23/nov/2009

Festa della Madonna della Salute

Lo scorso sabato si è celebrata la Festa della Madonna della Salute alla quale hanno partecipato, come ogni anno, migliaia di veneziani.
Per facilitare l'accesso alla Basilica era stato aperto il ponte votivo galleggiante che permetteva ai fedeli di attraversare il Canal Grande, dallo "stazio" della gondola traghetto situato in Campo di Santa Maria del Giglio e raggiungere la sponda opposta di San Moisè. La gondola traghetto di Punta della Dogana mentre si sta avvicinando allo "stazio" delle Fondamenta della Dogana.Il tempo non era il massimo, ma per fortuna la temperatura era mite.In occasione della festa è tradizione acquistare una candela da accendere in chiesa per la Madonna.Dopo aver partecipato alla messa la festa si trasformava in una specie di sagra paesana coloratissima, oltre alla candela da accendere alla Madonna c'è infatti anche la tradizione di comprare un palloncino colorato ai bambini.E in tutte le sagre paesane non mancano di certo le leccornie di ogni tipo e colore che i tanti ambulanti esibivano in bella mostra sui loro banchi.Al di là della sagra paesana è giusto ricordare che la Basilica fu eretta per celebrare la liberazione della città dalla peste. Il modello prescelto fu quello proposto da Baldassare Longhena che all'età di soli 26 anni iniziò i lavori nel 1631 e li concluse nel 1681. Il Tempio fu consacrato nel 1687. Il grande architetto nel presentare il suo progetto, contro il quale si appuntarono le critiche e le invidie degli altri concorrenti, affermò che: l'opera da lui ideata, era "opera vergine, non piu' vista, curiosa, degna e bella, nè mai inventata, nè in tutto nè in parte per altre chiese di questa città.

22/nov/2009

Omaggio a Lacedelli

Oggi pomeriggio tantissime persone hanno reso omaggio, nella sua Cortina, a Lino Lacedelli che nel 1954, insieme al suo amico Achille Compagnoni, conquistò il K2. Lacedelli è morto venerdi scorso all'età di 84 anni.
Qualche immagine della bella chiesa dove si è svolto il funerale.In queste immagini sono documentate alcune fasi del restauro, tuttora in corso, della chiesa.Le vie del centro erano semideserte. Oggi infatti la città era in lutto.Messner, su TGCom, lo ha cosi' descritto :
"Lino Lacedelli non entrerà nella storia dell'alpinismo solo come conquistatore del K2 assieme a Achille Compagnoni, ma anche come uno dei più grandi arrampicatori": lo ha detto Reinhold Messner. Poi, prosegue: "Lacedelli ha contribuito alla ricostruzione psicologica dell'Italia nel dopoguerra. Per gli italiani, che avevano sofferto molto durante la guerra, la conquista del K2, la seconda cima del mondo e forse quella più difficile, è stato - secondo Messner - un vero e proprio toccasana per l'autostima dell'intero popolo".

17/nov/2009

Sarmede: I colori della fantasia

"Echi di mari lontani, fiabe dall'Oceania". Questo è il tema dell'edizione 2009 della mostra "Le immagini della fantasia". Fiabe, storie di grandi eroi e di divinità dispettose, di traversate oceaniche e di nuove isole da esplorare. Racconti degli borigeni australiani, dei Maori della Nuova Zelanda e di tutti gli altri popoli pescatori delle isole dell'Oceania. Vi riporto alcuni "frammenti" delle opere esposte.A Sàrmede, nel Palazzo Municipale, dal 18 ottobre al 20 dicembre potrete ammirare le illustrazioni (per libri dedicati all'infanzia e non solo) di circa quaranta artisti selezionati nel panorama internazionale.Alcune foto della sala dedicata alla mostra.Quello di Sàrmede è un'evento da non mancare per voi e per i vostri figli. Qui sotto alcuni particolari di decori effettuati dai vari artisti all'interno del Palazzo Municipale e sui muri di alcune case del centro.Un ritratto, fatto su di una parete della scala del Palazzo Municipale, dell'artista Štěpán Zavřel. Leggi il suo profilo completo qui.Per maggiori informazioni sulla mostra e sugli eventi organizzati quest'anno vi consiglio di visitare il sito ufficiale qui.
Alla fine del mio post dedicato alla scorsa edizione 2008 troverete anche una cartina che vi indicherà come arrivare.

15/nov/2009

Souvenir veneziani

L'assessorato alle politiche della sicurezza e dei flussi migratori della Regione Veneto ha redatto, nel lontano 2005, una sintesi sul fenomeno della contraffazione:
Secondo una stima dei ricercatori del Centro Transcrime che fanno parte dell’Osservatorio regionale per la sicurezza della Regione del Veneto, il danno derivante dalla contraffazione all’industria manifatturiera italiana nel 2002 può essere quantificato, prudenzialmente, tra i 12,3 e i 17,8 miliardi di Euro.
Il danno per l'erario invece si aggirerebbe tra 1,2 e 1,8 miliardi di Euro. I primi tre paesi di provenienza di prodotti contraffatti sequestrati alle dogane italiane nel primo semestre 2003 sono Cina (45%), Hong Kong (37%) e Thailandia (14%).
Per quanto riguarda il Veneto, il danno economico causato all’industria manifatturiera dalla contraffazione sarebbe prudenzialmente quantificabile tra i 1,3 e 2 miliardi di Euro, per una perdita d’imposte dirette e indirette alle casse statali tra i 140 e i 200 milioni di Euro.
Alcune ricerche dimostrano una maggiore vulnerabilità alla contraffazione e alla pirateria del mercato italiano rispetto ai mercati degli originari stati membri dell’Unione Europea. Questo è particolarmente evidente per libri, film, DvD, software, occhiali, orologi, piante e semi.
Se si escludono i sequestri di sigarette, nel periodo 2000-2003, i sequestri delle forze dell’ordine alle dogane italiane hanno riguardato in particolare i seguenti beni contraffatti: cd, DvD, audiocassette (14,7% del totale); accessori di abbigliamento, in particolare borse e occhiali da sole (10,4%); giocattoli (3%).
Stima minima e massima dell'impatto della contraffazione sull'industria manifatturiera del Veneto calcolata come perduto guadagno sul valore aggiunto ai prezzi base - Valori a prezzi correnti (milioni di Euro). Anno 2002

Secondo un’Indagine realizzata dall’Ufficio Studi di Unindustria Padova su un campione di 500 imprese manifatturiere su "Le imprese padovane e il fenomeno Cina" emerge che:
- un imprenditore su quattro (24,2%) afferma che la propria azienda è stata danneggiata dalla concorrenza cinese;
-un ulteriore 30,8% ritiene che potrà essere danneggiato in futuro;
-è il sistema moda il più esposto alla concorrenza dei produttori dei produttori cinesi (41,7%), seguono gomma e materie plastiche (36,4%) e metalmeccnico (28,1%);
-fra quanti temono di essere danneggiati, la “sindrome cinese” sale nelle calzature 53,8%), nel comparto meccanico (36,4%), nel legno e arredo (34,1%).
Sotto pressione sono i prodotti chiave del made in Italy, quelli in cui si esporta di più (e dove è più alta l’intensità di lavoro);
-l’impatto sui volumi di vendita: fra le aziende danneggiate, una su cinque (19%) dichiara nell’ultimo anno un calo del fatturato di oltre il 20% per effetto della concorrenza cinese. Per il 30,6% la perdita è stata dal 5 al 20%, per il 28,1% fino al 5%;
-oltre la metà delle aziende (55%) vede come problema la presenza sul mercato dei beni prodotti in Cina, per più motivi, fra i quali spicca la competitività in termini di prezzo, dovuta a una serie di fattori: bassissimo costo del lavoro, assenza di vincoli relativi al rispetto dell’ambiente, alla qualità e alla sicurezza dei prodotti e alla tutela dei lavoratori, disponibilità di una moneta super svalutata (dumping). Per il 73,1% di queste imprese è la concorrenza con prodotti a basso prezzo il problema principale. Questa questione si intreccia con il timore di comportamenti “sleali” da parte dei produttori cinesi, come la presenza di prodotti con caratteristiche molto simili ai propri (33,5%) o contraffatti (24%), il mancato rispetto delle direttive internazionali in materia di tutela dell’ambiente e dei lavoratori (26,2%). Il 15,6% dichiara di aver subito copia del proprio marchio o brevetto.

Fondamenta Lizza Fusina

Vista delle Fondamenta Lizza Fusina con, sullo sfondo, la sede dello IUAV.In questa foto oltre allo IUAV cominciamo ad intravedere il campanile della bellissima chiesa di S. Nicolo' dei Mendicoli.Sulla destra della foto l'entrata alla tranquilla Corte Mazor e il ponte che collega le due Fondamenta: Lizza Fusina e de la Pescheria.Sulla sinistra le Fondamenta de la Pescheria e sulla destra le Fondamenta Lizza Fusina che, dopo il ponte, prendono il nome di Fondamenta Barbarigo.

14/nov/2009

Venezia sta morendo

Nel mio post le invasioni barbariche pubblico ogni tanto le foto scattate al contatore digitale, posto in vetrina nella farmacia Morelli di Campo San Bartolomeo. Putroppo la mia ultima foto del 31 ottobre indica 59.984 (60.000 è la soglia minima che permette ad un centro abitato di definirsi città).
E oggi Venessia.com (sempre Lei) ha giustamente celebrato il funerale della città.
La città deve resistere ad un assalto di 20 milioni di turisti all'anno e cio che si sta facendo maggiormente per Venezia è, a mio avviso, proprio agevolare in tutti i modi l'afflusso dei visitatori e poco per i pochi abitanti ancora rimasti.
Vedi, per esempio, il ponte di Calatrava, il People Mover (che verrà inaugurato a frebbraio 2010) , le supernavi da crociera e già si parla di sublagunare. Erano effettivamente delle priorità ?
Per saperne di piu' sul funerale vi rimado all'articolo del Sole 24 Ore e al sito venessia.com
Vi consiglio anche il filmato trasmesso su Rai 2

Leoni

Sul mio precedente post Venezia e i leoni ho parlato del leone in quanto simbolo della città. A Venezia il leone alato è sicuramente l'immagine che possiamo trovare con maggiore facilità esplorando campi e campielli. All'arsenale ce ne sono due di veramente enormi che stanno di guardia all'entrata. Pensate che sono stati portati dal Pireo (il porto di Atene) come bottino di guerra.

Dediche d'amore e altro

Siamo nel Campo di S. Lorenzo nel sestiere di Castello e questa è una bella vera da pozzo che riporta l'iscrizione "anno 1747".Qualcuno ha pensato bene di imbrattare, con scritte varie, tutto il coperchio.Qualche altro, molto piu' intelligente, ha deciso di scrivere una dedica alla propria amata con la bomboletta spray. Mi piacerebbe immaginare che questa persona sia stata ripresa da una telecamera a circuito chiuso e che sia stata condannata a sorvegliare, per tutta la vita, che cose del genere non abbiano piu' a ripetersi pena la rinuncia alla propria libertà personale.