec.). La collezione d’armi è suddivisa in tre sale, ciascuna delle quali accoglie una pregevole raccolta di armature complete da torneo e da guerra, di elmi e cotte di maglia, di spade, pugnali, armi in asta, balestre e armi da fuoco, databili tra il XIV sec. e il XVIII sec. La loro provenienza italiana, spagnola, tedesca e francese offre una visione dell’uso e della diffusione delle armi in Europa con riferimento al periodo medievale e rinascimentaleCastello Monselice 22 06 2016 N20Castello Monselice 22 06 2016 N21Castello Monselice 22 06 2016 N22Castello Monselice 22 06 2016 N23Castello Monselice 22 06 2016 N24

I testi e le foto dell'Armeria sono tratti dal sito ufficiale: castellodimonselice.it

21 giu 2016

Castello di Monselice (Padova) -1a parte

Castello Monselice 21 06 2016 N1

Ai piedi del Colle della Rocca si erge maestoso un complesso architettonico denominato Castello Cini che raggruppa in sé diverse tipologie di edifici. Tra l’XI sec. ed il XVI sec. il castello è stato dimora signorile, torre difensiva fino a diventare villa veneta.Il Castello si compone infatti di quattro nuclei principali; la parte più antica è la Casa romanica (XI sec.) che assieme al Castelletto (XII sec.) forma il primo nucleo abitativo. Nel corso del XIII sec., staccata, venne costruita la Torre Ezzeliniana, un possente edificio difensivo voluto da Ezzelino III da Romano. La caratterizzano, all’interno, monumentali camini “a torre”, unici in Italia per forma e funzionalità, fatti costruire dalla signoria padovana dei Da Carrara nel sec. XIV.
A partire dal 1405, dopo l’avvento della Serenissima Repubblica Veneta, il complesso monselicense viene acquistato dall’aristocratica famiglia veneziana Marcello che intraprende la costruzione di Cà Marcello, palazzo di collegamento fra le preesistenti strutture.I Marcello procedono poi all’ampliamento delle sale intermedie della Torre Ezzeliniana per ricavarne una dimora estiva, utilizzata ininterrottamente fino agli inizi dell’Ottocento. I nobili veneziani ingentiliscono il complesso costruendo sulla spianata antistante la Torre il leggiadro edificio della Biblioteca (XVI sec.); ristrutturano il Cortile veneziano (XVII sec.) e aggiungono nel corso del ‘700 la cappella privata di famiglia. La caduta della Repubblica di Venezia, alla fine del XVIII sec., segna un lento ma progressivo declino dell’antico maniero monselicense. La proprietà del Castello passa infine a diverse famiglie locali, tra cui i Girardi-Cini, senza per questo contribuire a sollevare le sorti del complesso. Il colpo di grazia viene inferto dal Regio Esercito Italiano che durante la I Guerra Mondiale usa il Castello per scopi militari, abbandonandolo nel 1919 interamente saccheggiato di tutti i suoi tesori.
Nel 1935 la proprietà passa per via ereditaria al Conte Vittorio Cini, uomo di grande raffinatezza intellettuale, che intraprende un’accurata ricerca d’oggetti d’arredamento (mobili, dipinti, tappeti, arazzi, ceramiche, strumenti musicali e stoffe) e di armi, ricreando all’interno del castello l’antica atmosfera medievale e rinascimentale che ancor oggi accoglie i visitatori nelle sale residenziali e nella vasta ARMERIA. Dal 1981 il complesso monumentale del Castello Cini di Monselice è passato in proprietà alla Regione Veneto, divenendo museo regionale congiuntamente all’Antiquarium Longobardo e al Mastio Federiciano.
Tratto da: castellodimonselice.it

20 giu 2016

Arco dei Gavi (Verona)

Arco dei Gavi 20 06 2016

Costruito dai romani agli inizi del primo secolo dopo Cristo, l'Arco dei Gavi è un raro esempio di arco celebrativo dedicato ad una famiglia di privati cittadini. Un elegante arco quadrifronte a pianta rettangolare allungata, realizzato impiegando pesanti blocchi di pietra bianca disposti in filari. Ha una struttura con due fronti principali e due secondari. Sui fronti principali vi sono quattro colonne corinzie; le due mediane inquadrano l'apertura mentre quelle angolari delimitano i fianchi del monumento. Negli spazi tra le colonne mediane e quelle angolari sono presenti delle nicchie che un tempo ospitavano le statue dei personaggi onorati: Massimo, Stabone, Lucio, Macro e Vibio.
Sebbene la sua forma ricordi quella degli archi di trionfo, esso è in realtà un arco celebrativo che fu realizzato per onorare alcuni componenti della famiglia Gavia, che in virtù di particolari meriti ottennero dalla municipalità il permesso di farlo edificare a proprie spese sul suolo pubblico. Per la sua ubicazione fu scelta una posizione molto prestigiosa, nella quale si concludeva la via Postumia al suo ingresso in città. Si trattava di una importante strada consolare che in epoca romana congiungeva Genova ed il Mar Ligure con il Mare Adriatico, di cui ancor oggi un tratto è visibile alla base dell’arco stesso. Perduta nel corso dei secoli la sua funzione celebrativa, in epoca medievale l'Arco dei Gavi divenne una delle principali porte di accesso a Verona, inserita nel prospetto delle mura comunali con il nome di Porta Nuova di San Zeno.
In origine l'arco aveva una posizione diversa da quella attuale. Esso infatti era posto di fronte alla torre dell’orologio di Castelvecchio, lungo l’attuale corso Cavour sul cui selciato sono ancora oggi ben visibili le originarie posizioni dei pilastri. Venne smontato nell'agosto del 1805 dalle truppe di occupazione napoleoniche, che ritenevano potesse ostacolasse il transito dei carri militari nel loro ingresso in città. Custodito amorevolmente dai veronesi per oltre un secolo fu ricomposto nel 1932 nell’attuale ubicazione, una piazzetta circondata da alberi posta sulla destra del medievale maniero di Castelvecchio. La suggestiva, ma erronea identificazione del suo realizzatore con il celebre architetto romano Vitruvio Pollione, teorico dell'architettura dell'età augustea, ne accrebbe di molto la fama e durante il rinascimento fu studiato dai principali artisti dell'epoca, tra cui Giovanni Bellini, Andrea Mantegna, Andrea Palladio, Michele Sanmicheli e Giovanni Falconetto. Il vero realizzatore, il cui nome è presente sul pilastro sinistro del prospetto rivolto verso il fiume Adige è in realtà Lucio Vitruvio Cerdone, che fu un devoto allievo del più famoso architetto imperiale.
Tratto da: verona.net

16 giu 2016

Dimmi dove a Venezia

Dimmi dove a Venezia 16 06 2016

Chi ha avuto al fortuna di visitare questo edificio probabilmente avrà notato questa statua. Per aiutarvi vi posso dire che la ricerca può essere ristretta al Sestiere di Cannaregio. Attendo le vostre risposte. Buona caccia!

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