22 set 2017

Dimmi dove a Venezia

Dimmi dove a Venezia 22 09 2017wMadonna Col Bambino. Vi ricordate dove l'avete vista a Venezia?

20 set 2017

Rifugio Tissi (Belluno) 2a parte

Rifugio Tissi 20 09 2017 N1

Ore 4,00: Dopo aver recuperato tutto il necessario dirigo la mia auto in direzione dell'autostrada. Vista l'ora troverò, praticamente fino alla meta, le strade deserte.
Ore 7,00 sono appena arrivato a Pala Favera. Qui il parcheggio, completamente vuoto, sembra infinito tanto da crearmi imbarazzo su dove sia meglio parcheggiare la mia auto. Dopo essermi infilato gli scarponi ed aver caricato le mie povere spalle con uno zaino un po' troppo pesante mi avvio verso l'inizio del parcheggio che guarda verso Forno di Zoldo. Imbocco la prima stradina sterrata (sentiero N.564) posta sulla destra e la seguo fino ad arrivare alla Casera Piòda. Ho notato che, poco dietro a me, c'è un ragazzo che sta percorrendo la mia stessa strada.
Lungo il sentiero ci siamo solo io e lui. Poco dopo la Casera mi fermo a sistemare il mio zaino mentre lui, ora davanti a me, prosegue il suo cammino. Procediamo spediti tutti e due come se avessimo la stessa convinzione di raggiungere il rifugio Sonino al Coldai nel piu' breve tempo possibile. Prima del Rifugio la pendenza del sentiero aumenta e la fatica si fa sentire. Finalmente arrivo e mi siedo su una panca proprio vicino al ragazzo. E' una giornata fantastica e il sole si fa sentire anche se sono solo le ore 9,00. Ci spalmiamo entrambi un po' di crema solare. Poi lui si alza e cambia direzione imboccando un'altro sentiero. Io resto da solo e mi dirigo verso il lago Coldai.
Lo raggiungo dopo mezz'ora. Mi guardo attorno. E' bellissimo. Si respira una gran pace. Questo è un luogo molto frequentato ad ogni ora del giorno e...solo un attimo dopo averlo pensato mi rendo conto di essere l'unico essere vivente a due gambe nell'intera zona. Una sensazione strana e bellissima. Nessun rumore intorno a meRifugio Tissi 20 09 2017 N2

Dopo essermi goduto tanta pace mi avvio in direzione del Tissi costeggiando il lato destro del lago (sentiero N.560). Incontrerò due ragazzi solo dopo aver superato la forcella Col Negro di Coldai. Dopo averli salutati continuerò in solitaria l'attraversamento di quella che sembra essere una "vallata" infinita con continui sali scendi, anche impegnativi, ma relativamente facili da percorrereRifugio Tissi 20 09 2017 N3

Dopo una lunga camminata finalmente intravedo il rifugio Tissi ergersi in cima al Col Rean. La salita si fa ora davvero impegnativa se consideriamo che sto camminando da 4 ore e mezza. Rifugio Tissi 20 09 2017 N4

Con un po' di impegno arrivo in cima al Col Rean e mi godo il panorama pressoché infinito sui principali gruppi montuosi delle Dolomiti: Marmolada, Sella, Col di Lana, Fànes, Lagazuoi, Tofane, Dolomiti Ampezzane e Pelmo. Visito il rifugio, pressoché vuoto, e poi mi siedo all'esterno a contemplare l'impressionante mole del Civetta e la parete verticale che viene definita, con i suoi 1000 metri di dislivello, la parete delle pareti Rifugio Tissi 20 09 2017 N5Rifugio Tissi 20 09 2017 N6Rifugio Tissi 20 09 2017 N7

Ore 13,00: dopo aver mangiato ed essermi riposato un pochino mi accingo a rientrare. Lo zaino è diventato si' piu' leggero ma continua a dar fastidio alle mie povere spalle. Mi rendo conto che, per camminate cosi' lunghe, i pesi vanno calcolati con maggior attenzione. Durante il ritorno al Coldai incontrerò solo una comitiva composta da 4 uomini che camminano in direzione del Tissi e un signore che percorreva il sentiero di corsa. Il suo abbigliamento e il fisico atletico mi fece pensare che si stesse allenando...
Rifugio Tissi 20 09 2017 N8

Sono di nuovo al rifugio Sonino al Coldai e dopo averlo lasciato per ritornare a Pala Favera decido di tagliare tutte le curve del sentiero di discesa cosi' da raggiungere quasi di corsa la Casera Piòda. Da qui, con le gambe oramai stanche, ripercorro il sentiero 564 in tranquillità.
Camminata di 8 ore e mezza ma ne valeva la pena per godere di tanta pace e gustare cosi' intensamente zone montane mai viste prima d'oraRifugio Tissi 20 09 2017 N9

18 set 2017

Rifugio Tissi (Belluno) 1a parte

Rifugio Tissi 18 09 2017 N1

Mi trovo a 2.250 m. di quota e quello che vedete nella foto è l'imponente Civetta regina del sesto grado. Devo precisare che la foto non è mia. Ringrazio quindi il Sig. Renato Bortot che l'ha pubblicata nel suo sito "Belluno virtuale". Se vi state chiedendo perché non l'abbia scattata io allora è il caso che vi spieghi come e perché abbia effettuato questa escursione.
Rifugio Tissi 18 09 2017 N2

Nel settembre del 2012 avevo raggiunto il Rifugio Vazzoler (vedi qui il post). In quell'occasione avevo scoperto che da qui era possibile arrivare fino al rifugio Tissi. Ero però già stanco e non me la sentivo di camminare oltre. Vedi sotto la cartina.Rifugio Tissi 18 09 2017 N3

Nel settembre di tre anni prima (era il 2009) avevo invece effettuato un escursione da Palafavera fino al rifugio Sonino (vedi qui il post). Vedi sotto la cartinaRifugio Tissi 18 09 2017 N4

Insomma questo famigerato rifugio Tissi, posto in posizione panoramica sulla parete nord-ovest della Civetta, mi aveva incuriosito davvero molto e sapevo che da lassù si poteva godere di una vista mozzafiato sul sottostante Lago di Alleghe e su gran parte dei principali gruppi montuosi delle Dolomiti: Marmolada, Sella, Col di Lana, Fànes, Lagazuoi, Tofane, Dolomiti Ampezzane e Pelmo.
Rifugio Tissi 18 09 2017 N6

Cosi' lo scorso 26 di giugno ho organizzato la mia escursione, in solitaria, che prevedeva di partire da Pala Favera e di arrivare fino al rifugio Tissi passando per il rifugio Sonino al Coldai. Il Tissi è raggiungibile anche da Alleghe ma io ho preferito ripercorrere, visto che ero da solo, almeno una parte del cammino che già conoscevo. Vi anticipo già che la camminata davvero molto lunga, ha messo a dura prova le mie forze. Vi riepilogo alcuni dati:
Ore 04,00 partenza da casa
Ore 07,00 arrivo a Palafavera. Parcheggio e inizio il cammino
Ore 09,00 arrivo al rifugio Sonino al Coldai
Ore 09,30 arrivo al Lago Coldai
Ore 11,45 Arrivo al Rifugio Tissi
Ore 13,00 Partenza da Rifugio Tissi
Ore 15,00 Arrivo al Lago Coldai
Ore 16,30 Arrivo a Palafavera
8,5 ore di cammino circa (escludendo 1 ora per il pranzo e per le soste lungo il cammino)
Su itinerari di montagna.it avevo letto che la durata dell'itinerario era di 7 ore (andata e ritorno. Probabilmente però questo calcolo è stato fatto su uno stambecco oppure su un signore di circa 35/40 anni che ho visto percorrere il sentiero in tutina e...di corsa). Lo stesso sito riporta: "nonostante non presenti particolari difficoltà tecniche, dato il notevole dislivello (1200 m. circa) è richiesta, comunque, un’idonea preparazione fisica"
Vedi qui la descrizione dettagliata
Altre foto nella seconda parte del post.... Rifugio Tissi 18 09 2017 N7

07 set 2017

Isola di S.Erasmo (3a parte)

Isola di S Erasmo 07 09 2017 N1

Questa è la famosa spiaggia del bacan che i veneziani raggiungono quasi esclusivamente in barca. Chi arriva qui a piedi deve scendere alla fermata "Capannone" e percorre più' di 1 chilometro. In spiaggia c'è un bar, sempre molto frequentato, dal quale, in posizione rialzata rispetto al mare, si gode la vista di tutta la spiaggia e dal quale si avverte tutto il "bacan" provocato dai bagnantiIsola di S Erasmo 07 09 2017 N2Isola di S Erasmo 07 09 2017 N3

I motoscafi ancorati sono cosi' tanti che contarli rappresenta un'impresa impossibileIsola di S Erasmo 07 09 2017 N4

Da qui si intravede il Lido riconoscibile dalla famosa cupola del Tempio votivo della pace di VeneziaIsola di S Erasmo 07 09 2017 N5

05 set 2017

Isola di S.Erasmo (2a parte)

Isola di S Erasmo 05 09 2017 N1

Se ricordate nel post dello scorso 19 luglio vi avevo accennato che, qualche giorno prima, avevo visitato l'Isola di S. Erasmo. Queste sono le foto che ho fatto durante il mio cammino (ero a piedi infatti). Avevo preso, dalle Fondamenta Nuove, il vaporetto N.13 che ferma a Murano, poi alle Vignole e infine a "Orto di Venezia" posto sull'isola di S.Erasmo. Dovete tener conto che, di solito, qui si ferma chi preferisce raggiungere la vicina spiaggia denominata "del bacan" (provate a indovinare perché è cosi' denominata...Isola di S Erasmo 05 09 2017 N2

Se volete, come ho fatto io, arrivare alla chiesa dell'Isola allora dovete passare immediatamente sull'imbarcazione che si accosterà al vaporetto non appena questo avrà raggiunto la fermata "Capannone". Se non effettuate questo "trasbordo" vi restano due possibilità: scendere a "Capannone" oppure vedere il vaporetto sul quale vi trovate girarsi e lasciare definitivamente l'Isola per ritornare al punto di partenza (Fondamenta Nuove). L'Isola è lunga più' di 4 km. e la chiesa è collocata circa a metà. Da qui mi sono incamminato in direzione della spiaggia del bacanIsola di S Erasmo 05 09 2017 N3

Dalla piazza antistante la Chiesa è visibile l'Isola di S. Francesco del Deserto (vedi i miei posts dedicati a quest'Isola) e l'Isola di BuranoIsola di S Erasmo 05 09 2017 N4Isola di S Erasmo 05 09 2017 N5

Inizio il mio cammino per scovare gli ultimi carciofi rimasti...
Tratto da Fondazione Slowfood.com (presidiata dalla Regione Veneto): "Sant’Erasmo è un’isola della laguna di Venezia, a mezz’ora di vaporetto dalle Fondamenta Nuove. È grande come la metà della città, è attraversata da canali, e dal Cinquecento è un unico grandissimo orto. Sui terreni argillosi, ben drenati e con una salinità molto alta, crescono verdure saporite, specialmente i carciofi, tanto che la varietà coltivata sulla laguna ha preso il nome proprio da questa isola. Tenero, carnoso, spinoso e di forma allungata, il carciofo di Sant’Erasmo ha le brattee color violetto cupo. Un tempo negli orti della laguna lo concimavano con le scoasse (la spazzatura, in veneziano) oppure con conchiglie e gusci dei granchi, che servivano per correggere l’acidità dei terreni. Per proteggere le piantine dal vento di bora invece si tiravano su le motte, cioè piccoli cumuli di terreno, dalla parte rivolta verso il mare. La stagione dei carciofi a Venezia comincia a fine aprile con la raccolta delle castraure, il primo piccolo germoglio apicale di carciofo, tenerissimo, che viene tagliato per permettere la crescita più rigogliosa degli altri germogli (da 18 a 20 per pianta ogni stagione). La raccolta prosegue fino alla seconda metà di giugno: gli ortolani trasportano le verdure con le barche, le caorline, dall’isola fino ai mercati di Rialto e Tronchetto. Gli articiochi, così si chiamano i carciofi a Venezia, sono stati introdotti nella cucina veneziana dalla comunità ebraica. Sono consumati prevalentemente crudi e le castraure sono una vera delizia disponibile solo per pochi giorni: 10, 15, non di più. Le ricette a base di carciofo sono tantissime: fritti in pastella, crudi con un filo di olio d’oliva, oppure col garbo, cioè cotti col soffritto di aglio o cipolla a fuoco molto lento e a tegame coperto, con l’aggiunta finale di aceto o limone. E ancora alla grega, tagliati a spicchi, rosolati e serviti freddi con limone, oppure maritati con le schie (i gamberetti di laguna), gli aliciotti e le sardine. Nelle osterie sono tra i cicheti di ordinanza, lessi e conditi con aglio, prezzemolo, pepe e olio"
Il primo frutto del carciofo è denominato "castraura" poi si arriva alla fase del "botolo" all"articioco" o carciofo vero e proprio. Ogni singola pianta subisce circa quindici tagli all'anno per poi concludere il suo ciclo naturale con i fondi e la tipica fioritura violetta che vedete qui sottoIsola di S Erasmo 05 09 2017 N6Isola di S Erasmo 05 09 2017 N7

02 set 2017

Riflessi veneziani

Riflessi veneziani 02 09 2017

Lo so ultimamente non mi sono fatto sentire. Tranquilli va tutto bene e spero che la vita sorrida anche a voi. Questo lungo silenzio mi ha fatto sentire un po' in colpa in molte occasioni in quanto ho notato che avete continuato a visitare il blog. Non vogliatemi male ma ho solo cercato di fare quello che probabilmente avete fatto anche voi: alla rete ho preferito il sole, la natura e il relax. Arrabbiati? Cosa avete fatto voi di bello?

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