15/set/2014

Portobuffolè (Treviso)

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Come vi ho detto nel precedente post conosco bene questo piccolo e bellissimo borgo. In questo post vi propongo qualche foto del Mercatino e di alcuni oggetti in vendita che ho notato sui vari banchi che affollavano le vie. Non è mia intenzione, per il momento, mostrarvi le particolarità di Portobuffolè. Seguiranno altri posts dedicati a questo. Prima di partire da casa poi avevo verificato che la posizione del sole rispetto alla porta di entrata non sarebbe stata quella ottimale…e i computer difficilmente sbagliano. Il sole domenica mattina ha iniziato a "brillare" nel vero senso della parola sono quando ho deciso di andarmene via…Portobuffole 44Portobuffole 40Portobuffole 46Portobuffole 47Portobuffole 48Portobuffole 49Portobuffole 58Portobuffole 55Portobuffole 56Portobuffole 53Portobuffole 59Portobuffole 37Portobuffole 38Portobuffole 54Portobuffole 58aPortobuffole 60Portobuffole 50Portobuffole 57Portobuffole 51

14/set/2014

Portobuffolè (Treviso)

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Vi porto come me a visitare il piccolo e bellissimo borgo di Portobuffolè in provincia di Treviso. Conosco molto bene questa località e oggi l'ho raggiunta per visitare il Mercatino dell'Antiquariato e del Collezionismo che qui si tiene ogni seconda domenica del mese. A presto per le foto...Cartina w

12/set/2014

Rolle di Cison di Valmarino (Treviso)

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Raggiungo questa piccola località percorrendo la strata del Molinetto (quella per intenderci che da Refrontolo passa proprio a fianco del celebre Mulinetto della Croda e arriva fino a qui). Lungo la strada noto parecchi curiosi che sono arrivati a constatare di persona i danni che la bomba d'acqua ha provocato ai primi di agosto. Il letto nel quale scorre il torrente sembra essere stato raschiato dalle ruspe. Non mi fermo ad osservare. Non ci riesco proprio. Sono passato di qui solo perché il navigatore mi segnalava questa strada per arrivare a Rolle. Mi dispiace per quanto è accaduto ma non mi voglio fermareRolle 02

Mi fermo solo poco prima di arrivare in paese per scattare alcune delle foto che qui vi propongo. L'uva è matura e pronta per essere raccolta. Queste sono le terre del Prosecco. Il paesino di Rolle è stato infatti edificato proprio lungo la strada del Prosecco che unisce Conegliano a Valdobbiadene. Vedo evidenti i segni di cedimenti sui pendii di molte vigne. Qui continua a piovere, a intervalli, sin dalla primavera e l'estate ha regalato davvero poco sole a queste uveRolle 04a

Entro in un vigneto ed incontro il proprietario della tenuta. Gli faccio parecchie domande e lui gentilmente mi risponde. Parliamo del maltempo, dell'imminente vendemmia, del paesino di Rolle e dei suoi abitanti. Lui è anziano e mi racconta del tempo trascorso e di quando a Rolle abitavano ottocento persone e a scuola c'erano 65 alunniRolle 04b

Oggi stavo facendo in rete una ricerca su questa località ed ho trovato, sul sito MarcaDoc, un articolo scritto da Alessio Antonini sul Corriere del Veneto nell'agosto del 2011. Vi assicuro che mentre lo leggevo strabuzzavo gli occhi in quanto lo scritto riporta fedelmente molte delle cose che il contadino mi aveva raccontato. Per questo ho deciso di proporlo anche a voi (vedi sotto)Rolle 05 1

Dal Corriere del Veneto. Agosto 2011. "Esistono luoghi nascosti nella luce dove la vigna si arrampica sulle colline perdendosi oltre l’orizzonte, dove gli olivi si stagliano sui declivi creando una barriera immaginaria che divide la terra dal cielo e dove la natura si apre all’occhio dell’uomo in file ordinate, ma mai monotone. In questi luoghi lontani dalla realtà dei capannoni industriali che affollano la nostra regione la vita scorre ancora alla stessa velocità di un tempo, regolata dalle leggi immutabili della natura che ogni settembre chiede l’intervento della mano umana. Rolle: borgo italiano nominato punto Fai (Fondo dell’Ambiente Italiano), situato a 40 chilometri da Treviso è rimasto identico a se stesso per centinaia d’anni al punto da meritarsi l’appellativo di «cartolina degli dei», come amava dire il poeta Andrea Zanzotto. (vedi, alla fine del post, la targa in legno che è stata fissata proprio sopra la fontana del paese). «Nulla. Qui non succede mai nulla. Ma è il più bel posto che c’è», dice sorridendo con dolcezza nonna Ambrosina. Lei vive proprio di fronte alla chiesa del paese da 82 anni esatti e ha visto il paese svuotarsi negli anni passando da ottocento abitanti a poco più di centocinquanta. «Siamo rimasti in quatro paesani e quatro albergatori», continua Ambrosina mentre spilla da una botte un bicchiere di vino nero che offre abitualmente a chi fa visita in casa sua. Giusto qualche coppietta alla ricerca di pace, qualche ciclista tedesco che si ferma incantato per un paio di giorni durante la traversata dei 47 chilometri della ciclabile della strada del Prosecco o qualche motociclista stregato dalle curve che collegano Conegliano a Valdobbiadene. «Una volta c’era una scuola con 65 bambini - racconta Vincenzo Gallon, assessore di quaranta anni fa e oggi contadino ottantenne e orgoglioso dei suoi venti ettari di vigneti - oggi di bambine c'è n’è solo una che sale sul pulmino ogni mattina per andare a scuola a Tarzo, a 15 chilometri di distanza dove ricompaiono i capannoni e il traffico è di nuovo quello dell’entroterra veneto. L’incredibile panorama di Rolle, spezzato solamente dal filo di ferro sospeso da terra che ogni primavera si carica d’uva, nasconde però preziosi segreti. «Vengo qui un paio di volte all’anno per riposarmi a casa di mia nonna con alcuni amici - spiega Marco Rebuffi, che ha appena concluso il terzo anno di giurisprudenza - E’ un posto tranquillo, ci facciamo qualche passeggiata e ci riposiamo». Passeggiando per il paesino che si affaccia su un unica strada collinare, non è difficile parlare con le persone. Un po’ per il caldo e un po’ per abitudine, le porte delle case restano aperte e tutti escono dalle cucine per fare volentieri due chiacchiere con i visitatori e con i ciclisti che si fermano all’unica fontana del borgo. «Rolle è il penultimo paese creato da Dio», puntualizza Gallon indicando il profilo della Bella che dorme, la montagna che domina Rolle e che forma il profilo di una ragazza distesa. Ma Perché? «Perché Dio lo ha fatto per penultimo!», conclude Gallon senza aggiungere altro. D’altra parte la bellezza non ha alcun bisogno di spiegazioni, al massimo di qualche indicazione stradale. In pochi chilometri infatti si raggiungono San Pietro di Feletto, Refrontolo, Arfanta, Corbanese, Conegliano e Sarano o luoghi di interesse come il molinetto della Croda, l’Abbazia di Follina, il castello di Conegliano, il castello di Cison di Valmarino, le Grotte del Caglieron di Vittorio Veneto e i vigneti e le cantine di Valdobbiadene.
Mi scuso con l'autore dell'articolo se mi sono permesso di tradurre le frasi che erano state riportate in dialetto e se ho apportato allo stesso dei piccoli aggiustamenti così' da renderlo più' comprensibile a chi mi legge.
P.S. Dopo aver letto l'articolo mi rendo conto che devo aver chiacchierato proprio con lo stesso contadino intervistato dal giornalista Rolle 11Rolle 12Rolle 13Rolle 14Rolle 15Rolle 16Rolle 18Rolle 19Rolle 20Rolle 08Rolle 04cCartina 1Cartina 2

Osservate le linee parallele formate dai filari delle vitiCartina 3

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